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Giovedì, 18 Aprile 2024
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Ceccano ricorda i giorni dell'Ira: 215 giovani catturati dai tedeschi nel 1943

Una serata di memoria e riconoscimento per gli internati militari italiani

In una serata carica di emozioni e ricordi, la comunità di Ceccano si è riunita per onorare la memoria di 215 giovani che nel tumulto della Seconda Guerra Mondiale furono catturati dai tedeschi, finendo nei campi di concentramento come internati militari italiani (IMI). La loro storia di coraggio, opposizione alla guerra e speranza è stata raccontata attraverso le testimonianze di familiari, la presentazione di un libro e una ricerca storica dettagliata.

La serata, promossa dalle 28 associazioni coordinate dalla Pro-Loco e inaugurata dal presidente Danilo Diana, fa parte del calendario degli eventi denominato "I giorni dell'Ira", un'iniziativa volta a preservare la memoria degli avvenimenti avvenuti a Ceccano durante il conflitto mondiale.

L'evento ha visto la presentazione del libro di Paolo Angeloni intitolato "Il barbiere dello stalag VI C", che ha contribuito a dare voce alle storie di quei giovani che espressero il loro netto rifiuto della guerra. Una ricerca storica accurata, condotta da Luigi Compagnoni, ha aggiunto dettagli preziosi a questa pagina di storia spesso dimenticata.

Compagnoni ha consegnato ai presenti un elenco degli internati militari italiani, sottolineando la necessità di riconoscimento morale nei confronti di coloro che furono deportati e internati nei lager nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Ha proposto il conferimento della medaglia d'onore, concessa dal Presidente della Repubblica dal 2006, un segno tangibile del rispetto e del riconoscimento dovuto a coloro che hanno sofferto per la libertà.

L'istituzione di questa medaglia d'onore può essere richiesta dagli eredi degli internati, e le cerimonie ufficiali si tengono ogni 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, o il 2 giugno, durante la Festa della Repubblica.

Il prossimo incontro dei "Giorni dell'Ira" sarà dedicato alla storia del Capitano Goffredo Bianchi, un veterinario della Taurinense, che ha resistito per 30 giorni in Montenegro prima di arrendersi e essere imprigionato. La memoria di Ceccano continua a illuminare gli episodi di coraggio e sacrificio di quei tempi bui, assicurandosi che le future generazioni non dimentichino mai le lezioni apprese dalla storia.

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