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Qualità dell'aria, al via i controlli sulle caldaie nel Capoluogo

L’attività di verifica, che sarà condotta dall'Apef, rientra tra gli interventi di risanamento della qualità dell’aria di cui l'amministrazione è promotrice, tenuto conto, anche, della valida alternativa rappresentata dal servizio del trasporto pubblico locale, che può contare su una flotta di autobus a basso impatto ambientale

L’assessorato all’ambiente del Comune di Frosinone, con il coordinamento di Massimiliano Tagliaferri, ha attivato, anche quest’anno, il servizio di verifica e controllo degli impianti termici sul territorio comunale nell'ambito del progetto "Calore pulito". L’attività di verifica, che sarà condotta dall'Apef, rientra tra gli interventi di risanamento della qualità dell’aria di cui l'amministrazione è promotrice, anche attraverso le necessarie limitazioni del traffico per quanto attiene alla mobilità veicolare, tenuto conto, anche, della valida alternativa rappresentata dal servizio del trasporto pubblico locale, che può contare su una flotta di autobus a basso impatto ambientale, essendo integralmente costituita da automezzi euro 5, euro 6, a metano e a batteria.

Del resto, gli interventi di rimodulazione del traffico veicolare, riguardanti sia i mezzi pubblici che quelli privati, non potrebbero rivelarsi sufficienti in assenza del corretto utilizzo delle caldaie e degli impianti termici, sia civili che industriali, ritenuti i principali responsabili delle emissioni in atmosfera delle polveri sottili: stando al recente studio dell’Ispra, la voce più “pesante” dell’inquinamento da PM 2,5 è costituita proprio dal riscaldamento.

Il servizio ambiente ha proceduto, così, all’estrazione delle zone da verificare, secondo i criteri fissati dalla normativa vigente. Il capoluogo è stato suddiviso in tre zone (centro storico, parte bassa, zone periferiche). Sono stati selezionati, quindi, i seguenti quadranti: viale America Latina e quartiere Giardino e rispettive aree limitrofe; quartiere Scalo; San Liberatore, Casilina sud e aree limitrofe.

Tra l’inizio dell’anno termico - in concomitanza con l’accensione degli impianti – e la fine dallo stesso, gli incaricati effettueranno circa 650 controlli, come previsto da legge.

La visita a domicilio sarà annunciata dalla Apef all’utente con almeno 15 giorni di anticipo, mediante avviso o raccomandata a mano, indicante la data e le modalità di esecuzione del controllo in sito. Verrà richiesta la presenza sul posto del responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell'impianto (proprietario, occupante, amministratore o terzo responsabile), o di una persona da lui delegata.

L’addetto alla verifica controllerà che gli impianti siano gestiti e manutenuti in modo conforme a quanto disposto dalla legislazione e dalle normative tecniche applicabili. Inoltre, limitatamente alle parti visibili o a quanto controllabile con gli strumenti di usuale dotazione, verificherà lo stato delle coibentazioni, dei condotti di evacuazione dei prodotti della combustione, oltre che dei dispositivi di regolazione, controllando la temperatura del generatore. Saranno oggetto di controllo anche la presenza e l’idoneità dei sistemi di aerazione dei locali in cui è installato il generatore di calore e l'esistenza del cartello, nei casi previsti dalla legge, indicante i periodi di funzionamento dell’impianto e la zona climatica di appartenenza dello stesso. A controllo avvenuto, l’incaricato provvederà alla compilazione di un verbale (Rapporto di Prova) corredato di un documento da cui dovranno risultare i dati previsti dalla normativa, rilevati e calcolati, con l’eventuale giudizio di rispondenza.

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