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Coronavirus, senza guadagno da due mesi, l'amarezza di titolari e dipendenti di Macramè

Il personale, dei tre saloni di bellezza dislocati tra Cassino, Frosinone e Valmontone, che attende ancora l'erogazione della cassintegrazione, è allo stremo

Trenta dipendenti dislocati in tre grande saloni di bellezza situati tra Cassino, Frosinone e Valmontone che attendono l'erogazione della cassintegrazione. I negozi hanno chiuso i battenti lo scorso nove marzo e loro l'ultimo stipendio (quello inerente al mese di febbraio) lo hanno percepito il 10 marzo. Da quel momento è stato il vuoto. L'amarezza e la disperazione di titolari e dei ragazzi che con grande professionalità hanno portato avanti le tre attività, è cosa comprensibile. 

La soluzione 'alternativa'

"Non possiamo che essere dalla parte dei nostri dipendenti - spiega Francesco Malafronte, che si occupa della gestione legale ed amministrativa della società - ma non possiamo far altro che dar loro sostegno morale. Anzi siamo cercando di darci conforto a vicenda. Molti di loro hanno rifiutato e continuano a farlo con grande responsabilità, chiamate di 'lavoro a nero' nelle abitazioni. Perché ci sono cittadini che non hanno paura del contagio. Ecco loro hanno detto sempre no, anche se sono oramai allo stremo. Questo dovrebbe essere apprezzato ancor di più dal Governo che dovrebbe sollecitare gli Istituti previdenziali nell'accelerare l'erogazione dei contributi economici".

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