Coronavirus in Ciociaria, chiuso l'ufficio postale a Cassino e la scuola dell'infanzia a Piglio

In tutto il Lazio 6 morti, 387 neo-contagiati e 47 guariti. D'Amato: "Bisogna mantenere alta l'attenzione. Ci attenderanno settimane molto difficili". In provincia di Frosinone il maggior numero di neo-contagiati si registra ad Anagni (5)

+++ aggiornamento alle 12 del 10 ottobre +++

Il coronavirus torna a far paura in Ciociaria e crescono i disagi per chiusure e blocchi dal nord al sud della Provincia di Frosinone. A Piglio il sindaco Avv. Mario Felli ha annunciato per la chiusura della scuola: "Da sabato la sede della scuola dell'infanzia di Piglio capoluogo, resterà chiusa per un nuovo caso Covid di un nostro piccolo concittadino a cui va un grande abbraccio da parte di tutta la cittadinanza. La situazione é in peggioramento, non é il tempo dei complottisti e negazionisti, ora più che mai é necessario senso civico e rispetto delle regole. Il covid c'é ed é in risalita, per cui indossiamo sempre le mascherine, all'aperto, nei luoghi chiusi, evitiamo ogni tipo di assembramento, anche fuori dall'orario scolastico, altrimenti tutti gli sforzi che insieme stiamo facendo saranno vani. La ASL ha attivato tutte le procedure".

A Cassino questa mattina è stato chiuso l'ufficio postale nella centralissima Piazza Alcide de Gasperi per un caso di Covid-19.

Il bollettino del 9 ottobre

Nelle ultime 24 ore, stando al bollettino Coronavirus del 9 ottobre, si registrano 2 decessi e 32 nuovi casi in provincia di Frosinone. A differenza dei precedenti, i 40 riportati due giorni fa e gli altrettanti resi noti ieri, sono in gran parte ospedalizzati. I neo-contagiati sono di Anagni (5), Sora (4), Cassino (3), Morolo (3), Pescosololido (2), Alatri, Arpino, Ceccano, Cervaro, Coreno Ausonio, Esperia, Ferentino, Frosinone, Isola del Liri, Pontecorvo, San Giovanni Incarico, Vallerotonda e Villa Santa Lucia. Per il momento non è stata ancora definita la provenienza della trentaduesima di turno né fornita alcuna indicazione rispetto ai due ciociari deceduti.   

"Bisogna mantenere alta l’attenzione ci attenderanno settimane molto difficili", avvisa l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato commentando i dati giornalieri relativi al Lazio. A fronte di un record di tamponi, oltre 14 mila, si riportano 6 decessi, 387 casi (di cui 131 a Roma) e 47 guariti. Il rapporto tra positivi e test effettuati è pari al 2.7% e il valore Rt a 1.19. Nella mattinata di oggi, proprio a proposito dell'indice di contagiosità e alla luce dell'ultimo report ministeriale, è intervenuta l'Unità di crisi regionale per il Covid-19, evidenziando che l'Rt e i focolai sono in lieve aumento, ma tutto sommato la Regione sta rispondendo bene. 

++ Articolo aggiornato alle 17.30 del 9 ottobre ++

La situazione nel resto del Lazio

Nella Asl Roma 1 sono 44 i casi nelle ultime 24h e si tratta di ventitre casi con link familiare o contatto di un caso già noto, un caso di rientro dal regno unito. Si registrano due decessi di 79 e 86 anni con patologie. Nella Asl Roma 2 sono 58 i casi nelle ultime 24h e si tratta di un caso di rientro dalla Sicilia, ventiquattro i casi con link familiare o contatto di un caso già noto. Nella Asl Roma 3 sono 29 i casi nelle ultime 24h e si tratta di undici contatti di casi già noti e isolati e dodici i casi con link al cluster di Villa Lidia dove è in corso l’indagine epidemiologica. Nella Asl Roma 4 sono 53 i casi nelle ultime 24h e si tratta di quarantaquattro contatti di casi già noti e isolati e quattro casi su segnalazione del medico di medicina generale. Un caso individuato in fase di pre-ospedalizzazione. Nella Asl Roma 5 sono 29 i casi nelle ultime 24h e si tratta di ventisei contatti di casi già noti e isolati e tre casi con link ad un battesimo dove è in corso l’indagine epidemiologica. Si registra un decesso di 85 anni con patologie. Nella Asl Roma 6 sono 38 i casi nelle ultime 24h e si tratta di ventitre contatti di casi già noti e isolati e un caso individuato in fase di pre-ospedalizzazione.

Nelle province si registrano 136 casi e tre i decessi nelle ultime 24h. Nella Asl di Latina sono ventinove i casi e di questi nove un caso ha un link con un cluster nella struttura ‘Città di Aprilia’ dove è in corso l’indagine epidemiologica e sedici sono i casi con link familiare o contatto di caso già noto. Nella Asl di Frosinone si registrano trentadue casi e si tratta di contatti di casi già noti e isolati. Si registrano due decessi. Nella Asl di Viterbo si registrano quarantacinque casi e si tratta di dieci contatti di casi già noti e isolati. Dodici i casi con link a una palestra di Nepi dove è in corso l’indagine epidemiologica. Due i casi individuati in fase di pre-ospedalizzazione e due in fase di accesso al pronto soccorso. Nella Asl di Rieti si registrano trenta nuovi casi e si tratta di venticinque casi con link a cluster della casa di riposo ‘Il Giardino’ a Concerviano dove è in corso l’indagine epidemiologica. Si registra un decesso di 91 anni” commenta l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato

Coronavirus nel Lazio: l'ultimo report ministeriale

Nel Lazio, in base al 21° report del Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità (Iss) aggiornato a martedì 6 ottobre, aumentano lievemente il valore Rt, ossia l’indice di contagiosità, e il numero di nuovi focolai. L’uno è passato da 1.09 a 1.19 e gli altri da 25 a 31.  

Tutto sommato, però, il quadro fornito dall’Unità di crisi regionale per il Covid-19 è tranquillizzante. Anche perché le risorse umane messe in campo per le attività di contact tracing sono pari a 1.8 ogni 100 mila abitanti. Praticamente due invece di una, quella richiesta mediamente a livello nazionale. Resta ovviamente alta, però, l’attenzione sull’evoluzione della curva e sul monitoraggio delle misure adottate.  

“Sia il tasso di occupazione dei posti letto totali di terapia intensiva per pazienti Covid che il tasso di occupazione dei posti di area medica - evidenzia, tra l’altro, la task force regionale anti-Coronavirus - rimangono sotto la soglia di attenzione secondo le modalità di monitoraggio del Ministero”. 

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Performance ottimale, poi, rispetto all’indicatore relativo al numero dei casi confermati per cui sia stata effettuata una regolare indagine epidemiologica con la ricerca dei contatti stretti. Non è allarmante neanche il fatto che passino due giorni tra la data di inizio dei sintomi e quella di isolamento. “I dati del monitoraggio - conclude, pertanto, l’Unità di crisi - confermano una buona capacità degli indicatori di processo su indagine epidemiologica e gestione dei contatti e gli indicatori di tenuta dei servizi sanitari all’interno delle soglie stabilite dal Ministero”.

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