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La zona industriale cambia volto con diciassette opere in tre anni, un asilo nido ed il recupero dei capannoni dismessi

Francesco De Angelis in un intervento on-line: “Nemmeno ai tempi di Andreotti. Non vendiamo fumo, è tutto arrosto”

Diciassette opere infrastrutturali in tre anni, copertura di tutto il territorio regionale con la fibra e un Consorzio unico in grado di attrarre investimenti e gestire fondi strutturali e risorse del Recovery Fund. E ancora, un piano per la reindustrializzazione dei capannoni dismessi, una svolta green capace di mettere in moto un’economia sostenibile e un asilo nido nella zona industriale.

Le idee ci sono. E ci sono i fondi per realizzarle. Per la provincia di Frosinone circa quaranta milioni di euro. Venti per le diciassette opere e venti dalla dotazione che si avrà nel momento in cui i Consorzi del Lazio si uniranno per dare vita al più grande Consorzio industriale d’Italia.

“Quaranta milioni di euro, sul territorio della provincia di Frosinone, per le infrastrutture delle aree industriali. Lasciatemelo dire: nemmeno ai tempi di Andreotti”.  È un fiume in piena Francesco De Angelis, che non risparmia battute senza però perdersi in chiacchiere. “Non stiamo vendendo fumo, è tutto arrosto”.

Tra due mesi partono i primi cantieri nell’ambito di quelle sedici opere previste da qui al 2023. Sedici più il prolungamento della Morolense per il nuovo asse attrezzato, con collegamenti al casello di Ferentino e alla nuova fermata Tav.

Approvati dal Cda del Consorzio i progetti esecutivi delle due rotatorie tra l’asse attrezzato e le strade Asi numero 4 e 7. Si parte da qui. L’occasione per parlarne è offerta dal Circolo del Partito Democratico di Frosinone, con una diretta facebook in cui si discute di zona industriale e fabbrica del bello. A moderare la presidente del circolo Stefania Martini. A portare il saluto il segretario Andrea Palladino.

Ci tiene, Francesco De Angelis, a dire che si tratti di opere vere, concrete, “con investimenti che fino a poco tempo fa erano solo nel libro dei sogni. È la politica del fare, a sostegno delle imprese e dell’occupazione, oltre naturalmente che per lo sviluppo del territorio”.

Si tratta di opere essenziali, funzionali alle imprese, ai lavoratori e al territorio in genere e che saranno caratterizzate anche dalla bellezza. Sì, la bellezza. L’idea è infatti quella che la ripartenza economica e sociale del post pandemia non possa prescindere proprio da quest’ultima.

Bellezza intesa come strumento di crescita ed ecco allora spiegata “La fabbrica del bello”, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, che unisce all’utilità delle infrastrutture e alla loro sicurezza anche il decoro. In particolare, l’intervento sull’asse attrezzato di Frosinone prevede una rinnovata alberatura, nuovi new jersey e nuova pavimentazione delle rotatorie, all’interno delle quali saranno collocati dei totem alti sei metri su cui sarà indicato un numero progressivo sul metallo (da 1 a 6) e illuminati dall’interno con diversi colori. Per l’illuminazione saranno utilizzati lampioni a led di ultima generazione e dal design particolare. “Noi siamo l’Italia. Siamo il paese della bellezza. – ha aggiunto De Angelis - Ecco perché devono essere belle anche le aree industriali”.

Si parte con Frosinone, ma poi si proseguirà sui quattro agglomerati industriali del Consorzio Asi. Tutto realizzato attraverso un’intesa tra Asi, Regione Lazio ed Astral.

L’idea, come ribadito più volte dallo stesso presidente del Consorzio, è quella che “dotare il nucleo industriale delle infrastrutture servirà a rendere più competitivo l’intero sistema produttivo. Noi abbiamo già delle eccellenze, ma offrire tutto questo favorisce ulteriori investimenti”.

De Angelis non dimentica di ringraziare il presidente Zingaretti e il suo capo di gabinetto Ruberti, oltre al presidente del consiglio Mauro Buschini e alla consigliera Sara Battisti.

È poi la volta di parlare di Consorzio Unico.“Come commissario straordinario ho già predisposto tutti i documenti e sono pronti lo statuto, il piano strategico ed il progetto di fusione ed integrazione. Si procederà quindi all’approvazione di questi progetti, che a breve presenterò ufficialmente al presidente Zingaretti, per approvarli prima in giunta e poi successivamente nelle assemblee dei consorzi. E poi nascerà il più grande consorzio industriale d’Italia.

In questo modo saremo più vicini al territorio – aggiunge De Angelis per fugare ogni dubbio - Intanto perché resteranno le sedi operative, ovvero quelle che ci sono oggi, ma soprattutto cambierà la mission dei Consorzi. Cambieremo pelle. Diventeremo uno strumento che potrà utilizzare e gestire i fondi strutturali e le risorse del RecoveryFund. Saremo uno strumento utile per il territorio e per le imprese.

E subito partiremo con una dotazione importante, di cinquanta milioni di euro, sulle infrastrutture e sulla digitalizzazione degli agglomerati industriali. Questo significa portare la fibra su tutte le aree del Lazio. Una cosa è certa, con il Consorzio unico i territori saranno più forti. Conteranno di più”.

Tutto, naturalmente, in chiave sostenibile. Infine due idee rivoluzionarie, almeno per questo territorio. Una nuova vita per i capannoni dismessi, “per far tornare la luce e la bellezza contro il degrado”, e un asilo nido da realizzare in zona industriale “per venire veramente incontro alle esigenze delle famiglie”. L’arrosto di cui parlava De Angelis, al posto del fumo, sta tutto qui e in quelle diciassette opere.

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