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Coronavirus e divieti: la provocazione e lo sfogo di due imprenditori frusinati

Un imprenditore della parte alta del capoluogo ha fatto sapere che questa sera il suo pub resterà aperto anche dopo l’orario consentito dal Dpcm. Un’imprenditrice paragona la sua attività ad una nave in balia delle onde

Questa sera, in segno di protesta, molte attività in Italia resteranno aperte oltre l’orario consentito dalle misure imposte dal governo per contrastare il Coronavirus. A Frosinone solamente un imprenditore della parte alta del capoluogo ha fatto sapere che aderirà alla protesta, lasciando il proprio negozio con le luci accese anche quando, secondo il Dpcm, dovrebbero essere spente.

Fernando Incitti, giovane imprenditore del centro storico di Frosinone, nonché noto esponente politico provinciale, non ci sta e terrà aperto il suo locale. ''Venerdì sera l'Old Town sarà regolarmente aperto fino alle ore 22, con tutte le precauzioni del caso dovute al Covid - ha dichiarato Incitti - sarà solo per una sera, tanto per iniziare: l'obiettivo è dimostrare a tutti che ci sono tanti italiani che non si arrendono e che non vogliono restare a guardare impotenti mentre questo Governo continua a distruggere questa Nazione. Il tempo delle parole è finito bisogna lanciare un segnale forte e deciso, con il sorriso tra le labbra e con tante pernacchie per Conte e compagnia cantante''.

Lo sfogo di una proprietaria di un centro fitness: "siamo come una nave in balia delle onde"

Incitti non è certo il solo imprenditore ciociaro ad essere indignato per la situazione. Molti altri dimostrano la propria indignazione e rabbia sui social, ricevendo molti consensi e parole di conforto. Come nel caso di Monia Minotti, proprietaria, insieme al suo compagno Raffaele Cirillo, della palestra Omnia Fitness di Frosinone. La giovane imprenditrice frusinate ha paragonato, in un ironico post, la propria attività ad una nave in balia delle onde.

“Le nostre navi, quelle del fitness dell’arte e dello spettacolo sono state lasciate in balia delle onde nel mezzo di un oceano agitato – scrive sul proprio profilo Facebook la proprietaria del centro fitness – Le nostre navi un po’ fallate restano a galla (almeno ci provano) con la ciurma a bordo affacciata a guardare la costa dove c’è movimento, certo non è’ bellissimo quello che vediamo da qui ma almeno la vita va avanti. Noi siamo fermi, attendiamo che ci facciamo riprendere a navigare, ma siamo stati esiliati in mare aperto come reietti, come untori, come la peste. Niente soccorsi, per noi solo briciole (per chi le ha avute) lanciate con i cannoni, in più dalle nostre navi qualcuno scappa con le scialuppe preferendo rimanere in mare da solo o su barche più piccole, d’altronde come biasimarli, le nostre navi potrebbero affondare. Restiamo in pochi a bordo a lottare e a riparare le falle per essere pronti a ripartire.

Però’ Continuiamo a non capire  - aggiunge Monia Minotti- noi siamo quelli esiliati perché diffondiamo il male, tenendoci lontani da mesi ormai, eppure il male continua a diffondersi sulla terra più di prima. Ma vuoi vedere che non abbiamo capito nulla? Allora ci state tenendo lontani per salvarci? L’unica risposta logica che ci viene in mente adesso è che siete quelli che della salute ne fanno una missione una passione un ideale e quindi state al sicuro perché a tutti quelli che resteranno serviranno le vostre cure per lo spirito e per il corpo. Allora vi dobbiamo delle scuse e un grazie sentito! Teneteci ancora al salvo, attendiamo segnali di fumo!”.

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