Coronavirus, bollettino 28 aprile: un'altra giornata di 'sole' in provincia di Frosinone

Il Ministero ha validato 556 casi totali e il Seresmi ne ha ripartiti 546 tra i Comuni. Controlli RSA: non emanata ancora l'ordinanza sindacale che la Asl, secondo l'Assessore regionale D'Amato, ha chiesto per chiudere una casa di riposo abusiva di Veroli

Direttamente da "Salute Lazio" il bollettino "Coronavirus" del 28 aprile relativo alla provincia di Frosinone: "3 nuovi casi positivi, 0 decessi, 268 persone uscite dall'isolamento domiciliare - comunica la task force regionale per il Covid-19 - Continuano i controlli nelle RSA e case di riposo del territorio". Quello che in cui fortunatamente non si registrano morti da ormai 120 lunghissime ore, dopo sei decessi in quattro giorni. In quanto ai blitz nelle strutture per anziani, non è ancora scattata l'ordinanza sindacale che la Asl, a detta dell'Assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato, avrebbe richiesto tre giorni fa per chiudere una residenza sociosanitaria abusiva di Veroli. Da allora il Sindaco Simone Cretaro, dopo aver detto di non saperne nulla e di avviare le verifiche del caso, non è più tornato sull'argomento. 

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D'Amato (Regione Lazio): "Prosegue andamento in discesa"

"Oggi - commenta l'Assessore regionale alla fine della classica videoconferenza con i Direttori Generali delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere del Lazio - registriamo un dato di 75 casi di positività (nel Lazio, ndr) e prosegue un andamento in discesa e sotto i 100 casi e un trend al 1,1%. Proseguono i controlli sulle RSA e le strutture socio-assistenziali private accreditate. Sono ad oggi 552 le strutture per anziani ispezionate su tutto il territorio".

"I decessi nelle ultime 24h sono stati 17 - aggiunge poi - e sono prevalentemente legati ad anziani provenienti da RSA (9 nel territorio della Asl Roma 6, ndr). I guariti - ne parla in conclusione - sono 58 per un totale di 1.491, mentre i tamponi totali sono circa 130 mila". (Aggiornamento ore 16:00)

Articolo aggiornato alle 18:30

La situazione a livello provinciale nel quadro regionale

Il Ministero della Salute ha validato 556 casi totali di Coronavirus in provincia di Frosinone, appena uno in più rispetto a ieri, lunedì 27 aprile. Il Sistema Sanitario Regionale ("Salute Lazio"), d'altro canto, ha appena aggiornato il "suo" dato complessivo a 642, parlando di 3 nuove positività. Il Seresmi (Servizio Regionale Sorveglianza Malattie Infettive), nel frattempo, ha aggiornato la mappa del contagio ripartendo per ora 546 positività complessive tra i Comuni (grafico in basso). Le cittadine più colpite dal Coronavirus risultano essere Veroli (60), Frosinone (59), Alatri (48), Cassino (43), Sora (36), Fiuggi (31), Ceccano e Ferentino (18), Cervaro (16), Ceprano (15), Boville Ernica (13), Anagni, Arce e Trivigliano (12), e Pontecorvo (10). In quanto all'incidenza cumulativa, ossia al rapporto tra casi e popolazione totale, ne hanno una medio-alta la stessa Trivigliano (12 casi su 1.665) e Terelle (3 casi su 353 abitanti). 

