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Il viaggio di Gioia per diventare Chris e per raggiungere un grande sogno: vivere

Chris come un bruco nei suoi primi istanti di vita si sentiva prigioniero in un corpo che non sentiva suo. Da qui la decisione di intraprendere un lungo e tortuoso viaggio per diventare, finalmente, una farfalla libera di volare

“Ciao, sono Chris sono un ragazzo trans in terapia ormonale da 1 anno e 3 mesi. Ho 27 anni e non ricordo più la sensazione di una maglia che si poggia sulla pelle. Non so più cosa voglia dire farsi un bagno al mare, né ricordo più la sensazione che ti dà il momento in cui si indossa un costume”. Inizia così la richiesta d’aiuto di Chris Riccardi, un ragazzo trans di Frosinone che ha un grande obiettivo ed un sogno da raggiungere: vivere. Chris solo un paio di anni fa si chiamava Gioia, ma come un bruco nei suoi primi istanti di vita si sentiva prigioniero in un corpo che non sentiva suo. Da qui la decisione di intraprendere un lungo e tortuoso viaggio per diventare, finalmente, una farfalla libera di volare.

Ciao Chris, quanto è importante per te portare a termine questo percorso?

"Portare a termine il percorso, determina la felicità permanente della vita che dovrò vivere per molti anni ancora. Anzi, mi correggo, equivale a nascere per la prima volta, perché ad oggi sono ancora incatenato nel mio bozzolo. Il termine del percorso è soggettivo, c'è chi lo considera terminato con il semplice percorso ormonale e chi invece vuole affrontare il cambio documenti ed i vari interventi. Ovviamente i tempi dei tribunali italiani, sappiamo tutti quanto prolissi siano ed il disagio è proprio questo : dover uscire di casa da persone completamente diverse dal documento che purtroppo (in alcuni casi) dobbiamo esibire. Tutto ciò, non tutela la nostra privacy, poiché (per esempio) ad un fermo della polizia, siamo costretti ad esibire oltre al documento, anche la relazione che attesta che siamo in transizione e che quindi, la foto del documento potrebbe non combaciare con l'aspetto estetico attuale£.

Hai avuto difficoltà sociali quando eri in fase adolescenziale?

"Fortunatamente, in età adolescenziale, non ho mai avuto grandi problemi, eccetto qualche "ma comportati da femmina e vestiti da femmina, inutile che giochi a fare il maschio", però cercavo di non farmi ferire troppo dalle loro parole. La mia vita era già troppo dolorosa per l'aspetto che non combaciava con la mia anima, con il mio sentire, non potevo permettermi di dare loro l'importanza che non avevano e non meritavano".

Sappiamo che ultimamente hai problemi di disforia, ovvero di forte disagio per il proprio corpo. Ci racconti il perché?

"Purtroppo il corpo è un tasto dolente perché pur avendo con la terapia ormonale, dei risultati ottimi, rimangono degli organi che anche solo durante una doccia, mi lacerano l'anima. Nel mio caso, in questo momento, il motivo della forte disforia è proprio il seno, che non è mai stato in linea con ciò che sono. Per alleviare questo dolore, indosso tutti i giorni un binder (canotta contenitiva) che regala alla vista, un petto tipicamente maschile, ma il problema rimane ed io che lo so, muoio ogni volta che percepisco il mio seno".

Perché la pratica della mastectomia è così lunga in Italia e quanti soldi servono per portarla a compimento?

"In Italia, la ricostruzione del petto maschile si può effettuare solo dopo una sentenza del tribunale, dove rilascia il via libera alla rimozione di uno o più organi sani. Purtroppo non siamo liberi di decidere sul nostro corpo, quindi dovendo aspettare anni per l'udienza e la sentenza, si allunga inevitabilmente l'attesa. Se invece si è provvisti di sentenza, le liste di attesa per l'intervento tramite SSN (quindi gratuito), vanno dall'anno in poi, per questo molti ragazzi trans, si rivolgono al privato, dove gli interventi partono dai 6.000 euro a salire (il costo varia ovviamente da chirurgo a chirurgo)".

Ci sono tanti ragazzi che vogliono cambiare sesso in Italia, ti sei mai rapportato e confrontato con qualcuno di loro?

"In Italia siamo davvero in tanti ad intraprendere il percorso di transizione, motivo per il quale, faccio parte di un gruppo di Facebook dove poterci dare forza e conforto a vicenda. Si condividono gioie e dolori, perché se non ci si sostiene tra noi, di certo la società non lo farà mai".

Cosa vuoi dire a chi come te sta affrontando questo percorso?

"A prescindere dall'età, non è mai troppo tardi per regalarsi una vita degna di essere vissuta. Il percorso è lungo, a tratti doloroso (psicologicamente), ma non ci si deve scoraggiare, la felicità arriva piano piano, ma quando arriva, rimane per sempre.
Abbiate sempre il coraggio di essere voi stessi, amatevi e ricordate sempre: non avete nulla che non va, siete bellissimi esattamente così come siete".

Qual è il tuo sogno?

"Ho tanti sogni, a dire il vero, ma il primo tra tutti è proprio quello di sottopormi all'intervento di ricostruzione del petto maschile. Sai, io non ho mai vissuto davvero, non ricordo più la sensazione di una maglia che si poggia sulla pelle, né ricordo più l'odore del mare, motivo per il quale ho avviato una raccolta fondi, per potermi operare il prima possibile. Anche un solo euro, può fare la differenza perché l'unione fa la forza. Come dico sempre, tutto è difficile ed ogni decisione richiede il suo coraggio, ma ci vuole più coraggio a rimanere nei panni che non ci rispecchiano".

Chris adesso è un bozzolo di farfalla, pronto a schiudersi da un momento all’altro. Ma per spiegare le ali e cominciare finalmente a volare ha bisogno di aiuto.

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