Coronavirus, bollettino del 7 maggio: zero nuovi casi e decessi in provincia di Frosinone

A tenere banco, inoltre, è l'annuncio dell'avvio nel Lazio dei 300 mila test sierologici su personale sanitario e forze dell'ordine e nelle RSA a partire da lunedì 11 maggio. D'Amato: "La più grande indagine epidemiologica che si svolge in Italia"

Una doppia lieta notizia quella in arrivo col bollettino regionale "Coronavirus" del 7 maggio relativo alla provincia di Frosinone: "Non risultano nuovi casi positivi - comunica la task force per il Covid-19 - Zero decessi". A tenere ancora banco, inoltre, è l'ultimo annuncio dell'Assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato: da lunedì 11 maggio, vista la conclusione delle procedure di gara, il Lazio sarà difatti interessato dalla più grande indagine epidemiologica a livello nazionale. Si tratta dei preannunciati 300 mila test sierologici su operatori sanitari (anche i farmacisti), forze dell’ordine (prima la Guardia di Finanza) e personale e ospiti delle RSA. 300.000 "eroi" in prima linea e pazienti che rappresentano un campione della popolazione regionale pari al 5%. 

Articolo aggiornato alle 18:30

D'Amato (Regione Lazio): "Balzo in avanti dei guariti"

"Oggi - così il delegato regionale alla Sanità alla fine della videoconferenza con i Direttori Generali delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere del Lazio - registriamo un dato di 39 casi positivi nelle ultime 24h, un trend al 0,5% e un balzo in avanti dei guariti che sono 119 il triplo dei nuovi casi nelle ultime 24h. Proseguono i controlli sulle RSA e le strutture socio-assistenziali private accreditate. Sono ad oggi 678 le strutture per anziani ispezionate su tutto il territorio".

"È stata emessa - annuncia poi - una disposizione straordinaria per la sanificazione degli impianti di condizionamento in tutte le strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali. Il Lazio punta sui test sierologici e da lunedì al via 300 mila per capire la circolazione del virus. Trend stabilmente in discesa nelle province dove complessivamente si registra 1 solo caso a Latina nelle ultime 24h e zero decessi. Nelle ultime 24 ore i decessi sono stati 5, mentre continuano a crescere i guariti che sono arrivati a 2.143 totali e i tamponi totali eseguiti sono stati oltre 165 mila”. 

La situazione a livello regionale e provinciale

Nel Lazio sono per ora 7.034 i casi totali esaminati, di cui 4.348 attualmente positivi (2.968 in isolamento domiciliare, 1.291 ricoverati con sintomi e 89 in Terapia Intensiva), 2.143 dichiarati clinicamente guariti e 543 deceduti. I tamponi effettuati sono 165.340 e le persone testate 130.351, di cui, pertanto, è risultato contagiato il 5,4%. In quanto alla provincia di Frosinone, secondo quanto riportato man mano dall'Unità di crisi regionale, i casi totali ammontano a 655, come nella giornata di ieri, mercoledì 6 maggio, in quanto a "Salute Lazio" non è stata comunicata alcuna nuova positività – si ricorda che tra l'accertamento della stessa e la sua notifica può passare qualche settimana – A livello provinciale, invece, il Ministero della Salute ha sinora validato 573 casi complessivi, due in più rispetto al "suo" totale di ieri.   

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L’indagine epidemiologica su base volontaria

“Saranno coinvolti tutti i laboratori della rete Coronet e 20 unità mobili Usca-r (Unità Speciale di Continuità Assistenziale Regionale, ndr) - ha spiegato lo stesso D’Amato - La capacità di processo laboratoristico dei test sierologici è di almeno 10 mila test al giorno. Contiamo di avere i primi risultati intorno alla data del 25 di maggio. È la più grande indagine di sieroprevalenza che si svolge in Italia, fatta attraverso il prelievo venoso e non attraverso l’utilizzo di card che hanno dimostrato una non piena affidabilità. L’indagine di sieroprevalenza non rappresenta in alcun modo una ‘patente di immunità’, ma bensì aiuta a comprendere quant’è stata la circolazione del virus sul territorio.

I test sierologici ‘fai-da-te’ non garantiscono alcun patentino d’immunità

Da un lato, la già citata Guardia di Finanza, la Polizia di Stato, i Carabinieri, i Vigili del Fuoco, l’Esercito-Strade Sicure, la Guardia Costiera e la Polizia Penitenziaria, ma prossimamente anche Polizia provinciale e Vigili urbani. Dall’altro, medici, paramedici, pediatri, infermieri, farmacisti e dipendenti di ditte di pulizia e cooperative esterne. “Verranno raccolti e archiviati, con il consenso informato dei soggetti - ricorda l'Assessore regionale alla Sanità - tutti i dati per valutare la circolazione dell’epidemia sul territorio”.

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Prelievi di sangue venoso e capillare

“L’indagine - ha aggiunto D'Amato - sarà condotta da tutte le strutture del Servizio sanitario regionale coordinata e monitorata dallo Spallanzani con il supporto del Seresmi (Servizio Regionale Sorveglianza Malattie Infettive). L’indagine verrà svolta in prevalenza tramite prelievo venoso per la rilevazione degli anticorpi specifici di Sars-Cov 2 su siero e in particolari contesti, come gli istituti penitenziari o di comunità, verrà svolta attraverso l’impiego delle apparecchiature POCT con prelievo di sangue capillare”.

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In quanto alle forze dell’ordine

“La scelta della tipologia di indagine a cui sottoporre le diverse Forze dell’Ordine è stata effettuata da ciascun Corpo in base alle proprie esigenze organizzative - fa presente in conclusione l'Assessore regionale alla Sanità - Per soddisfare le diverse esigenze logistiche l’indagine verrà avviata con gli operatori della Guardia di Finanza e successivamente si procederà con l’Arma dei Carabinieri. È stato messo a disposizione un modulo informativo e di consenso informato a cura dell’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani. In caso di rilevazione degli anticorpi di Sars-Cov 2 si procederà al test molecolare previa somministrazione del tampone”.

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