L’emergenza Coronavirus non ha frenato “L’istinto di volare” e di donare del Liceo di Ceccano

Parte dei proventi del volume di 'Selfie di noi' allo Spaziani di Frosinone.'A tutti coloro che nell'ora più buia per tutti, con mani sapienti e sguardi compassionevoli, stanno combattendo nelle corsie degli ospedali un male invisibile agli occhi'

Il Liceo di Ceccano

L’emergenza Coronavirus non ha impedito affatto al Liceo di Ceccano di pubblicare il volume benefico “L’istinto di volare”, una raccolta di racconti e illustrazioni degli studenti guidati dalla referente del progetto “Selfie di noi”, la Prof.ssa Rossana Angelini. Dell’omonima collana firmata “Gemma Edizioni”, che ormai da cinque anni promuove l’iniziativa a livello nazionale, il libro dei liceali è il 59esimo e, come tutti gli altri, ha lasciato un’ultima e lodevole “pagina” in bianco dedicata alla beneficenza. Stavolta la consueta donazione, frutto dei proventi della vendita dell’opera – la seconda dell’istituto ciociaro, che fu il primo nel 2015 a partecipare all’edizione iniziale lanciata dalla casa editrice fabraterna – è arrivata assieme a un caldo abbraccio virtuale all’ospedale Spaziani di Frosinone: 400 euro di contributo all’acquisto di Dispositivi di protezione individuale (Dpi) con una dedica speciale “a tutti coloro che, nell’ora più buia per tutti, con mani sapienti e sguardi compassionevoli, stanno combattendo nelle corsie degli ospedali un male invisibile agli occhi”.

La donazione fatta dal Liceo di Ceccano all'ospedale Spaziani di Frosinone-2

La conclusione del volume a distanza

“In questo periodo difficile per tutti noi - racconta la referente del progetto - il Liceo di Ceccano ha continuato a lavorare portando a termine un progetto che ha avuto inizio nel mese di novembre 2019 e si è concluso alla fine del mese di aprile 2020 con l’invio alla pubblicazione del volume. Il momento più operativo ha coinciso, pertanto, con la chiusura delle scuole per pericolo pandemia. Questo ha comportato un maggior lavoro di coordinazione in quanto si è resa necessaria una sollecitazione e un monitoraggio continuo del lavoro degli studenti, dovendo anche superare lo stato di confusione e smarrimento dei ragazzi catapultati in una situazione surreale. Il tutto con l’ausilio dei mezzi informatici e con la DaD (Didattica a distanza, ndr) che ha consentito, tramite le videolezioni, di mantenere un contatto continuo e visivo con gli studenti. Alla valenza didattica del progetto si è affiancata quella civile e solidale. Questa finalità ha motivato ancora di più i ragazzi, che si sono impegnati, pur nelle difficoltà del momento, affinché il proprio lavoro contribuisse alla buona riuscita del progetto”.

Un progetto non “da” ma “con” tutti

“Quest’anno il progetto di scrittura è stato ampliato - spiega la stessa docente Angelini - consentendo ai ragazzi di inserire illustrazioni realizzate dallo stesso autore del racconto o da un altro studente del Liceo, così da valorizzare e dare spazio alle diverse peculiarità e attitudini degli studenti e favorire nel contempo una maggiore partecipazione di essi, attraverso la diversificazione dei linguaggi espressivi. L’iniziativa di pubblicare una raccolta di racconti scritti dagli studenti e da loro stessi illustrata, infatti, ha come obiettivo proprio quello di far emergere e valorizzare l’originalità e la creatività, aumentando l’autostima ed educando al rispetto dell’altro, al senso di responsabilità, alla disponibilità e alla collaborazione reciproca, affinché ognuno si senta parte attiva di un progetto comune, in cui il lavoro di ciascuno concorre al raggiungimento del risultato finale”.

La copertina de “L’istinto di volare”

Per la sua realizzazione è stato bandito un concorso grafico-pittorico tra gli studenti del Liceo. L’apposita Commissione, tra tutte le illustrazioni finite comunque in un’apposita sezione del volume con relative didascalie, ha premiato quella di Beatrice Scialò della Prima H: “Ho scelto di rappresentare un’aquila innanzitutto perché i volatili simboleggiano per me la libertà. L’aquila, inoltre, è il simbolo della nostra scuola e quindi di tutti gli studenti che con la loro volontà e creatività hanno reso possibile questo lavoro. La matita bianca rappresenta uno strumento “neutro” che, animato dalla creatività, può riempire di mille splendidi colori il grigiore che ci circonda”. Vale la pena, poi, evidenziare quanto scritto nella quarta di copertina da un’ex alunna del Liceo, Francesca Micheli, premiata a suo tempo per il suo racconto pubblicato nel primo volume di “Selfie di noi”.

L'istinto di volare (Selfie di noi)-2  

La prefazione della Dirigente scolastica

“Gli studenti del Liceo di Ceccano diventano scrittori con le loro storie inedite - scrive la Preside Concetta Senese - Il libro, scritto a più mani dagli allievi del Liceo, ha permesso loro di mettere alla prova la loro capacità di scrivere, di esprimere le loro emozioni, di saperle trasmettere con l’uso della parola, opportunità unica per dare voce ai loro pensieri ancora spontanei. Scrivere non è una qualità innata dell’essere umano ma è una conquista, una competenza, raggiunta dai nostri studenti, anche grazie a docenti illuminati, coordinati dalla prof.ssa Rossana Angelini, che, attraverso la pratica laboratoriale, sono riusciti a dotarli di strumenti capaci di saper mettere su carta i loro pensieri, le loro storie”.

“Ritengo questa un’esperienza molto positiva - aggiunge - poiché attraverso essa i ragazzi hanno potuto sviluppare competenze formative vere, importanti per il loro futuro, utili cioè non solo per la scuola ma per la vita. Saper scrivere, appunto, ci rende cittadini, ci rende uomini e donne capaci di interagire con il mondo, ci aiuta a indagare e a conoscere meglio noi stessi e noi stesse. Samuel Johnson, critico letterario, poeta, saggista, biografo britannico, vissuto nel 1700, scrisse ‘Bisogna sfogliare una intera biblioteca per fare un libro’. Bene, questi nostri studenti con la guida attenta e laboriosa dei loro insegnanti e con la loro creatività e capacità di lavorare in gruppo, ci sono riusciti in pochi mesi. Che dire? - conclude - Bravi, anzi bravissimi tutti! Ad majora semper!”.

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