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Una visione panoramica della zona

Una visione panoramica della zona

Campi da padel in zona Asi, pronto il ricorso al Tar da parte del comune di Frosinone

Nel mese di dicembre l'ordinanza del dirigente dopo aver constatato l'installazione di cinque campi all'interno di una delle strutture dismesse. Proprio in questi giorni il presidente Asi De Angelis ha parlato di una nuova vita per questi siti

La zona dell'Asi di Frosinone torna al centro dell'attenzione mediatica tra campi da padel, lo sport del momento che partendo dal sud America oramai ha preso piede anche in Italia ed in Ciociaria dove i circoli si moltiplicano a vista occhio, e proposte di rilancio dei capannoni dismessi dove fino a qualche anno fa c'erano importanti insediamenti produttivi. 

Il comune di Frosinone si costituirà in giudizio nel procedimento promosso dinanzi al Tar del Lazio, sezione staccata di Latina, da una società sportiva che ha realizzato, senza il legittimo titolo edilizio, un impianto sportivo all'interno di alcuni capannoni, in zona sottoposta al piano regolatore dell'Asi.

Il comune di Frosinone, infatti, lo scorso dicembre aveva emanato una specifica ordinanza a firma del dirigente del settore Pianificazione Territoriale, S.u.e. e ambiente, con cui veniva ingiunta la demolizione sotto la comminatoria delle sanzioni di legge, dei lavori consistenti nella realizzazione dei campi di padel ed opere accessorie con ritenuta modifica di destinazione d’uso di un capannone, in zona a destinazione produttiva, a ridosso dell'area del casello autostradale, in ritenuta assenza di titolo edilizio.

A seguito del sopralluogo dell’ufficio tecnico comunale, constatata l’installazione di 5 campi di padel e opere accessorie in corso di esecuzione, il Comune evidenziava che la zona territoriale era sottoposta alla pianificazione Asi, nella quale l’edificazione è disciplinata dal combinato disposto dagli articoli 8 e 16 delle norme tecniche di attuazione del Piano Asi che non prevedono, all’interno di fabbricati esistenti, la costruzione o installazione di strutture sportive e, dunque, anche campi di padel.

La questione urbanistica è stata, quindi, rimessa all'apprezzamento dei giudici amministrativi di Latina, che sono chiamati a pronunciarsi su un caso che potrà costituire un elemento di ulteriore chiarezza, in ordine alle attività consentite nell'area industriale del distretto del Frusinate.

Le parole di De Angelis per il progetto per la nuova vita dei siti industriali

“Daremo nuova vita ai siti industriali dismessi. Sarà un obiettivo prioritario per far tornare la bellezza al posto del degrado e,soprattutto, sviluppo e occupazione. Una luce nel buio”. Francesco De Angelis, presidente del Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Frosinone e commissario per il Consorzio Unico del Lazio, ha annunciato uno dei suoi prossimi obiettivi con grande soddisfazione.

“Stiamo lavorando per la reindustrializzazione dei siti dismessi, che da una parte rappresentano una minaccia sotto il profilo paesaggistico e ambientale, e dall’altra potrebbero essere una nuova ed importante opportunità di sviluppo. Lo abbiamo già fatto con un progetto pilota sulla Videocon, dove ora è in corso la ristrutturazione e dove presto torneranno lavoro, produzione e occupazione, e lo faremo per altri siti.

C’è una legge dello Stato che ce lo consente. Una legge in cui è specificato che un sito abbandonato da oltre cinque anni e che abbia ricevuto, nel corso della sua storia, un finanziamento pubblico superiore al valore attuale dello stesso sito, può essere acquisito dal Consorzio a costo zero”.

Il riferimento è alla legge 448 del 1998 (art. 63). “È quello che faremo. E lo faremo nell’ambito del programma sull’attrazione di investimenti. Stiamo già lavorando ad una mappa dei siti dismessi che insistono sull’intero territorio regionale. Li individueremo uno ad uno con l’obiettivo di far tornare la luce, la produzione ed il lavoro.Tutto questo è importante per lo sviluppo, ma anche per la bellezza. – ha concluso il presidente De Angelis - Un sito abbandonato rappresenta il simbolo di un degrado che non possiamo più tollerare. Ecco perché questa è una battaglia che faremo e che stiamo già facendo”.

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