Sabato, 15 Maggio 2021
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Detenuto egiziano prende a calci un agente e lo manda in ospedale

Il brutto episodio è avvenuto all'interno del carcere di Frosinone. Si tratta dell'ennesima aggressione

Ancora una aggressione all'interno del carcere di Frosinone. Nei giorni scorsi un assistente capo della casa circondariale di via Cerreto è stato colpito con un calcio al bacino da  un detenuto egiziano durante l'ora d'aria in cortile. A causa di quel calcio sferrato con indaudita violenza l'agente di polizia penitenziaria è dovuto ricorrere alle cure ospedaliere.

Ricostruiscono l’evento Franco d’Ascenzi e Piero Pennacchia, dirigenti sindacali del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria: “Martedì, verso le 13, un detenuto di origine egiziana, mentre si recava al passeggio, senza un giustificato motivo prima ha minacciato l'Assistente Capo di Polizia Penitenziaria addetto alla vigilanza del cortile passeggio, dopo di che lo ha colpito sferrandogli un violento calcio all'altezza del bacino facendolo cadere rovinosamente a terra. Il malcapitato collega è dovuto ricorrere al pronto soccorso dell'ospedale cittadino. Ora ci si domanda per quale motivo un servitore dello Stato viene abbandonato al suo destino in balia di qualche centinaio di detenuti, oggetto di insulti e aggressioni. Ciò che mortifica di più è l'indifferenza dell'Amministrazione Penitenziaria che si mostra buona con i delinquenti e giustizialista con i suoi dipendenti. A Frosinone eventi del genere sono ormai all'ordine del giorno, il personale è stanco di subire umiliazioni ogni giorno a causa di una amministrazione matrigna che non tiene affatto al benessere del personale”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, sollecita Ministro e Capo DAP a intervenire: “Questa di Frosinone è l’ennesima grave e intollerabile aggressione da parte di detenuti ai danni di appartenenti alla Polizia penitenziaria. I detenuti evidentemente sono convinti non di essere in carcere a scontare una pena ma in un albergo, dove possono fare ciò che preferiscono… Ed è grave che la recrudescenza degli eventi critici in carcere si è concretizzata proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia PenitenziariaAl collega contuso va la nostra vicinanza e solidarietà nonché un ringraziamento particolare per l’intervento che nonostante le conseguenze riportare ed incuranti di qualsiasi pericolo ha permesso di bloccare il detenuto violento. La situazione nelle nostre carceri resta allarmante e la realtà è che i nostri poliziotti continuano ad essere aggrediti senza alcun motivo o ragione. Ma è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziari, a cominciare dal ripianamento delle carenze organiche dei Reparti di Polizia Penitenziaria del Lazio ed una normativa disciplinare che punisca seriamente, anche in termini di concessione di permessi e benefici vari, chi si permette di aggredire i nostri Agenti. E poi, subito, l’espulsione dei detenuti stranieri per fare scontare loro la pena nei Paesi di provenienza. Non hanno nulla da perdere e sono maggiormente loro a rendersi protagonisti di eventi critici. E’ intollerabile ed inaccettabile! ”.

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