Coronavirus: non è nel bollettino del 21 aprile, ma la Ciociaria già sa della 'sua' 47esima vittima

Nella giornata in cui il Premier Conte ha parlato di convivenza col 'mostro', la provincia di Frosinone ha rivolto l'estremo saluto all'ennesimo deceduto con o per Covid-19. Il Lazio, intanto, è nell'area arancione, ossia in corso di 'riscaldamento'

Dopo una settimana di sospiri di sollievo, la morte di un 47enne di Ceprano – il più giovane della serie provinciale connessa al Coronavirus – è stata, purtroppo, seguita a ruota da quella dell'ex autista Cotral 64 Tonino Di Folco, originario di Arpino. Si tratta del 47esimo decesso con o per Covid-19 di un conterraneo nel giro di un mese e mezzo di emergenza pandemiologica. Pur non figurando nel bollettino regionale del 21 aprile, che parla di 5 nuovi casi positivi – tra cui il primo in un piccolo borgo della Valle di Comino – la nostra terra ha già saputo di aver perso un altro suo figlio.

Impossibile parlare ai familiari, amici e conoscenti delle 47 persone scomparse, nonché all'intera popolazione territoriale, di abbassamenti della curva del contagio, anche se c'è chi dice tra l'altro che siamo in fase di "riscaldamento". Sono morti 47 figli, genitori, nonni negli ultimi 43 giorni. Fortutanatamente, però, c'è anche chi può sorridere, come successo ultimamente al giovane Francesco Morra di Cassino e ad altre due cittadine di Fiuggi, ormai nell'elenco dei negativizzati per la gioia di tutti i loro  cari e, per spirito di comunità, anche degli altri abitanti di questa terra. Quella in cui c'è il giorno in cui si può guardare al futuro con ottimismo ma anche quello che ti riporta alla triste realtà del presente. 

Articolo aggiornato alle ore 18:30

Coronavirus in Ciociaria, bollettino del 20 aprile: l'altalena del contagio
Muore un 47enne di Ceprano. È la vittima più giovane della serie
Arpino, morto Tonino Di Folco, era ricoverato allo Spaziani di Frosinone

L'Assessore regionale alla Sanità: "3 giorni sotto i 100 casi" 

"Oggi - dichiara il delegato Alessio D'Amato - registriamo un dato di 80 casi di positività, per il terzo giorno consecutivo sotto i 100 casi, e un trend al 1,3%. Dobbiamo proseguire e stabilizzare questa discesa. Aumentano i controlli sulle RSA e le strutture socio-assistenziali private accreditate. Sono ad oggi 472 le strutture per anziani ispezionate su tutto il territorio. Per quanto riguarda i guariti  - aggiunge in conclusione - salgono di 29 unità nelle ultime 24h per un totale di 1.130, e 14 i decessi nelle ultime 24h ed è stata superata la soglia dei 100 mila tamponi e di questi oltre 9 su 10 negativi". 

La situazione nel Lazio e in provincia di Frosinone

Nel Lazio si registrano sinora 5.895 casi totali, di cui 4.402 (2.838 in isolamento domiciliare, 1.380 ricoverati con sintomi e 184 in Terapia Intensiva), 1.130 negativizzati e 363 deceduti. La provincia di Frosinone è arrivata a quota 533 – di cui 517 per ora notificati al Seresmi, Servizio Regionale Sorveglianza Malattie Infettive, e ripartiti per comune (grafico in basso) – con altalenanti incrementi nell’ultima settimana

Coronavirus - Dati comunali notificati al SERESMI (Grafico Comuni) 20-04-2020-2

Coronavirus: verso la Fase 2: la convivenza con il Covid-19 

Nella mattinata di oggi, martedì 21 aprile, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha garantito che “in queste ore continua senza sosta il lavoro del Governo, coadiuvato dall’équipe di esperti, al fine di coordinare la gestione della ‘fase 2’, quella della convivenza con il virus”. Al Premier, ovviamente anche alla popolazione della provincia di Frosinone, “piacerebbe poter dire: ‘Riapriamo tutto. Subito. Ripartiamo domattina’ - ha dichiarato - ma una decisione del genere sarebbe irresponsabile”.  

Incremento casi (settimana 14-21 aprile) Fondazione GIMBE-2

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Ecco perché, proprio a partire dalla fine del lockdown da Coronavirus (4 maggio), dovrebbe partire “un programma serio, scientifico”, un “piano di riapertura” che sarà costruito tenendo in considerazione le differenze delle regioni. Stando al monitoraggio della Fondazione Gimbe, già riportato da Today.it e alimentato con i dati diffusi dal Ministero della Salute nonché dalla Protezione Civile, il Lazio si trova nell’area arancione: “È l’area in corso di ‘riscaldamento’, con una prevalenza ancora bassa, ma un incremento percentuale elevato”. La prevalenza è la densità dei casi totali di positività per 100.000 abitanti, mentre l’incremento si riferisce alla velocità di diffusione del Covid-19. In Italia c’è chi sta meglio (area verde, “fredda”), chi sta peggio (area rossa, “calda”) e chi è in fase di “raffreddamento” (area gialla). Il Lazio è nel mezzo del cammino di nostra ripartenza. 

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