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Sora, “oltre 3 ore per un tampone, in auto con i bambini a 40 gradi”

La cronaca di un tampone annunciato e la relativa denuncia arriva dagli esponenti di Italia Viva

Nei giorni scorsi è stata attivata la postazione per i tamponi Covid-19 anche presso l’ospedale di Sora dopo quelli di Frosinone e Cassino. Come abbiamo sottolineato nei giorni scorsi non sono mancate le file ed i lunghi momenti di disagio.

“Nel prendere atto dell'attivazione del servizio Drive Through presso l'Ospedale di Sora per eseguire i tamponi - Covid 19 ai vacanzieri di ritorno a casa, facciamo seguito al nostro precedente appello – ci scrive Loreto Chiarlitti coordinatore Italia Viva Sora - rivolto ai dirigenti Asl di competenza, affinché questo Servizio pur attivandolo in ritardo a Sora sarebbe dovuto partire più organizzato prevedendo numerose adesioni anche in virtù di quanto successo nei giorni scorsi a Frosinone e Cassino. Oggi diverse sono state le segnalazioni che ci sono pervenute in merito ad una mancata assistenza per le centinaia di macchine accorse per sottoporsi all'esame”.

I ritardi

"Giovedì  27 agosto siamo arrivati alle 9,20 e già ci sono 34 auto in coda in un percorso prestabilito, che però non ha previsto uscite di sicurezza, qualora in caso di necessità una famiglia volesse abbandonare la fila. Nessun volontario “civile” fornisce assistenza ai “pazienti“ in attesa del prelievo durante le 3 ore e minuti 40 sotto un sole che picchia a 40°. In fila ci sono macchine con dentro bambini, ma i tempi sono gli stessi e nessuna precedenza.

Siamo in emergenza Covid, ma per fare un tampone si rischia la disidratazione.  Finalmente è il nostro turno al punto di prelievo, e troviamo solo due eroici operatori, cotti e disidratati quanto noi".

Noi di Italia Viva sollecitiamo i dirigenti preposti di rendere più efficiente ed agile questo servizio e non scoraggi chi volontariamente si sottopone ai controlli. Nel continuare a vigilare speriamo di fare cosa gradita ed auspichiamo in un riscontro responsabile di chi oggi è demandato a rappresentare la tutela e difesa della nostra salute e non che questi prendano le nostre rimostranze come occasione per evitare le nostre  "critiche costruttive" con velate "minacce" di querele!”.

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