Consiglio comunale in sicurezza? L'opposizione effettua un sopralluogo: "Ecco come stanno le cose"

Non solo misurazioni e foto. I consiglieri comunali si confrontano con funzionari e tecnici. "Abbiamo appreso che la scelta di non utilizzare lo strumento della videoconferenza non è stata dettata da impedimenti di natura tecnica"

È notizia ormai risaputa che ieri pomeriggio 14 maggio i locali della sede della Protezione Civile di Frosinone hanno ospitato la seduta del Consiglio comunale del capoluogo con sindaco, consiglieri ed assessori dotati di guanti e mascherine, e seduti a debita distanza l'uno dall'altro. Una seduta oggetto di numerosi botta e risposta tra maggioranza ed opposizione che ha chiesto fino all'ultimo che l'assemblea si riunisse in videoconferenza e non in presenza, preannunciando l'assenza di 9 consiglieri di minoranza. Tutto ciò per 'motivi di sicurezza'. La sala presente nell'ex Forum di piazzale Europa non offrirebbe uno spazio adeguato per ospitare il numero di persone previste né garantirebbe un'adeguata areazione. Questi i punti più volte sottolineati dall'opposizione che, a qualche ora dal suono della campanella, ha effettuato un sopralluogo prima di prendere la decisione definitiva ed astenersi dal Consiglio comunale. 

Il resoconto post sopralluogo

"Ieri mattina - scrivono in una nota a firma di Fabrizio Cristofari, Angelo Pizzutelli, Vincenzo Savo, Massimo Calicchia, Daniele Riggi, Fabiana Scasseddu, Christian Bellincampi, Marco Mastronardi, Stefano Pizzutelli - una delegazione composta dai consiglieri Stefano Pizzutelli, Marco Mastronardi e Daniele Riggi ha eseguito un sopralluogo presso i locali scelti dal Presidente e dall’ufficio di Presidenza per lo svolgimento del Consiglio Comunale. Il consiglio prevedeva due sedute consecutive, quella straordinaria con  6  punti all’Ordine del giorno e, a seguire, il Question Time. Innanzitutto abbiamo appreso dai funzionari e tecnici presenti, che la scelta di non utilizzare lo strumento della videoconferenza non è stata dettata da impedimenti di natura tecnica. Il sistema di videoconferenza è peraltro a costo zero per l’Ente, essendo la piattaforma stata fornita gratuitamente. Si deve quindi dedurre che la scelta di un consiglio in presenza sia stata una specifica volontà dell’Amministrazione.

Rilevazioni 

I delegati hanno visionato i locali, accompagnati dai funzionari ed hanno anche provveduto a rilevare qualche dato metrico e scattare qualche foto. La superficie del locale - che dovrebbe essere idoneo ad ospitare 33 consiglieri, 8 Dirigenti e funzionari, 4 funzionari dell’ufficio di presidenza ed 8 assessori, per un totale di 53 persone - è di circa 170 mq. L’altezza utile interna è di 3,20 m., mentre l’area finestrata apribile, costituita da 4 finestre con apertura a vasistas a 30°, è di circa 7,50 mq. (che in ragione della tipologia di apertura parziale è da considerare ridotta almeno del 50%). L’entrata e l’uscita dal locale è unica e di larghezza pari a circa 1,20 m. Si aggiunge  infine, che “lo schermo per i cittadini” è rappresentato da una TV da 40” posta al piano superiore, quindi praticamente invisibile dalla zona porticata, zona peraltro frequentata dai clienti delle attività commerciali presenti nel centro.

Dubbi e perplessità degli esperti

Ferma restando la nostra convinzione sul fatto che la scelta migliore sarebbe stata quella della videoconferenza, abbiamo comunque condiviso queste informazioni con esperti della materia, che ci hanno rappresentato e confermato una serie di perplessità - se non di profonde preoccupazioni -  riguardo il rispetto delle disposizioni vigenti.

I principali dubbi risiedono nella superficie del locale, sia in relazione al rapporto presenze/superficie che non permetterebbe il giusto spazio di distanziamento che ammonta a 4 mq/persona, sia in merito ai ricambi d’aria necessari, peraltro in correlazione ad una durata non prevedibile, ma stimabile in alcune ore, che, sempre in base alle presenze previste non permetterebbe i necessari ricambi d’aria naturali neanche in condizioni di “normalità” e certamente non nelle attuali condizioni di emergenza.

La scelta dell'Amministrazione

In altre parole questa Amministrazione, dopo aver convocato questo consiglio comunale con modalità molto discutibili - essendo la seduta stata convocata da una conferenza dei capigruppo che non aveva la convocazione dell’assise all’ordine del giorno ma una irrituale ‘informativa del sindaco’ - si arrocca nella propria volontà (inspiegabile) di convocarlo “in presenza” anziché (o quantomeno anche) in videoconferenza - come più volte sollecitato dagli scriventi - e, addirittura, pretende di svolgere ben due sedute consecutive in locali fondatamente non idonei.

La decisione di non partecipare

I sottoscritti consiglieri comunali hanno quindi deciso di non partecipare alla riunione non essendo state garantite le condizioni di sicurezza per i dipendenti dell’Ente e per i consiglieri e si chiedono come possa l’ostinazione di qualcuno esporre ad un rischio così elevato la salute dei partecipanti e di tutta la collettività, quando una scelta di buon senso, disponibile e perseguibile a costo zero - come dimostrano tanti altri Comuni sparsi in tutta Italia - avrebbe comportato un rischio zero per tutti.

Chieste verifiche

E certamente, anche guardando in streaming immagini di affollamento di gruppi di partecipanti alla seduta, gli scriventi si chiedono quale esempio venga dato ai cittadini che hanno sopportato e stanno sopportando mille difficoltà e sacrifici. Gli scriventi chiedono che venga eseguita una verifica tecnica e seria dell’aula prescelta, anche in ragione del fatto che il consiglio sarà sicuramente di nuovo convocato a breve. Si riservano di vagliare i motivi di nullità della seduta per il mancato rispetto delle formalità di convocazione e per essersi svolta in locali privi dei requisiti di sicurezza richiesti dalla legge".

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