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Ferentino, niente mensa scolastica per gli alunni delle primarie: scoppia la protesta delle mamme

Invocano la riattivazione del servizio, oltre a una portavoce di varie madri degli studenti di una scuola elementare, i consiglieri di opposizione Berretta e Zaccari. In arrivo l'incontro del sindaco Pompeo con preside e rappresentanti dei genitori

A fronte della mancata riattivazione del servizio di mensa scolastica nelle primarie di Ferentino, tra le proteste delle mamme degli alunni direttamente interessati, scattano anche le recriminazioni dei consiglieri Maurizio Berretta e Luca Zaccari: “Notizia di queste ore è che il Comune di Ferentino non intende riattivare la mensa scolastica per gli alunni della scuola primaria, servizio espletato in diverse primarie fino all’anno scolastico scorso. Ci preme evidenziare l’importanza di questo servizio, nella fattispecie in un Comune che si dichiara virtuoso e che destina somme per ben altri e meno importanti ambiti, dopo egregie manifestazioni di spettacolo, ci saremmo aspettati un egregio servizio scolastico, ma abbiamo constatato che non è così”.

Il sindaco Antonio Pompeo, dal canto suo, fa sapere di aver convocato un incontro con la dirigente scolastica per lunedì 27 settembre: "Ho voluto la presenza anche dei rappresentanti dei genitori perché ritengo doveroso affrontare e soprattutto chiarire la questione della mensa - dice a riguardo - Per me, per noi la scuola è da sempre una priorità e anche questa volta faremo la nostra parte".

Il primo cittadino, a tal proposito, ha tenuto a ricordare "la grande attenzione che, come sindaco e insieme all'amministrazione comunale, abbiamo riservato costantemente al mondo della scuola. Progetti, borse di studio, interventi di edilizia scolastica e, ora, nuovi spazi all'aperto di cui saranno dotati i nostri istituti. Impegno e sostegno da parte nostra non sono mai venuti meno e saranno confermati anche in questa situazione specifica".

Berretta-Zaccari: "La mensa scolastica a Ferentino non è una priorità"

“Il servizio mensa permette l’orario scolastico prolungato, venendo incontro alle esigenze delle famiglie, chiaramente lasciando autonomia di scelta alle Direzioni Didattiche, che ben conoscono le esigenze dell’utenza. Il Comune nel particolare, gli Assessori Di Marco e Vittori, farebbero bene a rivedere le posizioni di questa scelta scellerata, di fatto stanno costringendo le famiglie ad una soluzione privatistica, senza partecipazione del comune, con il rischio serio che si creeranno disparità tra bambini che non potranno permettersi un pasto intero ed altri che magari saranno costretti a ricorrere al solo panino di casa”.

“Il Comune tirandosi indietro dal servizio, mette fine alle proprie finalità solidaristiche e di servizio alla collettività creando non pochi disagi, ancor più acclarati alle famiglie con più figli a scuola. Coinvolgeremo il Consiglio comunale al ravvedimento sulle scelte adottate sulla mensa scolastica, in questa fase post-pandemica è di assoluta priorità, sostenere le politiche sulla scuola, nel caso il tempo prolungato, dopo mesi tristi caratterizzata dalla didattica a distanza, garantendo il servizio in modo equo e nei casi dove necessità, anche in modo solidale per i meno abbienti o con più figli”.

Una delle mamme in protesta: “Una scelta vergognosa”

"Caro Sindaco, chi le scrive è una mamma di un bambino della scuola primaria Ferentino 1, ma dietro la mia `penna` ci sono le mani di tante mamme che come me vogliono alzare un grido di protesta contro la decisione ingiusta e inaccettabile come quella di non contribuire più alla mensa giornaliera dei bambini della scuola primaria (che per molti di essi potrebbe costituire l'unico pasto completo giornaliero) e non trovare il tempo per bandire una gara di appalto”.

“Ancora una volta vengono colpiti i bambini, i bambini che sono la risorsa più preziosa che ci rimane su questa terra, i bambini che andrebbero tutelati, e invece no, diventano sempre di più facile bersaglio di ingiustizie e discriminazioni. Non bastava la pandemia che li ha privati praticamente di tutto, affetti, socializzazione, vita quotidiana, adesso decidiamo anche di privarli o meglio di differenziarli attraverso il cibo. Tutto questo sembra così assurdo”.

“Le istituzioni che dovrebbero sostenere le famiglie, tutelare i genitori e soprattutto le mamme che lavorano, offrire servizi volti a migliorare la vita di chi quotidianamente fa sacrifici per portare avanti la famiglia invece si ergono ad ostacolo. Tutto ciò in un periodo già di per sé difficile visto il periodo storico che viviamo. Si grida tanto all'uguaglianza tra persone, alla non diversità, promuoviamo scelte come l'uniforme scolastica affinché ogni bambino si veda uguale all'altro e poi?!” Cosa permettiamo che un bambino mangi una cosa e un altro bambino ne mangi un’altra? Secondo Lei è una cosa etica, educativa quella di mangiare cose diverse nello stesso contesto? Come si può sentire quel bambino che ahimè pur volendo i genitori non potranno permettersi di pagargli un pasto completo?”.

“Da mamma le dico che non vorrei mai che di fianco a mio figlio che mangia il suo pasto completo ci sia seduto un altro bambino che invece deve mangiarsi ed arrangiarsi con il suo panino. Sarebbe una sconfitta per tutti questi anni di lotta per le pari opportunità, tra l'altro in una scuola "pubblica". Una scelta politica? Non saprei. Ma un trincerarsi dietro una mancanza di fondi all'indomani della celebrazione di eventi culturali come quello di Ferentino mi sembra fuori luogo. Martufello, Briga e Max Giusti erano più importanti dei nostri bambini?”.

“Aspetto, anzi, aspettiamo una sua risposta sig. Sindaco e ci auspichiamo che lei faccia in modo che nessun bambino resti indietro. I bambini sono tutti uguali. La refezione scolastica non è solo fruizione di un pasto ma un momento educativo e di socialità per i bambini che Voi politici non potete permettervi di impedire.  Portarsi il pasto da casa è una cosa aberrante ed  in totale contraddizione con la sentenza della Cassazione del 2019 (20504 del 30/07/19) secondo cui portare da casa il pasto costituisce violazione dei principi di uguaglianza e  discriminazione, oltre che non viene tutelato il diritto alla salute tenuto conto dei rischi igienico sanitari di una refezione individuale e non controllata. Ci ripensi”.

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