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Coronavirus, anche in Ciociaria verranno somministrati gli anticorpi monoclonali

I pazienti che possono trarre giovamento ed ai quali può essere somministrato l’anticorpo monoclonale, sono soggetti di età >12 anni, positivi per SARS-CoV-2, non ospedalizzati per COVID-19, non in ossigenoterapia per COVID-19, con sintomi di grado lieve-moderato di recente insorgenza

Oltre ai vaccini che come sappiamo rappresentano la via maestra per sconfiggere il Covid-19 anche le cure per i malati si stanno indirizzando su una strada sempre più precisa ed è notizia di queste ore che anche in Ciociaria verranno utilizzati gli anticorpi monoclonali.

La crescente disponibilità di farmaci, potenzialmente utili nella fase iniziale della infezione in pazienti paucisintomatici per COVID-19, è destinata a modificare la gestione precoce di tali pazienti anche a domicilio, in una maggiore interazione tra ospedale e territorio, al fine di ridurre il tasso di progressione clinica della malattia, le necessità di ospedalizzazione e il sovraccarico assistenziale delle strutture ospedaliere.

Il bollettino del 22 marzo

In quest’ottica, rivestono particolare importanza i nuovi anticorpi monoclonali diretti contro il virus SARS-CoV-2, autorizzati temporaneamente sul territorio nazionale dal Ministero della Salute.

La ASL di Frosinone è stata autorizzata all’impiego di tali terapie. È stato già attivato il Centro per somministrazione monoclonali anti-SARS-CoV-2, costituito da un team multidisciplinare la cui responsabilità è affidata alla UOC Malattie Infettive.

"I pazienti che possono trarre giovamento ed ai quali, quindi, può essere somministrato l’anticorpo monoclonale, sono soggetti di età >12 anni, positivi per SARS-CoV-2, non ospedalizzati per COVID-19, non in ossigenoterapia per COVID-19, con sintomi di grado lieve-moderato di recente insorgenza (e comunque da non oltre 10giorni) che non necessitano di ossigenoterapia supplementare per COVID-19 e che sono ad alto rischio di progressione a COVID-19 severa.

Il reclutamento alla terapia avviene solo tramite delle strutture di Pronto Soccorso o attraverso Medici di famiglia/Pediatri/USCAR per i soggetti domiciliati.

Nella ASL di Frosinone - si legge in una nota della Asl - sono già in uso tante terapie per trattare il COVID, quali il Remdesivir (terapia antivirale) ed il Plasma Iperimmune, che vanno necessariamente somministrati entro il 10° giorno dall’esordio dei sintomi, al fine di avere risposte positive da parte dei pazienti ai quali vengono somministrati.

Trattandosi di terapie del tutto innovative ed, in alcuni casi, non ancora autorizzate, sarà necessaria la massima attenzione alla segnalazione di qualsiasi evento avverso dovesse occorrere a seguito della somministrazione di tali farmaci, nell’ottica di un miglioramento delle informazioni disponibili e di una migliore efficacia e sicurezza d’uso".

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