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Biodigestore, Legambiente replica duramente ai Medici di famiglia: "Non ci faremo intimorire"

Il presidente Ceccarelli parla di operazione squallida e meschina messa in atto per screditarli

Continuano le polemiche nel capoluogo ciociaro sulla "nascita" del nuovo impianto di trattamento dei rifiuti. Nei giorni scorsi il Comune di Frosinone aveva espresso la sua contrarietà alla realizzazione del biodigestore in via Antonello da Messina. Quello che, per via del potenziale impatto ambientale, è stato già fortemente criticato dall’associazione Medici di famiglia per l’ambiente e l’assessore all’Ambiente Massimiliano Tagliaferri vorrebbe al posto dell’ex discarica di via Le Lame.

La replica di Legambiente ai medici di Famiglia

"La misura è colma, ora basta! Legambiente non si farà certamente intimidire dalla vergognosa e risibile macchina del fango messa in piedi dall’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone e Provincia, tesa a delegittimare chi con la sola forza degli argomenti si oppone alle proprie tesi". Queste le parole del Presidente del Circolo di Legambiente Frosinone Stefano Ceccarelli che poi prosegue.

"Anziché rispondere nel merito alla posizione articolata di Legambiente e del nostro Circolo sui biodigestori e accettare un civile confronto, dall’alto di non si sa quale pulpito ci si è arrogati il diritto di collocare la nostra associazione nella schiera di chi sta “dalla parte del profitto”, così da screditare non l’opinione espressa ma chi la sostiene. Operazione squallida e meschina, tanto più quando si tende a spacciare per affarismo e collusione con interessi privati l’accesso a fondi erogati in modo trasparente dall’UE per un progetto teso a promuovere l’accettabilità sociale della produzione di biometano mediante processi partecipativi della popolazione e di coinvolgimento attivo dei soggetti interessati.

Ma la campagna di delegittimazione subdolamente orchestrata dall’Associazione Medici per l’Ambiente è persino andata oltre, spingendosi fino alla condivisione a tappeto sui social di un pezzo di una testata giornalistica risalente al 2013 (!!) relativo ad una vicenda ormai archiviata di nessuna rilevanza penale per Legambiente, su cui peraltro c’era stata un’ammissione di responsabilità da parte di un soggetto (che oltretutto non rivestiva cariche nell’associazione) che all’epoca aveva commesso una leggerezza.

Ma si sa, leggere è faticoso e per fare scalpore basta un titolone ad effetto, e così la condivisione di questo genere di articoli a distanza di sette anni diventa perfettamente confacente allo scopo perseguito, che è quello di tentare con ogni mezzo di infangare un’associazione che in 40 anni ha fatto la storia dell’ambientalismo italiano e ha costruito nel tempo un patrimonio di credibilità e autorevolezza riconosciuto da tutti. Gettare fango su Legambiente, oltretutto, vuol dire offendere volgarmente le decine di migliaia di volontari che in tutta Italia si impegnano quotidianamente in maniera disinteressata per difendere l’ambiente, combattere le ecomafie e contrastare gli inquinatori. Chi si presta a simili miserrime operazioni rende un pessimo servizio a tutti coloro che difendono i nostri stessi valori e in definitiva non fa altro che screditare
sé stesso.ì Chiediamo dunque a tutte le associazioni del territorio, ai movimenti politici e ai singoli cittadini, a prescindere da come la si pensi sulla gestione dei rifiuti, di prendere le distanze dal grave comportamento assunto dall’Associazione Medici per l’Ambiente di Frosinone e di condannare apertamente e pubblicamente la campagna d’odio scomposta di cui siamo incolpevoli vittime".

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