Coronavirus in Ciociaria, tamponi rapidi a 22 euro: autorizzati per ora 16 laboratori privati

Il sindacato regionale Snami, intanto, trova inappropriata la decisione di effettuare tamponi negli studi dei medici di famiglia, spesso ospitati da condomini, per una questione di sicurezza. Propone come alternativa l’installazione di tensostrutture

La Regione Lazio ha aggiornato nuovamente l’elenco delle strutture private abilitate all'effettuazione dei test antigenici rapidi per Covid-19 al costo di 22 euro. In provincia di Frosinone erano in precedenza otto ma ora sono diventati sedici: quattro case di cura e dodici laboratori di analisi. Si ricorda che i tamponi rapidi accertano la presenza di proteine virali capaci di legarsi agli anticorpi e, in caso di positività, è necessario eseguire il tampone naso-faringeo per diagnosticare l’eventuale infezione.  

A tal proposito, il Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), attraverso una nota congiunta del presidente regionale Giuseppe Di Donna e dell’omologo provinciale Giovanni Magnante, fa sapere di essere contrario all’esecuzione dei tamponi all’interno degli studi medici, spesso ospitati da condomini, per una questione di sicurezza. Alle autorità sanitarie laziali, dopo che l'assessore regionale Alessio D'Amato ha preannunciato l'avvio dei test antigenici presso i medici di famiglia, si propone come alternativa l’installazione di tensostrutture.  

Tamponi rapidi: le strutture private accreditate 

La quattro case di cura sono San Raffaele di Cassino, Villa Gioia di Sora, INI Città Bianca di Veroli e Santa Teresa di Isola del Liri. I dodici laboratori di analisi, invece, sono F-Medical Group e Geslan di Frosinone, Figebo di Cassino, Emo Lab di Alatri, David di Sora, Ars Medica e Clinimed di Ceccano, Cliniterm di Ferentino, Biolab e MAR di Veroli, SM3 di Supino e Collatino di Castro dei Volsci. Si evidenzia che l'elenco è in costante aggiornamento da parte del Sistema sanitario regionale. 

Snami contro i tamponi negli studi dei medici 

Il sindacato ritiene che “la proposta di effettuare tamponi negli studi dei medici ci è sembrata quantomeno inappropriata per i risvolti di sicurezza che non si possono realizzare nella maggior parte di queste strutture che sono all’interno di edifici di civile abitazione”. 

“I medici sono disposti ad effettuarli purché ciò avvenga al di fuori degli stessi, nelle vicinanze dei loro studi, con il debito supporto di personale della Asl e della Protezione Civile, che potrebbe fornire tensostrutture da allestire appositamente, anche con collegamento al sistema informatico regionale per la registrazione dei tamponi e le successive azioni previste per la tracciatura dei risultati. Ed inoltre - ricordano in conclusione - non si deve dimenticare la presenza sul territorio delle Usca-r, che dovrebbero effettuare i tamponi a domicilio ai casi segnalati dai medici al Sisp”.  
 

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