Coronavirus, l'appello della Cisl: "riattivare le strutture dismesse per potenziare la medicina del territorio

La verità è che un problema di volontà politica. Ma mai si inverte la rotta, mai si correggono gli errori. A livello nazionale in questi mesi abbiamo annullato mesi di vantaggio con decisioni cervellotiche

“Riattivare le strutture dismesse per potenziare la medicina del territorio… E la direzione generale della Asl eviti fughe in avanti su riorganizzazioni che richiedono condivisione” Ci rendiamo perfettamente conto - spiega Enrico Capuano della Cisl Frosinone -  della situazione di grave emergenza che occorre affrontare in relazione all’aumento dei contagi e dei ricoveri (anche in terapia intensiva) per questa fortissima seconda ondata della pandemia.

Certamente servono posti letto dedicati e tutto il resto, ma proprio per questo la direzione generale della Asl non può pensare di agire in solitudine. Sindacati e forze sociali vanno coinvolti, perché mai come in questo momento c’è bisogno di confronto e di condivisione. Sul serio però. Intanto perché le scelte organizzative sono destinate ad influenzare lo scenario provinciale per molto tempo. E allora occorre valutare bene gli effetti che ipotizzati trasferimenti o accorpamenti avranno sul Fabrizio Spaziani di Frosinone e sul San Benedetto di Alatri. Senza dimenticare il Santissima Trinità di Sora e il Santa Scolastica di Cassino. Perché poi, quando l’emergenza finirà, bisognerà fare i conti con la sanità ordinaria, già falcidiata da scelte irresponsabili assunte negli ultimi quindici anni. Detto questo, c’è un altro punto da tenere in considerazione: la tutela della salute dei medici, degli infermieri e degli ausiliari.

In questo ultimo periodo ci sono stati diversi sanitari contagiati, alcuni dei quali ricoverati. I dispositivi di protezione e i protocolli per la sicurezza devono essere forniti e applicati senza esitazione e senza eccezioni. Sappiamo tutti che in questi giorni i Pronto Soccorso di Frosinone, Cassino e Sora sono letteralmente assediati. Chiediamo alla direzione della Asl di potenziare questi reparti. Subito. Infine, il tema delle strutture. E’ in atto un’autentica corsa per ricavare più posti letto possibili per pazienti Covid: al Fabrizio Spaziani, nelle Rsa convenzionate, ovunque. Allo stesso tempo è stato individuato un Covid hospital per le persone che devono osservare il periodo di quarantena a casa. Lo dico senza giri parole: perché non si ha il coraggio di procedere lungo la strade della riattivazione delle strutture dismesse? Penso a Pontecorvo ma anche ad Anagni, a Ceccano, a Veroli. Dappertutto. E non vengano a ripeterci che vanno riattivate e che occorre tempo. Se si fosse iniziato a marzo, avremmo fronteggiato con queste strutture questa seconda ondata.

La verità è che un problema di volontà politica. Ma mai si inverte la rotta, mai si correggono gli errori. A livello nazionale in questi mesi abbiamo annullato mesi di vantaggio con decisioni cervellotiche. A cominciare dalla distribuzione di svariati bonus a pioggia. Quando si dovevano concentrare tutte le risorse per potenziare la sanità. Compresa la riattivazione delle strutture dismesse. Si fa un gran parlare della necessità di rafforzare la medicina territoriale, ma poi nulla si fa per andare davvero in questa direzione".

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