Lunedì, 15 Luglio 2024
Cinema / Ceccano

Ceccano, torna il Dieciminuti Film Festival ed è pronto a soffiare 18 candeline

Il concorso internazionale dedicato al cinema breve diventa maggiorenne. Il manifesto di quest’anno? L’Ercole del festival che sostiene e aiuta a crescere le nuove generazioni

Torna dal 27 marzo al 1 aprile la rassegna di cortometraggi glocal alla quale quest’anno si sono iscritti più di 580 corti provenienti da ben 51 nazioni diverse. Dove ci porterà stavolta? Quale il messaggio che risuonerà nell’ultima settimana del mese più pazzo dell’anno? 

My Generation. Che è un po' la generazione di tutti e di nessuno; una generazione che grida da ben diciotto anni libertà ed uguaglianza, la stessa generazione che ospiterà due presidenti di giuria iraniani che, invece, porteranno su palco del cinema teatro Antares di Ceccano anni di lotte per la stessa libertà strappata (e in un certo qual modo mai avuta). 

“Una frase che non può dire una sola persona, ma ognuno di noi e ognuno dei partecipanti al DFF sentendosi come parte di un movimento. Il festival compie 18 anni, un’età che segna appunto una fase di passaggio generazionale importante. Un’età in cui si inizia a fare delle scelte, assumendosene le responsabilità e le conseguenze. Tutto, quindi, diventa più difficile, perché dobbiamo lasciare a terra il paracadute che avevamo quando eravamo bambini o adolescenti. L’età adulta porta con sé tanti cambiamenti, ma questo non significa che questi cambiamenti siano per forza negativi. Si guarda il mondo con un primo bagaglio di esperienze dietro di sé, e si guarda avanti con la consapevolezza di avere milioni di opportunità da poter cogliere, ancora con la possibilità di sbagliare (perché quella non ce la toglierà mai nessuno), ma con la voglia di riprovare subito rendendo utili e positive anche le cose negative. Con questo tema racconteremo questo, racconteremo la generazione coetanea del festival, racconteremo gli aspetti delle nostre generazioni e di quelle che ci hanno preceduto, mostrando anche, attraverso il concorso, tutto quello che succede attorno a noi in questa storica fase di cambiamento”, chiarisce così - con tono commosso - il Direttore Artistico del Festival, Alessandro Ciotoli. 

Visti da vicino e lontano 

L'associazione culturale IndieGesta, promotrice del Dieciminuti Film Festival, dalla sua fondazione - come un giano bifronte - ha volto lo sguardo sia al territorio locale che a quello internazionale. Per questa edizione, infatti, sono tornati i Visti da vicino; una sezione dedicata appositamente ai corti provenienti dalla provincia di Frosinone. Allo stesso tempo però sono attesi ospiti, tra attori e registi, da ogni parte del mondo in virtù dell'animo glocal che contraddistingue questa realtà. 

Primi tra tutti i presidenti di giuria, come preannunciato, entrambi iraniani. "Siamo orgogliosi di avere la regista e scrittrice iraniana Sonia K. Hadad a capo della Selezione Ufficiale del DFF. Hadad nasce a Teheran, dove inizia la sua carriera nel teatro e consegue la laurea in “Dramatic Literature and Theatre” presso l’Università di Tehran. I suoi lavori comprendono “The Box” (2016), “Personal” (2017) e “Exam” (2019), con il quale nel 2020 è in gara al DFF 15 e vince il Gran Premio della Giuria Ufficiale nella sezione Extralarge. Il corto vince anche numerosi premi internazionali,  tra cui “Best Live Action Short” ai premi AFI 2019, che ha permesso alla regista di qualificarsi agli Oscar. 

Diamo anche il bentornato a Seyed Moslem Tabatabaei, già vincitore del DFF nel 2012 nella categoria Animazioni, che quest’anno ha accettato di rivestire il ruolo di Presidente di giuria della stessa categoria Animazioni. Artista multidisciplinare con un background nel campo dell’architettura e della fotografia, Tabatabaei, iraniano di nascita, consegue il Master in Animazione presso la Tehran University of Art, realizzando come parte del progetto di laurea il corto “Light Sight” (2017), con cui vince il DFF e centinaia di altri premi in festival internazionali. Tabatabaei oggi vive e lavora a Montreal, dove ha conseguito un secondo Master in Design, e continua a esplorare nuove forme di storytelling attraverso l’uso del 3D e della realtà virtuale". 

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