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Alessia e Marina donano alla Asl: “Nella valigia per l’ultimo viaggio di mamma, le gioie che le avete regalato”

La 79enne Giuseppina Buonpane è scomparsa un mese fa dopo una lunga battaglia nel reparto di ematologia di Frosinone. Dalle figlie una donazione all’Azienda sanitaria: “La vostra presenza accanto a lei non solo professionale ma fraterna”

Foto ANSA

Le ciociare Alessia e Marina Fiorini hanno inviato una donazione alla Asl di Frosinone. Perché non dimenticheranno mai l'amore che è stato rivolto alla loro mamma, la compianta 79enne Giuseppina Buonpane, durante la sua lunga battaglia nel reparto di Ematologia dell'ospedale Spaziani del Capoluogo. In tempi di Covid, purtroppo, non era possibile starle fisicamente vicini.

Dal personale sanitario, però, non "solo" cure ma un amorevole abbraccio fino alla sua scomparsa. Giuseppina, tra il profondo cordoglio delle comunità di Frosinone e Veroli, è volata in cielo un mese fa. "Permettete al nostro grazie - scrivono in conclusione Alessia e Marina nella lettera inviata alla Asl - di aggiungere questo piccolo gesto di carità che abbiamo condiviso nei funerali di nostra madre, per sostenere la ricerca e il dolore di tanti".

Non prima di citare San Paolo Apostolo, che nella sua Lettera ai Filippesi scrive: "La vostra affabilità sia nota a tutti". Hanno sentito il dovere di riconoscere nel personale medico e infermieristico di Ematologia "una virtù di cui il mondo inizia ad essere sempre più povero - spiegano - L'affabilità, gemella della compassione". 

Alessia e Marina: "Nella valigia per l’ultimo viaggio di mamma, le gioie che le avete regalato”

"Nel lungo, interminabile, periodo di ricovero della nostra mamma Giuseppina Buonpane in questo reparto, segnato dalla lontananza obbligata a causa della pandemia da Covid-19 che stiamo vivendo, che ha segnato lei per prima e tutti noi, suoi familiari, la vostra presenza accanto a lei, non è stata solo professionale, ma fraterna, amicale, di vera compassione per il suo "brutto male", e di affabilità nel sopperire a tutto quanto lei potesse necessitare".

"Pur consapevoli delle gravissime condizioni in cui versava nostra madre, avete lottato per lei e con lei, offrendole ogni giorno, un motivo per non arrendersi e continuare ad avere il cuore oltre ogni ostacolo fisico e morale. Non saremo mai grate abbastanza a tutti voi, per quanto le avete regalato. La malattia non è mai solo fisica. Quando un corpo viene infiacchito dai segni della sofferenza, il suo cuore e la sua mente restano gravemente segnate da angoscia e turbamento".

"Il vostro non è e non potrà mai essere semplicemente un lavoro. Dietro quelle cartelle cliniche che trattate, dietro quelle patologie che affrontate, c'è una storia, ci sono dei legami, delle speranze, delle attese. Voi siete stati per nostra mamma, come lo continuate ad essere per tutti coloro che accudite amorevolmente, davvero sostegno e forza, aiuto nella tribolazione e incoraggiamento costante. Il sorriso, una carezza e quanto più di umano si riesce a condividere con i nostri "crocifissi" di questo mondo, lottando contro ogni egoismo, interesse di parte e indifferenza, sono e resteranno sempre la vera medicina che permette al cuore di continuare a battere per raggiungere quella luce che si chiama speranza".

"Grazie allora di cuore per quello che siete e per quello che fate. Ora che per nostra madre sono passate le cose di questo mondo, siamo certe che nella valigia per il suo ultimo viaggio di ritorno tra le braccia di Colui che ci ha creati, lei avrà messo anche quelle gioie che voi siete stati in grado di regalarle, e che hanno segnato gli ultimi sforzi di quella battaglia che ha affrontato nell'ultimo tratto di strada percorso in questo mondo".

"Continuate ad essere quella luce che tanti fratelli e sorelle ammalate, che voi agni giorno accudite, hanno perso a causa della fitta tenebra che si è abbattuta nella loro vita per l'arrivo inaspettato e insperato della sofferenza. Il mondo, questo nostro tempo è affamato di speranza, di guarigione, ma soprattutto è affamato di amore sincero. A tutte le medicine che potrete somministrate, come avete fatto per mamma, non fate mai mancare loro l'affabilità e la compassione che, chi varca quella porta di ingresso del vostro reparto, anzitutto si aspetta e che sarà necessaria per affrontare la sua lotta".

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