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Perché la provincia di Frosinone è zona rossa e arriveranno più dosi di vaccino anti Covid

Indice Rt pari a 1.31, saturazione dei posti letto Covid, tasso di incidenza settimanale oltre i 250 contagi ogni 100 mila abitanti e diffusa presenza di varianti. Per questo Zingaretti ha chiuso la Ciociaria e chiesto scorte del 'fondo vaccini' nazionale

Dall’una di notte di domani, lunedì 8 marzo 2021, e per i successivi 14 giorni la provincia di Frosinone sarà zona rossa. Un passaggio dall’arancione alle misure più restrittive anti Covid dovuto a un indice di contagiosità (indice Rt) pari a 1.31 e in aumento, alla saturazione dei posti letto Covid, a un tasso di incidenza settimanale del Coronavirus pari a 299 casi ogni 100 mila abitanti – quindi oltre la soglia limite dei 250 – e alla diffusa presenza di varianti. Da qui l’apposita ordinanza firmata ieri dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che nei giorni scorsi aveva già colorato di rosso due comuni ciociari (Torrice e Monte San Giovanni Campano).

Coronavirus, in Ciociaria 265 casi e 6 delle 13 vittime del Lazio: il bollettino di domenica 7 marzo

In base alle indicazioni della Conferenza Stato-Regioni del 5 marzo, però, in Ciociaria arriveranno più dosi di vaccino anti Covid. Questo perché si sta per creare un "fondo vaccini" nazionale da utilizzare nelle zone in cui il virus si propaga con maggiore diffusione. Pertanto, lo stesso Zingaretti ha richiesto al nuovo commissario straordinario per l’emergenza sanitaria, il generale Paolo Figliuolo, “l’utilizzo della quota nazionale accantonata per vaccinare nelle aree disciplinate” con il suo provvedimento.

In occasione della Conferenza Stato-Regioni, il ministro della Salute Roberto Speranza ha difatti proposto di istituire "un fondo di solidarietà per la campagna vaccinale. Si potrebbe accantonare l'1-2% di ciascuna consegna - ha precisato - per la creazione di riserve da utilizzare con strategia reattiva nelle zone in cui il virus si propaga con maggiore forza e rapidità anche a causa delle varianti". Purtroppo è anche quello che sta succedendo in provincia di Frosinone

L'ordinanza di istituzione della zona rossa in provincia di Frosinone

Settimana 22-28 febbraio: indice Rt arrivato a 1.31

Nella settimana tra lunedì 22 e domenica 28 febbraio, la provincia di Frosinone “presenta un indice Rt in aumento rispetto alla settimana precedente raggiungendo il valore di 1.31 – ha attestato il Seresmi (Servizio regionale per l'epidemiologia, la sorveglianza e il controllo delle malattie infettive – mostrando un ulteriore aumento del 52.6% dei casi rispetto alla settimana precedente ed una incidenza in aumento del 55.1%”. Un trend, dunque, in continua ascesa.

Saturazione dei posti letto Covid (dal 74% al 93,9%) e cluster in Rsa

Alla data del 5 marzo risultavano ricoverate presso la Asl di Frosinone 247 persone, di cui 17 in terapia intensiva. “Un’occupazione di posti letto dedicati alla gestione Covid-19 del 93.9% - evidenzia il Seresmi – In aumento rispetto al 74% della settimana precedente”. In aggiunta la presenza di cluster in strutture socioassistenziali.

39 casi di varianti in provincia di Frosinone: 8 ad Alatri e 7 nel Capoluogo

Sono passati da 37, tra cui 9 Under 14, a 39 i casi di varianti in Ciociaria. 20 sono di variante inglese e 19 brasiliana. Questi i comuni colpiti: Alatri (8), Frosinone (7), Torrice (4), Isola del Liri (3), Sora (3), Ceccano (2), San Giovanni Incarico (2), Veroli (2), Arce (1), Cassino (1), Castelliri (1), Ferentino (1), Giuliano di Roma (1), Monte San Giovanni Campano (1), Ripi (1) e Strangolagalli (1).  

I casi di varianti nei comuni della provincia di Frosinone-2

Periodo 26 febbraio-4 marzo: 1.430 nuovi casi, 299 ogni 100 mila abitanti

Nel periodo che va da venerdì 26 febbraio a giovedì 4 marzo, la provincia di Frosinone ha fatto registrare 1.430 nuovi casi di positività al Coronavirus. Un tasso di incidenza settimanale, dunque, pari a 299 casi ogni 100 mila abitanti e in aumento rispetto alla settimana precedente.

Gli ambiti del contagio: soprattutto familiare, ma anche scolastico e lavorativo

Il setting di contagio più rilevante è stato l’ambito familiare: 43.6%. Ma anche a livello scolastico (10.1%) e lavorativo (6.2%) non sono mancati i focolai, “con aumento progressivo - fa notare il Seresmi - rispetto alla settimana precedente”. Vengono segnalati soprattutto due cluster in aziende di medie dimensioni: una a Paliano, con 41 contagiati tra i 140 dipendenti, e un’altra a Sora, con 35 casi su circa 450. Pertanto, in entrambi i contesti, è stato richiesto all’Istituto Spallanzani di Roma un approfondimento diagnostico per la ricerca di varianti.  

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