L’escursionismo ai tempi del Coronavirus: il futuro e la ripresa secondo Alex Vigliani

Esperto operatore del settore Vigliani ci racconta come sarà per lui il ‘cammino’ nella fase 2 e nella ripresa post covid 19

Il turismo è sempre stato uno dei punti forte della Ciociaria ed oggi, ai tempi del Coronavirus,  vogliamo porre l’attenzione sul turismo lento e sulle sue prospettive future, sull’escursionismo, su quanto lo spostamento, il camminare sia la parte più bella del ‘viaggio’ tanto quanto ammirare i panorami che si stagliano all’orizzonte. Lo facciamo con un volto e un nome noti nel frusinate, un esperto e operatore del settore: Alex Vigliani.

Alex, sei il presidente dell’associazione Itinarrando l’arte di camminare raccontando, il creatore del blog e pagina Facebook  Viviciociaria, ciociaro doc e conoscitore delle tradizioni della sua terra e del suo territorio, guida AIGAE, appassionato ed esperto di turismo lento, di cammini, di escursioni, di natura. Come hai vissuto la fase 1 dell’epidemia del Coronavirus?

“Ho avuto il tempo per prepararmi a questo, negli ultimi giorni prima del contenimento mi ero già fatto un’idea di quanto potesse accadere quanto a restrizioni. Così quando è arrivato il decreto che limitava la mia attività professionale, sono una Guida Ambientale Escursionistica professionista, sono uscito dalla mia zona di comfort e ho cambiato modo di vedere le cose. Certo la natura può mancare, ma bisogna adattarsi. L’adattamento è fondamentale. Così ho imparato ad amare lo spazio che ho. Stare dietro la casa, il prendermi cura dei vasi sul balcone, mettere semi nel cotone e invasarli, una maggior attenzione all’alimentazione e all’esercizio fisico – ovviamente in casa – e leggere, cosa che per mancanza di tempo facevo sempre ma sicuramente di meno. E poi i progetti con Itinarrando sono andati avanti, le pagine social non si sono mai fermate. In tutto questo la piena fiducia in AIGAE, l’associazione di categoria delle Guide Ambientali Escursionistiche e nelle proposte che ha portato e porta avanti verso il Governo per garantire il giusto rispetto delle posizioni lavorative del mio ambito”. 

L’attività della tua associazione è stata una delle ultime ad essere vietata dai DPCM e forse sarà una delle prime a poter riprendere. Lo credi possibile e con che precauzioni? Basteranno gruppi formati da meno persone, tendenzialmente evitando assembramenti e rispettando la distanza di sicurezza e l’uso della mascherina e dei guanti?

“Con Itinarrando ci siamo fermati il 9 marzo. L’8 marzo avevamo previsto già il distanziamento fisico e nella nostra ultima escursione sui Monti Aurunci i partecipanti erano tutti a un metro e più di distanza l’uno dall’altro, sono giunti su macchine separate e abbiamo fornito noi il detergente disinfettante per mani.  Per quanto riguarda la ripresa, invece, penso che vi sia da fare un netto distinguo. Probabilmente al principio della cosiddetta fase 2 sarà possibile spostarsi entro i propri confini regionali ma non svolgere attività di gruppo. Ma se si potrà, anche singolarmente, resterà il senso di responsabilità. Andare in montagna, seppur da soli, in una fase concitata come questa e con il rischio di impegnare mezzi di soccorso, è qualcosa che evidentemente non possiamo permetterci. E che dobbiamo assolutamente evitare. Preferisco stare a casa di più e non togliere un mezzo di soccorso a chi ne dovesse avere bisogno.  In sostanza penso che i tempi siano troppo immaturi per parlare di questo. Per i gruppi e per la ripresa del lavoro ci vorrà ancora, poi ovviamente auspico – come tutti – che di colpo, magari già da stasera, calino i morti e i contagi.   In merito alle contromisure c’è tutta una serie di proposte che AIGAE ha fatto – e non solo per le Guide Ambientali, ma per tutto il comparto - nei giusti canali ministeriali governativi, riguardanti però la fase 3, quella della ripresa dei lavori, e questo dà già indicazioni su come il nostro lavoro riprenderà probabilmente più in là. In questo momento è normale chiedersi cosa sarà del turismo. Distanza di sicurezza, numeri ridotti, sicuramente evitare l’assalto alla natura, se vi sarà l’obbligo di portare mascherine si porteranno e moduleremo anche questo.”

Nel caso in cui ancora non potessi riprendere la tua attività escursionistica continuerai con il bellissimo progetto delle dirette sulla pagina Facebook per far conoscere ed appassionare chi ti segue al tua mondo?

“Certo. Le dirette facebook continueranno anche dopo, quando tutto sarà ripreso. Ne faremo, ovviamente e compatibilmente con le attività sul campo, ma continueremo. E questo perché la parola di questo contenimento è stata “Opportunità”. Ce l’ha suggerito Adelaide Mancone proprio durante una diretta. E noi abbiamo seminato su un terreno che non è mai stato arido. Anzi. È fiorito comunque con la primavera”.

La natura vissuta con guanti e mascherina: è possibile?

“Per un breve periodo atto a prevenire il diffondersi di nuovo del virus. Per il resto la natura è il risveglio dei sensi, schermarci da essa vuol dire non viverla, non poterla interpretare, porre un filtro tra noi e quel che abbiamo intorno nel momento in cui, ad esempio, entriamo in un bosco”.

