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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Coronavirus, non solo mascherine all'aperto a tutte le ore: ecco cosa ci sarà nel Dpcm del 7 ottobre

Alla novità introdotta nel Lazio dal governatore Zingaretti, con tanto di multe salate per i trasgressori, seguirà il nuovo decreto del premier Conte, pronto a disporre proroga dell'emergenza Covid, controlli dell'esercito e chiusura anticipata dei locali

Alla recente ordinanza del governatore del Lazio Nicola Zingaretti, che dal 3 ottobre ha disposto a livello regionale l'utilizzo delle mascherine all'aperto a qualsiasi ora, seguirà il nuovo Dpcm del premier Giuseppe Conte in materia di Covid. In Italia, come riporta Today.it, il Coronavirus ha ripreso a diffondersi con ritmi più preoccupanti nelle ultime settimane. E per questo il governo si sta muovendo per cercare di limitare la nuova diffusione del contagio. In che modo? Controlli mirati, pattugliamenti contro gli assembramenti e anche l'Esercito in campo per verificare il rispetto delle norme, come l'obbligo delle mascherine all'aperto, ma anche mini lockdown localizzati per arginare l'aumento dei focolai nelle regioni se il valore Rt salirà troppo sopra il livello 1. Nel Lazio, per il momento, l'indice di contagiosità ha superato appena la soglia di guardia, toccando quota 1.09. 

Il nuovo Dpcm di Conte

Il governo ha sul tavolo la bozza del nuovo Dpcm (Decreto del presidente del Consiglio dei minsitri) pronto per essere varato mercoledì 7 ottobre. Ecco le ipotesi in campo. Ci saranno novità sulle multe per chi viene beccato a non rispettare le regole, ma anche la decisione di chiedere al Parlamento una proroga dello stato di emergenza coronavirus al 31 gennaio 2021. Tra le misure alle studio c'è anche quella di anticipare la chiusura dei locali, alle 22 o alle 23.

Diverse le ipotesi che circolano: dall'obbligo di mascherine all'aperto in tutto il Paese a possibili limitazioni sugli orari di chiusura di pub e ristoranti, fino alle norme ferree sul contingentamento delle presenze in strutture sportive e ricreative come teatri e cinema. Come detto, il governo lavora anche all'ipotesi di chiusure mirate e sempre più localizzate. Di fatto alcuni mini lockdown - con i bar chiusi dalle ore 18 alle 6 del giorno successivo e la sospensione delle attività di barbieri e parrucchieri - sono già stati disposti in alcuni territori. 

Controlli sempre più stringenti

I controlli, per espressa richiesta del Viminale, saranno sempre più stringenti. Il capo di gabinetto del ministero dell'Interno, Bruno Frattasi, ha indirizzato una circolare ai prefetti allo scopo di adottare tutte le iniziative di propria competenza per limitare il rischio del contagio. Nella circolare si ribadisce "l'impegno delle Forze di polizia nell'assicurare il rispetto delle disposizioni anti-Covid attraverso i servizi di prevenzione generale che caratterizzano le attività di controllo del territorio, come anche la possibilità di controlli mirati in relazione ai luoghi urbani e alle fasce orarie di maggiore affollamento". Se non bastasse, scenderanno in campo anche i militari. Le attività di controllo potranno essere modulate - si legge nella circolare - "con il consueto concorso di operatori delle polizie locali e con l'eventuale ausilio del personale militare appartenente al dispositivo 'Strade Sicure', nel quadro del pertinente Piano di Impiego'".

La proroga dello stato di emergenza nel nuovo Dpcm

Nel nuovo Dpcm che contiene la proroga dello stato di emergenza "dilazioneremo le misure attuali, con la limitazione delle presenze ad eventi in luoghi aperti o chiusi: mille nel primo caso, duecento nel secondo. Questo varrà per le manifestazioni sportive ma non solo: il limite delle duecento persone non va superato al chiuso, neppure in caso di matrimoni o feste private. Le regole universali rimangono tre: mascherina, distanziamento e igiene. Ecco, stiamo ragionando su questi capisaldi", ha detto ieri il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia.

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