Coronavirus - Dati comunali notificati al SERESMI (Aggiornamento 27-04-2020)-2

Se a livello provinciale i numeri dei due enti hanno preso da tempo strade diverse, non è così per quelli riguardanti il Lazio: 6.467 casi totali esaminati, di cui 4.562 ancora positivi (2.962 in isolamento domiciliare,1.468 ricoverati con sintomi e 132 in Terapia Intensiva), 1.491 dichiarati clinicamente guariti e 414 deceduti. Rispetto a ieri, lunedì 27 aprile, 75 positività in più contro 58 nuove negativizzazioni e, tra ingressi e uscite, 11 posti letto di Rianimazione occupati in meno e 4 ricoverati in più in degenza Covid. Tra ieri e oggi, come evidenziato dall'Assessore D'Amato, "17 decessi prevalentemente legati ad anziani provenienti da RSA". Morti, purtroppo, date ormai troppo per scontate. Vista la corrispondenza del totale laziale, la redazione di  di FrosinoneToday.it continua a tenere maggiormente in considerazione quanto validato dal Ministero.

Distribuzione, età media e sesso dei casi totali regionali

"Salute Lazio" ha reso noto altresì che il 9.4% dei casi totali è relativo al nostro territorio, mentre il 36.4% è residente a Roma, il 32.5% nella sua città metropolitana, l’8.2% in provincia di Latina, il 6.3% in quella di Viterbo e il 5.1% nell'area di Rieti. Il restante 2.1%, invece, è originario di un’altra regione. Dei casi complessivamente esaminati, il cui 21% è guarito, il 47% è in isolamento domiciliare, il 23% è ricoverato in una struttura sanitaria e il 3% è in terapia intensiva. L’età media dei contagiati è di 58 anni e la ripartizione tra donne e uomini è pressoché omogenea: 52% di sesso femminile e 48% di sesso maschile.

Controlli a tappeto nelle strutture per anziani

Continuano a ritmo serrato, nel frattempo, i controlli anti Covid-19 nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) e case di cura e di riposo. Quelli che, al di là della questione del contagio, hanno di fatto portato per ora alla chiusura di tre strutture risultate sprovviste di autorizzazione a Fiuggi: prima la "Casa dei nonni", aperta all'interno dell'Hotel Concorde, poi Villa Ebe e a seguire quella sita all'interno dell'Hotel Mazzini. L'Assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato ha poi menzionato un'altra casa di riposo abusiva a Veroli, facendo presente che la Asl avrebbe richiesto anche in questo caso un'ordinanza sindacale volta all'interruzione delle predetta attività sociosanitaria. Non è scattato sinora, però, alcun provvedimento. Se il Primo Cittadino fiuggino Alioska Baccarini si è anche tolto qualche sassolino dalla scarpa, infine, l'omologo verolano Simone Cretaro si è limitato a dire che non ha ricevuto alcuna comunicazione a riguardo e che si sarebbe attivato con le autorità preposte per le verifiche del caso.       

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La terza casa di riposo chiusa a Fiuggi

Risale a martedì 21 aprile il sopralluogo dei tecnici della Prevenzione della Asl e degli agenti di Polizia del Commissariato locale. Nella struttura, di fatto ricettiva ma promossa "attraverso vari siti internet - hanno rilevato - ove viene evidenziato: 'L'Hotel Mazzini sito a Fiuggi è una casa di riposo dove personale competente e qualificato segue i pazienti 24 ore su 24'", sono risultati presenti 20 ospiti di età compresa tra i 70 e i 90 anni, "e due dipendenti - si legge ancora nell'ordinanza n. 43/2020 avallata dal Sindaco Baccarini -  oltre ai due soci amministratori, professionalmente identificate come addette alle pulizie".

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Inoltre, "gli stessi biglietti da visita presenti - si fa presente altresì nel testo del provvedimento - pubblicizzano la struttura con 'servizi di assistenza a cura della persona'". Il Responsabile del Sisp Nord della Asl, il Dott. Giuseppe Di Luzio, ha attestato la mancanza dell'atto di autorizzazione previsto per le RSA e, raccomandando il trasferimento degli ospiti presso strutture idonee, ha dato il via all'ordinanza sindacale di "cessazione di attività socio-assistenziale per anziani, in regime residenziale, allo stato esercitata abusivamente all'interno della struttura ricettiva".   

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