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VIDEO | Coronavirus, partono i test salivari rapidi per gli alunni Under 13. 'Sono come i chewing gum'

Il direttore sanitario dell'INMI Spallanzani, il dott. Vaia, spiega come verranno effettuati i prelievi ai giovani studenti delle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado, nel quadro del progetto pilota attivato dalla Regione Lazio

 

Da oggi, martedì 6 ottobre, partirà il progetto pilota che prevede l'effettuzione dei test salivari rapidi per il Covid-19 nelle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado del Lazio. Interesserà, pertanto, i bambini e i ragazzi dai 3 ai 13 anni. Tale progetto, presentato venerdì scorso nel corso della conferenza stampa in cui è stato lanciato altresì l'obbligo di mascherine all'aperto a qualsiasi ora, è stato attivato grazie alla collaborazione tra Regione Lazio, Istituto nazionale per le malattie infettive (INMI) Spallanzani  e Azienda ospedaliera San Camillo di Roma. 

È il direttore sanitario dello stesso INMI Spallanzani, il dott. Francesco Vaia, a spiegare in cosa consiste questa tipologia di controllo anti-Coronavirus nell'apposito video condiviso dalla Regione: "È un test molto meno invasivo del tampone naso-faringeo e potrebbe essere utilizzato anche dagli stessi bambini, perché si tratta di prendere una salivetta e di mettersela in bocca come fosse un chewing gum e poi depositarla in una provettina. Questo non è l'unico vantaggio di questo test salivare. L'altro vantaggio è che, in caso di sospetto positivo e quindi della necessità di una conferma molecolare, questo stesso prelievo è sufficiente. Non dobbiamo fare, come nel caso del tampone, un altro prelievo. È veramente una buona giornata perché questa attività di testing in grandi comunità è un'attività che, insieme alla responsabilità individuale, sono le uniche due azioni che possono evitare la non ineluttabilità della seconda ondata".  

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