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Acea, blocco degli allacci idrici e fognari nel Capoluogo: la soluzione individuata dal Tavolo tecnico promosso dalla STO

L'Ente di Governo dell'Ato5 'Lazio Meridionale - Frosinone': "Il confronto tenuto in questi mesi ha consentito un primo superamento delle difficoltà rilevate, in attesa della realizzazione di opere e interventi definitivi"

"La Segreteria tecnico operativa dell’EgAto5 di Frosinone - si legge nel comunicato  dell'Ato5 'Lazio Meridionale - Frosinone' a seguito di richieste e segnalazioni ricevute, ha avviato, già dallo scorso mese di aprile, un tavolo tecnico con il Gestore del servizio idrico Acea Ato 5 spa e con il Comune di Frosinone, con lo scopo di affrontare e risolvere i problemi legati al blocco degli allacci idrici e fognari nel Capoluogo che sono derivati dalla saturazione idraulica dell’impianto di depurazione di Frosinone- Pratillo e dalla richiesta degli uffici comunali del pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico per lo svolgimento dei lavori.

Il confronto

Il confronto tenuto in questi mesi ha consentito un primo superamento delle difficoltà rilevate, in attesa della realizzazione di opere e interventi definitivi. Lo scorso 31 agosto, il Dirigente del Settore Risorse economiche del Comune di Frosinone ha segnalato la disponibilità dell’Ente a consentire che i lavori necessari vengano eseguiti senza il pagamento del Cosap, in attesa che il Consiglio Comunale modifichi e adegui il regolamento, consentendo di fatto la realizzazione degli allacci richiesti.

Già dal primo incontro svoltosi a fine dello scorso mese di aprile, le parti hanno analizzato le criticità rilevate, individuando nei fossati di raccolta e negli scarichi di acque bianche - provenienti dall’area di piazzale De Matthaeis e poi convogliati nella fognatura di via Tiburtina - l’anomalo ed eccessivo carico idraulico che
contribuisce a ridurre la capacità ricettiva dell’impianto di depurazione. In tale incontro sono state avanzate alcune proposte tecniche finalizzate a rimuovere la presenza delle acque ‘parassite’ dalla rete fognaria in parola, prevedendo una serie di interventi (realizzazione nuovi tratti fognari, nuovi collettori, collegamento fossati esistenti, ecc.) sia a carico di Acea Ato 5 che del Comune di Frosinone, ognuno nel rispetto delle proprie competenze in materia, in modo da separare la gestione dei differenti reflui (acque bianche o nere).

A fronte di tali interventi e al fine di dare da subito - nell’attesa della realizzazione delle opere necessarie a risolvere definitivamente la situazione - positiva risposta alle richieste di nuovi allacci già presentate, il Comune di Frosinone ha chiesto un riesame delle istanze medesime anche per evitare l’insorgere di contenziosi con gli utenti, segnalando al Gestore nove cantieri per i quali l’amministrazione comunale aveva già rilasciato il necessario permesso di costruire.

L’assenso del Gestore all’allaccio di tali forniture è stato però bloccato dalla preventiva richiesta, formulata dall’ufficio Tributi del Comune capoluogo, del pagamento del Cosap a cui è stata subordinata l’esecuzione degli allacci. Già nel recente passato e anche in occasione del su richiamato incontro avuto con Comune e Acea, questa Sto ha ricordato come non possa essere applicato alcun canone/tassa di occupazione al Gestore del servizio idrico integrato. Infine, con una nota inviata a tutti i Comuni ricadenti nell’Ato 5 lo scorso mese di novembre, la Segreteria tecnico operativa ha riassunto e spiegato le ragioni tecnico-giuridiche alla base di tale divieto, evidenziando come tali ulteriori oneri a carico di Acea Ato 5 nel realizzare le varie opere (così come le spese sostenute per eventuali ricorsi giurisdizionali contro tali imposizioni tributarie comunali) finiscono per ricadere ed aggravare ulteriormente la tariffa applicata all’utenza.

La relazione trasmessa dalla STO al Comune di Frosinone

In particolare, in data 10 Agosto 2021, la STO ha trasmesso al Comune di Frosinone una apposita relazione dove si esplicitava che le Amministrazioni comunali sono le uniche proprietarie delle opere idriche e fognarie, date solo in gestione all’Acea, e che anche le nuove opere realizzate dal Gestore, a fine affidamento, confluiranno nella proprietà esclusiva del Comune, come previsto dalla legge; che le norme istitutive della Tosap escludono la tassazione di opere necessarie per i pubblici servizi o effettuate da particolari soggetti o destinate a restare nel patrimonio esclusivo dell’ente, ribadendo inoltre, che la Convenzione di cooperazione che dà vita all’Ente d’Ambito prevede espressamente, all’articolo 24, l’impegno per tutti i Comuni aderenti a concedere al Gestore l’utilizzo gratuito del suolo e del sottosuolo, delle strade e dei terreni pubblici per l’installazione di opere, impianti ed attrezzature necessarie per effettuare il servizio oggetto della convenzione.

Anche la giurisprudenza elaborata dal Tar di Latina appare orientata alla preclusione di tali imposizioni. Inoltre, in attuazione della legge di bilancio per il 2020, il canone non ricognitorio, la Tosap e il Cosap non si applicano più dal 1° gennaio scorso e debbono essere sostituiti – tramite approvazione di apposito regolamento comunale - da un canone patrimoniale che, comunque, resta esente – come previsto dalla stessa legge di bilancio -, per le occupazioni realizzate con impianti adibiti ai servizi pubblici nei casi in cui ne sia prevista, all'atto della concessione o successivamente, la devoluzione gratuita al Comune al termine della concessione medesima.

Quindi, al fine di garantire l’effettiva fornitura sul territorio del servizio idrico integrato, di tutelare gli utenti ed evitare loro nel contempo un maggiore aggravio delle tariffe per il medesimo servizio in questione, la STO ha chiesto al Comune di Frosinone di rispettare l’impegno preso con la sottoscrizione della convenzione di cooperazione a non richiedere, ad Acea Ato 5, pagamenti per l'occupazione di suolo e sottosuolo nelle more dell’adeguamento dei propri regolamenti.

Come accennato, il Dirigente del Settore Risorse economiche del Comune di Frosinone, con propria nota del 31 Agosto 2021, al fine di evitare l’impasse che si era creato, ha segnalato la disponibilità dell’Ente a consentire a che i lavori di allaccio e di convogliamento delle acque parassite vengano eseguiti senza il pagamento di quanto richiesto disponendo una sospensione delle richieste in attesa che il Consiglio Comunale modifichi e adegui il regolamento.

Pertanto, compatibilmente all’emissione dei titoli abilitativi per l’apertura degli scavi su suolo pubblico da parte dell’ufficio tecnico del Comune, il gestore potrà dare seguito alla realizzazione dei suddetti lavori. Gli interventi che in tal modo verranno posti in essere nei prossimi giorni consentiranno di fronteggiare le
richieste di allaccio avanzate dai numerosi imprenditori e cittadini della città di Frosinone, in attesa degli interventi strutturali necessari a risolvere il problema in maniera definitiva. La STO al riguardo manifesta soddisfazione in merito alla collaborazione ottenuta dal Comune e dal Gestore nell’interesse degli utenti".

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