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Coronavirus, verso la Fase 2: il Sars-Cov-2 muta ancora ed è più rapido e contagioso

La scoperta, cofirmata dal Campus Bio-Medico di Roma, aumenta però conoscenza del virus e speranze in un vaccino. "UCBM eccellenza del Sistema Sanitario regionale", accentua l'Assessorato al ramo, pubblicando poi il bollettino della provincia di Frosinone

Nella giornata di oggi, mercoledì 15 aprile, l’Assessorato regionale alla Sanità ha reso noto che è stato dimesso un altro piccolo paziente ciociaro dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ora clinicamente guarito e in isolamento domiciliare come i due di ieri, e ha diramato il consueto bollettino sul contagio da Covid-19 in provincia di Frosinone: "5 nuovi casi positivi, 0 decessi nelle ultime 48 ore (in realtà 72, ndr), 10 pazienti sono guariti, 30 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare".

In precedenza, però, Salute Lazio ha rivolto adeguata attenzione a quanto riportato da una “eccellenza - l’hanno giustamente definita - del Sistema Sanitario regionale”: “Nuova mutazione del virus Sars-Cov-2 (il nuovo Coronavirus, ndr) frequente nei ceppi europei e USA, assente in quelli asiatici - hanno informato, infatti, dall’Università Campus Bio-Medico di Roma - La scoperta firmata UCBM insieme ad un gruppo di scienziati americani. Il Covid-19 è più contagioso in Europa e Nord America. Lo studio, pubblicato sul Journal of Translation Medicine, ha rilevato una nuova mutazione dell’enzima polimerasi, funzionale alla replicazione del virus, che può spiegare la rapidità e la maggiore contagiosità”.

Si tratta pertanto, come sottolineato dal responsabile italiano dell’Unità di Ricerca in Statistica Medica ed Epidemiologia Molecolare dell’UBCM, “di un importante risultato nella direzione di una maggiore conoscenza del comportamento del virus - spiega il Prof. Massimo Ciccozzi, impegnato nella ricerca assieme alla Direttrice del Laboratorio Analisi Silvia Angeletti - e, in prospettiva, per lo sviluppo di un vaccino specifico e delle terapie più adeguate”.

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La situazione a livello regionale, provinciale e comunale

Nel Lazio i casi totali validati dal Ministero della Salute salgono a 5.323: 4.047 ancora positivi (2.509 in isolamento domiciliare, 1.342 ricoverati in degenza ordinaria e 196 in Terapia Intensiva), 874 negativizzati e 311 deceduti. Mentre continuano a essere sperimentati i test rapidi, che in dieci minuti riescono a individuare i negativi con una specificità pari al 100% nonché i positivi con un’accuratezza paragonabile a quella dei tamponi (95-97%), di questi ultimi ne sono stati effettuati al momento 75.584 in tutta la regione. Bisogna tenere in considerazione, però, che sono inclusi anche quelli ripetuti man mano ai contagiati per stabilire o meno la loro negativizzazione.  

In quanto al territorio della provincia di Frosinone (sinora a quota 479), il Seresmi (Servizio Regionale per la Sorveglianza delle Malattie Infettive) ha pubblicato la mappa contenente i 466 casi totali di Coronavirus che gli sono stati notificati fino alle 16 del 13 aprile. Rispetto all’ultimo aggiornamento del 10 aprile, Cassino ne registra cinque in più (in tutto 36, ivi inclusi quelli della RSA San Raffaele), mentre Frosinone e Cervaro, con i loro rispettivi +1 e +2, arrivano nell’ordine a quota 50 e 13. A detenere il triste primato, però, resta Veroli (54), con tanto di noto cluster della Casa di cura INI-Città Bianca, e subito dietro al Capoluogo figura Alatri (38). Stando sempre ai dati del Seresmi, i Comuni raggiunti dal Covid-19 sono attualmente 63 (grafico in alto). Dai Sindaci del territorio, però, continuano ad arrivare numeri non sempre corrispondenti a quelli validati dal Dep Lazio (Dipartimento regionale di Epidemiologia). Vedi, per esempio, Sora: 36 riferiti dal Sindaco contro i 28 presenti sulla mappa. 

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In vista della Fase 2, infine, è partito in mattinata un inno all’ottimismo e un’iniziativa rivolta all’intera popolazione da parte della Prefettura di Frosinone: “Non sappiamo ancora quando sarà possibile riprendere la vita normale, in quanto il Covid-19 è un virus pericolosissimo e terribile - scrivono dall’Ufficio del Prefetto Ignazio Portelli - però non è possibile essere fatalisti e rassegnarsi. Bisogna cominciare a pensare cosa si può fare per la ripresa. Questa Prefettura è ben lieta di ricevere ragionamenti, osservazioni, proposte e suggerimenti da esaminare e far pervenire a chi di competenza. Scrivete, dunque, se vorrete all'indirizzo e-mail prefetto.pref_frosinone@interno.it".  (Aggiornamento ore 18:30)

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