Come vedi il futuro prossimo post Coronavirus del turismo lento in Ciociaria, hai consigli o proposte e quali retaggi secondo te lascerà il virus nella mente delle persone?

“Il turismo lento e il turismo nazionale saranno il nodo principale da cui ripartire. Ne sono sicuro. Così anche l’Italia minore cioè quei luoghi che normalmente non vengono presi d’assalto ma che nascondono dei veri e propri scrigni di bellezza e storia. Proprio come la Ciociaria. L’opportunità che nasce da questa crisi è proprio quella di ripartire, di modulare, di riflettere. Ad oggi la Ciociaria, ma nessuno si senta escluso, tutto il Lazio Meridionale, è un potenziale turistico ancora inespresso. Fare rete sarà fondamentale. Il giusto rispetto delle figure professionali del turismo anche. Abbiamo Guide Turistiche, Guide Escursionistiche, musei e tanto altro, è ora di fare un discorso serio sulle competenze e sul rispetto di professioni per cui esiste un codice ATECO e quindi anche una tassazione. Le eccellenze di un territorio e il turismo passano dall’accoglienza e dal sorriso. Dal trasporto quanto più funzionale e green, dal rispetto dei professionisti del settore. Per il turismo lento, poi, se parliamo di cammini, ci sarà bisogno di ascoltare la voce delle ospitalità. Quindi Bed And Breakfast e ostelli, luoghi questi che rispetto a strutture più grandi – come gli hotel - potrebbero essere particolarmente penalizzati perché con spazi più ristretti. Un cammino esiste non perché vi è un sentiero da camminare, ma perché c’è tutta una serie di individualità che creano comunità. Dal camminatore all’ospitalità, dalla Guida al cittadino che si incontra e sappia rivolgere anche solo un saluto al camminatore, fino alle Agenzie che possono curare il percorso di chi preferisce non organizzare tutto da solo. Il virus? L’uomo fa presto a dimenticare, purtroppo e per fortuna. Purtroppo perché scorderemo presto la lezione, per fortuna perché dopo un primo momento in cui ci guarderemo con sospetto distanziandoci socialmente, ancor prima che fisicamente, torneremo a provare a essere comunità umana. Spesso con scarsi risultati”. 

Cosa ne pensi, in generale, della possibilità paventata in questi giorni, di offrire un bonus a chi decide di viaggiare in Italia?

“Tutte le proposte sono buone se finalizzate a richiamare turismo in Italia. Ma dobbiamo in primis fare lo sforzo di muovere il turismo nazionale, questo sarà l’anno di maggior perdita per il settore. Una perdita che probabilmente, in termini di numeri, si protrarrà fino al 2021. Bisognerà secondo me far forza su un turismo territoriale e mete a breve raggio, sperando che tutte le regioni adottino lo stesso metro. In tal senso, poi, c’è tutta una serie di proposte di AIGAE a livello nazionale sia per le Guide, che per le strutture, che per gli attori principali del turismo in Italia con tutta una serie di detrazioni ed esenzioni per alloggi. Spero si vorrà costituire una cabina di regia unica, la sfida è di quelle importanti.” 

Abbiamo parlato di turismo e potenzialità, di ripresa e crisi e della tua associazione. L’ultima domanda – e so che ci tieni particolarmente – è sul tuo lavoro. Cosa fa una Guida Escursionistica?

“La Guida Ambientale Escursionistica è una professione che rientra nel novero delle libere professioni, tuttavia non ci si può improvvisare tale. E così sono felice di essermi professionalizzato attraverso un corso di formazione in AIGAE e tanti successivi corsi di formazione. Una GAE interpreta, racconta e fa tutto in sicurezza.  Potrei riassumere così. Dona un’esperienza in natura. Non è solo accompagnamento, anzi. Io mi sento un attore, il palcoscenico è la natura. E insieme a me ci sono i protagonisti della storia, tutti allo stesso livello. Tutti nella medesima comunità di cammino. I miei compagni di viaggio (le ragazze e i ragazzi di Itinarrando) e gli accompagnati. Raccontare in montagna, ad esempio, che tra il punto di partenza e la vetta c’è tutto il resto. E che non per forza deve esistere una vetta e che tutto il resto è ciò che dà il senso all’esperienza. Non possiamo “traslocare”, come invece fanno molti, l’agonismo quotidiano dell’individualismo dalla città alla natura. Camminare senza cronometri, senza numeri, senza fretta. Certe cose dobbiamo lasciarle da parte e immergerci in un contesto, quello della Natura, con tempi e cicli della lentezza primordiale. Ecco forse tra i primi interpreti, tra le prime Guide Ambientali Escursionistiche c’è – mi si permetta il paragone – proprio Francesco D’Assisi con la sua capacità empatica rispetto al creato che per credenti o non credenti resta comunque un insegnamento fondante”.

L’importanza di fare rete nel settore turistico che comunque subirà una grande perdita economica, la voglia di viaggiare in Italia e di scoprire luoghi meno conosciuti e portatori di grande bellezze, l’incertezza per la fase 2 ma anche la fiducia che tutto tornerà possibile. Una lucida analisi da parte di chi vive sulla propria pelle tutto questo.

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