Colfelice, al via i lavori di rimozione della copertura dell'edificio di conferimento dei rifiuti della Saf

Il nuovo tetto, come ha spiegato il presidente Migliorelli, avrà i pannelli fotovoltaici su una superficie di 8 mila metri quadrati

Missione eco-sostenibilità. Obiettivo circolarità del rifiuto e impatto zero. A partire dal sito, e dal territorio, dal quale si sviluppano e da dove sono coordinate le attività del ciclo integrato di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani della nostra provincia. Alla Saf di Colfelice sono iniziati i lavori per la rimozione della copertura dell’edificio che ospita il processo di stabilizzazione dei rifiuti conferiti dai Comuni.

Il cronoprogramma prevede la conclusione dell’intervento entro tre mesi. “È uno degli interventi che fanno sostanzialmente da apripista al ben più complesso e articolato progetto di ammodernamento del nostro impianto che da attuale Tmb – Trattamento meccanico biologico – diventerà la Fabbrica delle Materie” spiega il presidente della Saf Lucio Migliorelli. L’edificio oggetto dei lavori si estende su una superficie di 8.000 metri quadrati. “Si tratta di un intervento chiaramente rilevante. La sostituzione della copertura è propedeutica alla seconda e successiva fase dell’operazione, che riteniamo – aggiunge Migliorelli – di gran lunga più significativa.

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Il nuovo tetto infatti ospiterà i pannelli fotovoltaici per produrre energia elettrica. Innovazione preziosa soprattutto perché, con l’entrata in funzione dell’impianto, potremo migliorare le nostre performance di eco-sostenibilità e concorrere alla produzione di una parte significativa del fabbisogno energetico, abbattendo pesantemente il costo della bolletta energetica”. Prosegue intanto l’istruttoria autorizzativa per la riconversione dell’impianto a Fabbrica delle Materie. “Da questa trasformazione potremo gradualmente traghettare la Ciociaria verso l’economia circolare del rifiuto, perché saremo in grado di riciclare e avviare a recupero i materiali e finalizzare la best practice di End of Waste, quando cioè il rifiuto smette di essere tale per divenire materia nuova e pronta al riuso” conclude Migliorelli.

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