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Ance Frosinone, fermare le infrastrutture è condanna per l’Italia

Dagli Stati Generali delle Associazioni di impresa, il sistema Ance compatto denuncia i rischi per il Paese del blocco dei cantieri

“Mettere in discussione cantieri già avviati è più dannoso che utile, sia per lo Stato che per i cittadini. Sarebbe un paradosso in un Paese che negli ultimi dieci anni ha dimezzato gli investimenti in opere pubbliche determinando un gap infrastrutturale pari a 84 miliardi di euro.” E’ questo il commento del presidente dell’Ance Frosinone Libero Angelo Massaro che insieme agli imprenditori del territorio e ai vertici nazionali dell’Associazione, sono tra i promotori della grande manifestazione di Torino per dire sì alle infrastrutture per la crescita e la competitività. Un’iniziativa organizzata dalle principali sigle datoriali italiane: oltre ad Ance, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Casartigiani, Cna, Legacoop, Confcooperative, Confagricoltura e Confapi.

E’ lecito che la politica faccia le proprie scelte strategiche definendo le priorità infrastrutturali, analizzando i benefici e i costi delle opere, ma “negli ultimi 8 anni la programmazione è stata rivista 5 volte, causando numerosi stop agli iter realizzativi. E’ così che nascono le incompiute, è così che condanniamo il Paese all’immobilismo!”

“La cronaca ci mette sotto gli occhi tutti i giorni una realtà fatta di infrastrutture insufficienti, fatiscenti e insicure. Per questo la messa in sicurezza del sistema infrastrutturale è una priorità assoluta, insieme alla realizzazione di nuove reti” aggiunge il presidente dell’Ance Frosinone.

Le quasi 400 segnalazioni di opere bloccate per un valore di oltre 27 miliardi di cantieri fermi, raccolte grazie al sito Sbloccacantieri.it, sono un valido motivo per non perdere altro tempo mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini e la crescita economica.

Solo per fare un esempio che riguarda anche il nostro territorio, evidenzio che ormai da anni si attende l’avvio dei lavori di realizzazione dell’asse autostradale Roma - Latina e Cisterna - Valmontone, un esempio emblematico delle lungaggini che rallentano gli investimenti per grandi opere, quei cantieri in grado di generare valore ed occupazione, migliorando al tempo stesso la dotazione infrastrutturale del nostro territorio e del nostro Paese.

Oltre agli investimenti per le grandi infrastrutture dobbiamo tenere ben presente il valore delle piccole opere e la necessità di mettere in sicurezza il nostro territorio. Devono essere programmati investimenti per interventi di manutenzione del territorio, anche in considerazione dei recenti disastri provocati dal maltempo, che rendono questa tematica una delle principali priorità da affrontare.

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