Coronavirus, i Giovani Medici di Frosinone scrivono alla popolazione della Provincia

"Abbiamo deciso di scrivere una lettera aperta noi che come operatori sanitari sul territorio ci troviamo ad essere la prima linea di contatto per chi ha bisogno di cure di qualsiasi genere"

Il dottor Damiano Pizzuti

Sono giovani eroi e fanno parte di quell'esercito di medici che in queste settimane sta combattendo la guerra contro il Coronavirus, un nemico invisibile che continua a mieterevittime anche nella provincia di Frosinone. Sono i Giovani Medici di Frosinone, conosciuti anche per la loro costante battaglia a salvaguardia della salute dei cittadini della Valle del Sacco. In un momento così difficile per tutti, hanno deciso di scrivere una lettera aperta a tutta la popolazione della provincia di Frosinone "noi che come operatori sanitari sul territorio ci troviamo ad essere la prima linea di contatto per chi ha bisogno di cure di qualsiasi genere". Una lunga lettera nella quale, oltre alle raccomandazioni alla cittadinanza sull'importanza della prevenzione e ribadendo le regole da seguire per contrastare la diffusione del contagio, i Giovani Medici offrono uno spunto di riflessione su quella che è la loro professione, e se vogliamo vocazione, che merita rispetto non solo quando ci si trova a vivere un'emergenza sanitaria.

Non dimenticatelo quando tutto sarà finito

"La laurea in Medicina e Chirurgia non è solo un titolo di studio contestualmente giuriamo di salvaguardare la vita umana, di proteggerla e di mettere in atto tutti i meccanismi affinché noi stessi non possiamo danneggiarla. Con il giuramento di Ippocrate ognuno di noi si impegna moralmente ogni giorno ad alzarsi dal letto per fare il proprio dovere, una responsabilità che prevarica l’esigenza lavorativa o economica. Siamo medici, abbiamo scelto di esserlo, e continuiamo a sceglierlo anche in questo momento delicato. Vi preghiamo di non dimenticare quello che facciamo quando tutto sarà finito, perché noi non dimentichiamo le aggressioni subite dai colleghi e il modo deprecabile con il quale veniamo trattati troppo spesso da una fetta di popolazione. Ci troviamo nel bel mezzo di un’epidemia che stiamo cercando di contenere il più possibile, combattendo un nemico tanto invisibile quanto potenzialmente pericoloso, mettendo a dura prova la nostra resistenza fisica e psicologica.

La prima regola è restare a casa

Al momento l’unica terapia utile è la prevenzione, tema mai così fondamentale per la vita. Si può prevenire solo stando a casa, rinunciando a fare il giro nella piazza del paese, evitando di uscire più di una volta a settimana per la spesa o per il rifornimento di farmaci necessari. Tutti i pazienti hanno l’abitudine di ricevere da noi una tangibile terapia, un farmaco con tanto di posologia; in questo momento ci sentiamo di prescrivere a tutti lo “stare a casa” fino a quando l’emergenza non sarà solo un brutto ricordo. Lo dovete a voi come cittadini, a tutte le forze dell’ordine e agli operatori sanitari, rispettate questa unica semplice regola. Ogni volta che uscite di casa per motivi futili, pensate ad ognuno di noi che di giorno e di notte si reca a lavoro con l’ansia di potersi ammalare, solo per contenere un fenomeno troppo spesso innescato da cittadini poco attenti.

"Non servono applausi, dovete restare a casa"

Non abbiamo bisogno di applausi, attestati di stima, post strappalacrime sui social; perché il nostro lavoro lo facciamo comunque, con la forza nel cuore e il sorriso sulle labbra di chi porta la passione nel camice che indossa. Abbiamo bisogno del vostro aiuto, e se uscite di casa danneggiate il nostro operato e la salute pubblica. Un doveroso ringraziamento va a tutte le Forze dell’Ordine, alla protezione civile e a tutti coloro che sono in prima linea giorno dopo giorno per aiutarci ad arginare un fenomeno unico nella storia moderna di questo paese".

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Le dieci regole da seguire

In seguito all’osservazione dei comportamenti messi in atto dalla popolazione in questo momento particolare, ci preme ricordare alcune semplici norme da seguire al fine di contrastare la diffusione del virus:

1. Spesa alimentare/farmaceutica: consigliamo vivamente di attenersi ad effettuare al massimo una singola spesa settimanale, le file al di fuori di supermercati e similari contribuiscono a creare assembramenti pericolosi e che vanno assolutamente evitati. Più volte abbiamo riscontrato di cittadini che si recavano presso alimentari anche 4-5 volte a settimana, questo va assolutamente evitato.

2. Passeggiate all’aperto: seppur il nuovo decreto consente brevi passeggiate intorno alla propria abitazione sconsigliamo vivamente di usufruire di tali iniziative. Così come per lo sport all’aperto, ci sono diverse APP o siti internet dove è possibile trovare metodi per continuare ad allenarsi anche dentro casa. Consentito, seppur per brevissimi tragitti, portare fuori il cane per fare i bisogni. Non facciamo pagare agli animali la nostra noncuranza.

3. Studi medici/presidi: recarsi presso gli studi medici/PAT/ACP solo se strettamente necessario e per patologie non differibili e non riconducibili alla sintomatologia Covid19 (febbre, tosse, dispnea ecc..). Viene incentivata la consulenza telefonica da parte del medico di famiglia e della continuità assistenziale. Informarsi dal proprio MMG circa la possibilità di invio telematico delle ricette dematerializzate.

4. Rientro a casa dopo essere usciti: quando si torna a casa non toccare nulla e togliersi subito le scarpe. Togliersi gli indumenti e metterli da parte, NON togliersi i guanti ma disinfettarli e igienizzare i propri effetti personali come portafoglio, smartphone e chiavi. A questo punto togliere i guanti e gettarli via lavando le mani. Lavarsi il più possibile (se non si può fare la doccia).

5. Prelievi/visite programmate: Seppur non vietati dal DPCM, invitiamo a non recarsi in ospedale o nei centri medici per prelievi di routine al fine di evitare l’esposizione a rischio. In tal modo si lascia spazio a chi ha urgenze o a pazienti particolarmente fragili di poter accedere al centro prelievi senza ulteriori rischi per la propria salute. Stessa cosa è valida per le visite programmate, qualora differibili (non urgenze) si consiglia di spostare gli appuntamenti così da evitare di uscire di casa.

6. Piani Terapeutici: Tutti i piani terapeutici in scadenza in questo periodo si intendono rinnovati per 90 giorni dalla data di scadenza. Di conseguenza non bisogna recarsi in ospedale per rinnovare dallo specialista.

7. Ritrovi presso parenti: sono vietati gli assembramenti presso abitazioni. Invitiamo a fare particolare attenzione a tale indicazione in quanto ci avviciniamo al periodo pasquale.

8. Autocertificazione: Invitiamo i cittadini a non rilasciare false dichiarazioni, onde evitare sanzioni penali (pecuniarie e in termini di reclusione).

9. Luoghi di ritrovo: sono vietati dal DPCM tutti gli assembramenti, di conseguenza è vietato ritrovarsi riuniti in piazze, panchine, parchi. Si incentiva di conseguenza l’utilizzo di mezzi dissuasori di queste pratiche.

10. Segnalazione: invitiamo i cittadini a segnalare alle forze dell’ordine comportamenti non conformi al rispetto di queste norme, che seppur molto restrittive vengono attuate per il bene di tutti noi. Segnalare un comportamento scorretto non significa essere cattivi vicini ma bravi cittadini.
 

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