Assembramenti davanti agli sportelli della Uil, Tarquini: "Non ci riconosciamo nelle critiche negative"

Nei giorni scorsi si era creata qualche polemica per alcune foto girate sui social per assembramenti davanti agli sportelli della UIL. La Segretaria Generale è intervenuta sulla vicenda

Nei giorni scorsi si era creata qualche polemica per alcune foto girate sui social per assembramenti davanti agli sportelli della UIL, in via Mola Vecchia. La Segretaria Generale della UIL Frosinone, Anita Tarquini, ha commentato così la vicenda:

“A proposito di cose lette su Facebook riguardanti l’affollamento davanti ai nostri uffici di via Mola Vecchia, anche se non avrei voluto infilarmi in questa polemica, sento il dovere di difendere il lavoro che stiamo facendo. Prima di tutto mi preme chiarire che le forze dell’ordine non hanno avuto bisogno di “stimoli” ricevuti da Facebook per compiere il loro dovere, passano spesso da quando abbiamo rappresentato loro la situazione particolare di questi mesi. Noi abbiamo sempre aiutato ed aiutiamo le persone che si trovano in momenti di bisogno, sia lavoratori che non, tanto nelle esigenze legate a pratiche di lavoro che nelle esigenze di necessità differenti.

Durante il periodo di lockdown abbiamo consegnato grandi quantità di generi alimentari di prima necessità, abbiamo collaborato nel fornire alimenti alla Comunità di S.Egidio, abbiamo portato alimenti alla Caritas, abbiamo consegnato pacchi alimentari sia della camera di commercio che comprati da noi, abbiamo ricevuto, registrato ed elaborato più di 2000 (a 2000 abbiamo finito di contarle) richieste di cassa integrazione, richieste di aziende per accedere agli aiuti dello stato.

E’ da tempo che lavoriamo anche per appuntamento, cosa che ora è riservata a metà giornata vista la grande mole di lavoro e le scadenze di cui tener conto. Non ci riconosciamo proprio nelle critiche negative, mi dispiace solo che non si riesca a capire che ci sono periodi particolari. Noi abbiamo lavorato sempre, nel periodo di chiusure complete noi abbiamo continuato tutti i giorni a lavorare. Le ragazze che lavorano negli uffici hanno fatto e stanno facendo l’impossibile nel vero senso della parola. Per quanto riguarda le dovute precauzioni, a chi non ha la mascherina la diamo noi gratuitamente, misuriamo loro la temperatura con il termoscanner e facciamo usare i detergenti disinfettanti.  A chiusura degli uffici puliamo il piazzale. Viene tanta gente, perché? Forse perché accogliamo le persone sapendo che dietro di loro ci sono storie, tanti hanno famiglie lontane mille miglia; forse perché lavoriamo con coscienza e capacità e soprattutto con la consapevolezza dell’importanza di essere vicino agli altri. Un’ultima cosa, i ragazzi e le ragazze straniere non sono clandestini, sono regolari tutti altrimenti non potrebbero accedere al reddito di emergenza , certo creano problemi anche a noi perché è difficile gestire tante persone tutte insieme, ma le loro necessità vengono prima di tutto. Se ‘i ragazzi e le ragazze di colore attaccano i loro cellulari alla presa del condominio’ è per poter parlare alle 13 precise con le loro mamme”.

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