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Il Lazio rischia di tornare arancione, variante inglese e indice Rt in crescita

Preoccupa la risalita dell’indice Rt che si avvicina a quota 1. Anche gli abitanti della provincia di Frosinone, ovviamente, potrebbero presto trovarsi alle prese con nuove chiusure a bar, ristoranti e non solo: ecco lo scenario

Dopo appena due settimane di zona gialla, il Lazio e quindi anche la Ciociaria potrebbero tornare in fascia arancione dal prossimo lunedì 22 febbraio. Frosinone ed il resto della regione, infatti, potrebbero nuovamente essere alle prese con nuove chiusure e restrizioni agli spostamenti al di fuori del proprio comune.

La cause sono diverse. Almeno tre quelle che preoccupano - cosi come riporta romatoday.it - un aumento dei contagi - al momento ancora leggero - ma un indice Rt tornato a sfiorare quota 1, attestato allo 0,96 lo scorso venerdì, e dunque proprio ad un passo dai parametri a rischio. Un nuovo focolaio, quello nel comune di Latina, e l'incognita dettata dalla variante inglese. Restano invece sotto la soglia di allerta i dati relativi alla pressione degli ospedali, con le terapie intensive in linea con i parametri dettati dal Ministero della Salute. 

L'indice Rt nel Lazio

L'assessore alla sanità laziale D'Amato nei giorni scorsi aveva lanciato un messaggio chiaro: serve più velocità nel distribuire i vaccini. Il Lazio, proprio lo scorso 30 gennaio, si era "salvato" della nuova stretta. Negli ultimi bollettini la curva dei contagi ha risposto bene, si è abbassata tanto che Roma è tornata sotto quota 400 contagi giornalieri. Il dato, però, è stato comunque rilevante tanto che l'indice di contagiosità del virus in sette giorni è salito a 0.96, ossia ad un filo dalla soglia limite e secondo l'Iss è "stabilmente sopra la soglia". 

Secondo l'ultimo report dell'Iss - aggiornato al 10 febbraio - dall'1 al 7 febbraio sono stati segnalati nel Lazio oltre 7mila nuovi casi Covid, con una incidenza di 122.52 per 100mila abitanti (la media italiana è 133.31). Numeri questi che raccontando di una incidenza bassa del virus, tanto che lo scorso 12 febbraio hanno permesso al Lazio di restare in zona gialla. 

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I dati del Lazio a rischio basso

Dunque, secondo i dati dei 21 indicatori dell'Istituto Superiore di Sanità utilizzati per valutare l'andamento della pandemia in Italia, nel Lazio la classificazione del rischio è "bassa". Il trend dei nuovi casi è in calo come in calo sono i nuovi focolai. Il tasso di occupazione dei reparti di terapia intensiva e di quelli ordinari è tornato da qualche settimana sotto i livelli di guardia fissati al 30 per cento delle terapie intensive e del 40 per cento per i reparti di malattie infettive. Per questo anche la valutazione dell'impatto è "bassa". A preoccupare però c’è ancora una volta quella che viene definita come "variante inglese" del covid. 

Nel Lazio il 18% dei casi sono da variante inglese

Stando ai dati circolati in questi ultimi giorni, infatti, sarebbero oltre 7mila le persone che rientrano nei casi sospetti di variante inglese. Un buon 18% di tutti i casi covid presenti al momento nel Lazio e che, con tutta probabilità, sarà presto destinato a salire visto l'aumentato grado di trasmissibilità che questa forma porta con sé.

"Noi dobbiamo vaccinare per questo è importante avere maggior numero di tutti i vaccini. Chiediamo di far somministrare il vaccino Astrazeneca, fino alla fascia di età di 65 anni come avviene già in Francia e Germania", ha sottolineato ieri D'Amato, intervenendo a margine dell'inaugurazione del Centro vaccinazione anticovid presso l'Auditorium Parco della Musica. E proprio l'alta trasmissibilità dei contagi covid dovuti alla variante inglese, quindi, potrebbe essere la causa del ritorno del Lazio in zona arancione. 

Il nuovo focolaio nella regione

Sul piatto della bilancia c'è anche la questione riguardante i focolai. In questo caso di una zona rossa, quella nel comune di Roccagorga in provincia di Latina. Anche in questo caso, a far paura è la variante inglese come ha sottolineato il sindaco Nancy Piccaro: "I casi accertati di Covid per il 90 per cento sono variante inglese".

La Regione Lazio ha disposto così misure restrittive severe a causa di due cluster con l'aumento dei contagi di coronavirus, che hanno superato quota 100 su circa 4mila abitanti. Si tratta di focolai quelli a Roccagorga, presumibilmente di Vov 202012/01, originati uno nella scuola d'infanzia 'Carlo Salcani', mentre l'altro nella comunità alloggio per anziani 'Casa del Sole'.

Lazio in zona arancione: cosa succede
Con una eventuale conferma della zona arancione non saranno consentiti gli spostamenti al di fuori del proprio comune di residenza e rimarranno chiusi bar, ristoranti e pasticcerie. Sarà consentito soltanto il servizio da asporto e saranno invece aperti i negozi fino alle 21. Gli spostamenti all'interno del proprio comune sono liberi dalle 5 alle 22, mentre dalle 22 alle 5 di mattina sono consentiti soltanto spostamenti per lavoro o motivi di salute. Sarebbe una nuova e dura mazzata per bar e ristoranti.

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