Matteo Ciofani scende in campo in difesa... della legalità

Il difensore canarino insieme alla Polizia di Stato per diffondere la cultura del rispetto nelle scuole

Grande successo anche per la quarta iniziativa di Insieme in campo. Polizia Stato, Frosinone Calcio e Scuola insieme per promuovere la cultura del rispetto e della legalità. 

I presenti

Per il Frosinone presenti il difensore Matteo Ciofani e il professor Gianluca Capogna accompagnati dal responsabile del progetto Experienxe Giuseppe Capozzoli e dall’Ufficio Comunicazione, per la questura la vice questore dottoressa Antonella Chiapparelli, accompagnata dai suoi più stretti collaboratori Stefano Mancini, Emilia Celani e Nicola D’Alessandris. Il professor Malandrucco del Provveditorato ha inviato i saluti.

Il commento di Matteo Ciofani

"Il mio idolo è Paolo Maldini – ha detto Matteo Ciofani, rispondendo alla domanda di un alunno -. Lui insieme a Roberto Baggio non a caso hanno preferito defilarsi da questo mondo del calcio. E il loro gesto la dice lunga». E poi, da intervistato speciale, Matteo ha ammesso: «Il sogno mio e di mio fratello era di giocare un giorno contro il Milan in campionato. Lo dissi in una intervista che ricordo ancora benissimo, con il Frosinone ancora in serie C. Dovete sapere che nostro papà è milanista al midollo e noi abbiamo preso quella ‘malattia’ da lui. Quando capitò l’occasione portammo mamma e papà al ‘Meazza’: un sogno per noi ma anche per loro. Da quella volta però iniziò a vacillare – ride di gusto Matteo – anche la nostra fede milanista perché quell’anno ci ‘rubarono’ due partite. Ma fu comunque una emozione unica, scherzi a parte…". Matteo aveva esordito raccontando la sua storia di mini-calciatore per divertimento: "Giocavo con mio fratello dentro casa e poi in giardino. Ho iniziato tardi a frequentare la Scuola Calcio. Poi ho seguito Daniel a Pescara, quindi le nostre strade calcistiche si sono divise per ritrovarsi qui a Frosinone. Il calcio è un lavoro? No, il calcio deve essere una passione che deve accenderti, deve portarti ad amare quello che fai – prosegue Matteo – ma, ragazzi: non dimenticate mai lo studio! E diffidate sempre da chi vi dice che i risultati si possono raggiungere senza sacrifici. Se sono arrivato a giocare in serie A e in B con una grande squadre è perché ci ho sempre creduto e ho messo in campo tanta serietà".

L'intervento del prof. Capogna

L’intervento del preparatore, il professor Capogna, ha riguardato i due capisaldi soprattutto per le nuove generazioni: alimentazione sana e corretto stile di vita. Il suo intervento infatti inizia con una slide esplosiva: in Italia ci sono 11 milioni di obesi! "L’attività fisica è fondamentale – ha detto il ‘prof’ giallazzurro – come lo è la riduzione progressiva del tempo di sedentarietà di ognuno di noi ma va associata ad una alimentazione che deve portare a nutrirsi bene, evitando eccessi e seguendo attentamente dei criteri che portano ad evitare che inneschino processi viziosi. Quindi adeguata idratazione durante tutta la giornata, pasti nutrienti, diminuzione del livello di zuccheri ed attività fisica che può anche non essere solo quella agonistica. Ma anche una semplice passeggiata durante la giornata".

Il finale con la dott.ssa Chiapparelli

Il Primo Dirigente dr.ssa Antonella Chiapparelli ha invitato la giovanissima ed attenta platea a riflettere e confrontarsi sul comportamento dei tifosi all'interno della struttura sportiva. Analizzata poi la gestione dell' evento: dall’ attività del GOS all'impiego degli steward. "Parto da quello che ha detto Matteo: ha parlato di sé, del calcio, della sua famiglia, del fratello Daniel. Prendiamo allora queste due immagini: la casa e la famiglia. Col progetto-sicurezza abbiamo voluto riprodurre quello che accade all’interno di una famiglia. Il Frosinone è una squadra che gioca per vincere mall’interno del suo spazio, noi siamo a nostra volta una ‘squadra’ che cerca di dare sicurezza. A voi che andate a godere dello spettacolo e a loro, ai calciatori, che giocano all’interno del campo. Lo abbiamo fatto in una casa, la casa del Frosinone Calcio. E come in tutte le famiglie, ognuno si occupa di qualcosa nel suo ambito. La famiglia del Calcio a Frosinone si muove in una direzione chiara: ognuno gioca il proprio ruolo. I calciatori, la Società, i tifosi, la Questura. Che si organizza per fornire la propria passione, servizio e professionalità ai cittadini che vogliono fruire dello spettacolo. Perché andate a vedere una partita? Perché andate ad assistere ad uno spettacolo? – prosegue la dottoressa Chiapparelli – Per divertirvi, immagino. E volete essere tranquilli, con la vostra famiglia. La Questura offre questa collaborazione per permettere tutto ciò, grazie alla nostra struttura denominata Gos, il Gruppo Operativo di Sicurezza. Ognuno può soddisfare la propria passione, all’interno del ‘Benito Stirpe’, ognuno può farlo negli spazi che più si gli addicono da tifoso e potrò farlo in piena sicurezza proprio in virtù di questi servizi di Ordine Pubblico che mettiamo a disposizione e che studiamo con attenzione durante la settimana. Ed è chiaro che all’interno dello stadio ci sono delle regole che vanno ottemperate. Chi non le vìola viene prima identificato dagli steward e successivamente viene indicato alle Forze dell’Ordine per gli opportuni provvedimenti. Il principio fondamentale della sicurezza a livello generale è portare a tifare ‘per la propria squadra’ e non ‘contro l’avversario’. Quindi eliminare quelle zone d’ombra che c’erano anni fa negli stadi italiani".

Un lungo applauso degli alunni dell’Istituto Comprensivo 2 di Ferentino ha salutato i relatori, che anche oggi con grande passione hanno “raccontato” ai “tifosi” in erba il loro lavoro.

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