Coronavirus, lettera aperta delle mamme: "I nostri bambini trattati come pacchi"

La rabbia di un nutrito gruppo di donne residenti a Sant'Elia Fiumerapido, è scattata dopo quanto accaduto al Centro Pediatrico Covid di Pontecorvo

Le lunghe attese a cui vengono sottoposti i bambini che devono eseguire il tampone ha dato vita ad una serie di proteste. A raccontarci, in una lettera aperta indirizzata alla direzione dell'Asl di Froisnone, quanto patito nei giorni scorsi da gruppetto di bimbi di Sant'Elia, sono proprio le mamme.

Lo sfogo

"In seguito ad una esperienza di mala organizzazione sanitaria e di mancanza di rispetto verso noi cittadini, ci siamo decisi a scrivere questa lettera nella speranza che possa essere condivisa da quanti desiderano un miglioramento della nostra Sanità locale. In data 6 Ottobre 2020, a seguito di un caso di positività avutosi nel Plesso Scolastico Infanzia di S. Elia Fiumerapido “Capoluogo” Sez. A, arriva a noi genitori dei piccoli alunni, una chiamata dalla Segreteria scolastica per informarci di detta positività e del fatto che i bimbi della classe sono messi in “isolamento fiduciario” da quel momento fino al 12 Ottobre 2020 e sono invitati a recarsi a Pontecorvo, presso Casa della Salute, il giorno 10 Ottobre 2020 dalle ore 11 alle 13 per effettuare il tampone"

L'odissea

."Sabato 10 Ottobre arriviamo al Centro Pediatrico Covid 19 con i nostri bimbi e scopriamo che non risultiamo nella lista del giorno. Ci riferiscono di non essere stati informati del nostro arrivo dal Dirigente dell’Asl di competenza e quindi non risultano esserci abbastanza tamponi per tutti i bimbi. Partono le chiamate in cerca di aiuto, ma è sabato e pochi rispondono. Noi siamo fuori dalla struttura, dentro ci sono altri bimbi che aspettano, qualcuno anche con febbre, per fortuna non piove, comunque c’è un caos totale, nessuno ci dice cosa fare e nessuno ci garantisce che i tamponi verranno effettuati in mattinata. Verso le 12 ci danno notizie che i tamponi si faranno, arrivano infatti “rinforzi” da Cassino (altro personale)".

Il responso

"I risultati, ci dicono poi, saranno pronti martedì 13 Ottobre e che sarà necessario ritornare a Pontecorvo per ritirare il cartaceo con l’esito espresso, quindi senza riceverlo per e-mail (il risultato arriverà il giorno dopo quello della fine dell’isolamento fiduciario!). Quindi il 13 ottobre ci rechiamo di nuovo a Pontecorvo, appuntamento fissato per tutti alle 10:30, ma i risultati non sono ancora pronti, di nuovo in attesa per ore e nel caos generale. In questo clima un impiegato ci spiega che per avere i risultati dobbiamo attendere l’arrivo degli esiti cartacei da Frosinone inquanto loro di Pontecorvo non possono visionarli in prima persona. Alcuni di noi aspettano l’arrivo degli esiti fino alle 13 e ritirano il cartaceo, altri che non possono trattenersi vanno via e solo grazie alla clemente disponibilità di un impiegato, riescono a ricevere una mail con i risultati".

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L'interrogativo

"Ci chiediamo, era necessario farci ritornare fisicamente a Pontecorvo per il ritiro di un test? Era necessario essere convocati tutti assieme senza un orario specifico dedicato? Siamo nel 2020 ed esistono tante modalità da seguire per ricevere informazioni di questo tipo, vedi le E-mail, gli SMS, evitando così disagi e nel nostro caso assembramenti (tra di noi potevano esserci eventuali positivi)
Non è finita qui, oggi 16 Ottobre ancora non sappiamo perché pervengono notizie diverse, da Pediatri, impiegati ASL etc, se per tornare a scuola i nostri bimbi o semplicemente per farli uscire di casa, è sufficiente avere l’esito negativo del tampone o occorre, come dice qualcuno, un “certificato di fine quarantena” rilasciato dall’ASL. Questo perché qualche (IR)Responsabile non ha inserito i nomi dei nostri bimbi nelle liste SISP come da protocollo. Concludendo la disorganizzazione e la disinformazione la fanno da padroni ed ancora una volta non c’è da parte degli organi preposti il giusto impegno per far si che le cose migliorino".
 

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