Domenica, 13 Giugno 2021
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Anniversario della Liberazione, Ottaviani deporrà una corona d'alloro presso il Monumento ai caduti

Il Sindaco del capoluogo: "Come la storia ci insegna, il popolo italiano ha saputo trovare la forza di reagire anche dopo gli eventi più drammatici. Anche oggi abbiamo l’obbligo di mettere al centro del nostro agire i valori della coesione sociale, della solidarietà, del superamento delle divisioni, perché l’intera Nazione possa riscoprirsi ancora più unita, più solidale e, dunque, più forte"

In occasione del 76° anniversario della Liberazione, il sindaco, Nicola Ottaviani, domenica 25 aprile alle 9.30, deporrà una corona d'alloro presso il Monumento ai caduti di tutte le guerre in viale Mazzini, nella medesima area in cui sorge anche la stele dedicata ai "Tre martiri toscani" (Giorgio Grassi, Pierluigi Banchi e Luciano Lavacchini), giustiziati dal plotone d’esecuzione tedesco presso il cosiddetto “curvone”. 

“Il 25 aprile del 1945, il Comitato di liberazione nazionale dell’alta Italia proclamò l’insurrezione delle terre ancora occupate e di tutto il nord. L’annuncio dello sciopero generale di Milano e di Torino fu dato da Sandro Pertini che, in seguito, indossando i paramenti istituzionali, ha ricordato a se stesso e alla nazione come si possa e si debba essere sempre super partes, indipendentemente dalla propria sensibilità intellettuale, culturale e anche ideologica - ha dichiarato il sindaco Ottaviani -  Un anno dopo, un’altra personalità che ha dato molto al nostro Paese, Alcide De Gasperi, che ricopriva in quel momento il ruolo di Capo del governo provvisorio, indicò il 25 aprile come Festa nazionale.

È importante una riflessione sul 25 aprile, celebrazione che ruota attorno ai paradigmi della libertà, della Costituzione, della Democrazia e che, quest’anno, si lega anche alla attesa ripartenza dopo i lunghi e difficili mesi segnati dall’emergenza sanitaria.
Gli italiani, il 25 aprile 1945, pur feriti e dilaniati dai lunghi anni di guerra, hanno avuto la forza di rialzarsi, costruendo una società sui pilastri della pace e della libertà. Ai nostri connazionali che hanno permesso il ritorno della democrazia anche a costo della propria vita, dobbiamo rivolgere un forte e sentito ringraziamento: il loro ricordo imperituro deve essere ancora di monito alle generazioni, presenti e future.

A distanza di 76 anni, l’intero popolo italiano sta, progressivamente, lasciandosi alle spalle un periodo di grande preoccupazione e incertezza, nella consapevolezza, però, che è necessario continuare a tenere la guardia alta contro quel nemico che ha lasciato sul terreno tante vittime innocenti. Come la storia ci insegna, il popolo italiano ha saputo trovare la forza di reagire anche dopo gli eventi più drammatici: anche oggi, dunque, tutti noi - dalle istituzioni ai cittadini, agli operatori sociali ed economici - abbiamo l’obbligo di mettere al centro del nostro agire i valori della coesione sociale, della solidarietà, del superamento delle divisioni, perché l’intera Nazione possa riscoprirsi ancora più unita, più solidale e, dunque, più forte”. 

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