La fibra ottica non “decolla”, in provincia di Frosinone copertura ancora troppo bassa

Il territorio ciociaro si piazza al quarto nel Lazio con una percentuale ferma al 59,2%, davanti solo a Rieti

Non sono certo buone le notizie sulla diffusione della fibra ottica nella Provincia di Frosinone. Nonostante le direttive ministeriali che sin dal 2017 imponevano un netto passo in avanti su tutto il territorio nazionale la provincia ciociara (dati rete.gruppotim.it riferiti a dicembre 2017)  è al quarto posto con il 59,2% del territorio coperto davanti solo a Rieti fermo al 46,7, ma dietro a Viterbo con il 62,1, la provincia di Latina è molto più avanti con il 78,9  e Roma è la prima provincia del Lazio con il 90,9.

La classifica nazionale

Una classifica nazionale che abbastanza sorprendentemente vede nelle prime tre posizioni due città del sud: dopo Milano con il 95,5 della copertura del territorio c’è Bari con il 94,6 e Napoli 93,7. Mentre nel Lazio c’è una copertura del 84,3 percento per le abitazioni (NGAN).

Il gap tecnologico

Nel 2018 avere la fibra nelle case ma soprattutto negli uffici è diventato di fondamentale importanza per restare al passo con i tempi, navigare in rete ad un velocità superiore ai 10 mega, massimo 20 della “vecchia” Adsl oggi significa poter scambiare molto più velocemente i dati, le foto ed i video. Speriamo che i lavori di adeguamento alla nuova tecnologia anche nelle provincia di Frosinone nel 2018 facciano un passo in avanti deciso.

Il semaforo che tutela gli utenti

Fibra, stop alle fregature. Verde, giallo e rosso, serviranno a distinguere immediatamente il tipo di collegamento internet garantito. Questo quanto stabilito dall’Autorità garante per le comunicazioni (Agcom). Il tutto per dare un giro di vite alle pubblicità ingannevoli per gli abbonamenti alla rete fissa. Le compagnie telefoniche ora potranno dichiarare di connettere l’abbonato in fibra solo se l’infrastruttura porta la fibra fino all’abitazione (fiber to the home, ftth) o all’edificio (fiber to the building, fttb). Se così fosse le compagnie potranno decantare i collegamenti in fibra anche con “aggettivi superlativi o accrescitivi“, recita il regolamento dell’Agcom. In caso contrario non si potrà parlare di fibra tout court. Se la fibra arriva fino agli armadi in strada (fiber to the cabinet, fttc) o alla stazione radio (fixed wireless access, fwa), le compagnie dovranno specificarlo.

Potranno scrivere fibra solo se affiancheranno la precisazione “su rete mista rame” o “su rete mista radio”. E “presentandola in ogni caso in termini di uguale leggibilità o udibilità“, chiarisce la nota. Il messaggio deve risultare forte e chiaro. Se mancassero anche queste infrastrutture e la rete non permettesse di usare servizi a banda ultralarga l’uso della parola fibra è vietata.

Le direttive dell'Agcom

Perché la comunicazione sia chiara l’Agcom ha imposto anche di adottare un sistema a semaforo. I colori, verde, giallo e rosso, distinguono i livelli del servizio e dovranno consentire di confrontare in modo immediato costi e qualità di un’offerta internet. Disco verde, accompagnato dalla lettera F (sottotitolo: fibra), per la banda ultralarga propriamente detta (quindi ftth o fftb). Il semaforo giallo, con la sigla Fr (fibra mista rame o mista radio), distingue invece i collegamenti all’armadio o alla stazione radio. Colore rosso e sigla R (che sta per rame o radio) se la rete non è a banda ultralarga.

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