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Dossier Openpolis sui servizi di infanzia: capoluogo ciociaro vicino alla soglia fissata nel consiglio europeo

Il dossier “E Con i bambini" ha evidenziato lo stato dei servizi di infanzia in Italia. Ottimi dati per il capoluogo ciociaro che sfiora la soglia fissata nel consiglio europeo di Barcellona (33%) con il 32,7 % di posti autorizzati per 100 bambini dai 0 ai 2 anni. Male invece la situazione nel Sud Italia

Il Dossier di Openpolis “E con i bambini” ha evidenziato lo stato dei servizi di infanzia in Italia. Ottimi dati per il capoluogo ciociaro che sfiora la soglia fissata nel consiglio europeo di Barcellona. Male invece la situazione nel Sud Italia, specialmente per quanto riguarda Catania e Crotone con appena 5 posti disponibili per 100 bambini. 

Il report analizza la situazione con i dati dell'anno 2018-2019 con l'offerta nazionale che è passata dal 22,5% del 2013 al 25,5% di 6 anni più tardi con la necessità di incrementare la copertura con almeno 100mila nuovi posti, tra pubblico e privato. Non solo. Il dossier, infatti, mostra un sensibile divario tra il Nord ed il Sud Italia. Le aree del paese dove la copertura potenziale è più elevata sono spesso quelle dove il servizio si è affermato storicamente prima. 
 
Negli ultimi anni l’offerta di asili nido e servizi prima infanzia è cresciuta, a livello nazionale, dai 22,5 posti del 2013 ai 25,5 del 2018. All’inizio della serie storica – si legge su Openpolis - erano oltre 10 i punti che separavano dal parametro europeo del 33%. Oggi – nonostante tale distanza si sia ridotta – sono ancora 7,5. 

Questo incremento medio non è stato omogeneo sul territorio nazionale. Due aree del paese, il centro e il nord-est, che partivano da livelli di copertura più elevati, hanno raggiunto la soglia dei 33 posti ogni 100 bambini, fissata nel consiglio europeo di Barcellona. Il nord-ovest si è progressivamente avvicinato ai 30 posti ogni 100 alunni. Mentre per il mezzogiorno, è necessario distinguere tra sud e isole. 

La situazione in Italia

Ai primi posti  - si legge sul dossier - si collocano Valle d'Aosta (45,7%, cioè quasi 1 posto nei servizi socio-educativi per la prima infanzia ogni 2 bimbi residenti), Umbria (42,7%), Emilia Romagna (39,2%) e Toscana (36,2%). Poco sotto, in avvicinamento all'obiettivo del 33%, Friuli-Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Poco sotto il Lazio con 31,5%. 

 I primi 10 capoluoghi per posti in asili nido e servizi prima infanzia ogni 100 residenti 0-2 anni (2018) sono: Bolzano (68.1%), Ferrara (58.40%), Siena (56.30%), Forlì (55.70%), Sassari (55.30%), Urbino (55.30%), Pisa (50.50%), Perugia (49,40%), Biella (49.30%), Trento (48.80%) 

Tra i capoluoghi centrosettentrionali prevalgono quelli dove la copertura ha superato il 33%, e in alcuni casi supera la quota di un posto ogni 2 residenti sotto i 3 anni. Allo stesso tempo, non mancano città in cui l'offerta - pur superiore ai 20 posti ogni 100 bimbi - non raggiunge la quota del 33%. In molti casi vi si avvicina molto, o l'ha praticamente raggiunta. È il caso, tra gli altri, di capoluoghi toscani come Arezzo (31,2%),  Pistoia (31%), Massa (32,3%); delle liguri La Spezia (31,4%), Savona (32%) e Imperia (32,7%); dell'emiliana Piacenza (31,7%), della piemontese Cuneo (31,3%) e di Frosinone nel Lazio (32,7%)

Al contrario, tutti i 10 capoluoghi con meno posti rispetto all'utenza potenziale si trovano nel mezzogiorno, e in particolare in 3 regioni. Cinque sono siciliani, 3 campani e 2 calabresi. Agli ultimi posti in particolare Catania e Crotone, con circa 5 posti ogni 100 bambini, seguite da Messina (5,9%) e Palermo (6,2%). 

La situazione per i cinque capoluoghi del Lazio 

A Frosinone ci sono 12 servizi attivi, 334 posti autorizzati con una percentuale del 32.7%. Il miglior comune ciociaro, per rapporto bambini presenti nel territorio, posti disponibili e servizi attivi è Broccostella, con una percentuale di 91.6.; il peggiore invece, tra quelli con almeno un servizio attivo, è Ceccano con 2.7. Roma capitale ha 794 servizi attivi, 28612 posti autorizzati ed una percentuale del 44%. Viterbo è invece il secondo capoluogo di provincia del Lazio il 38.6 % per posti autorizzati per 100 bambini dai 0 ai 2 anni, con 17 servizi attivi. A Latina ci sono 36 servizi attivi, 864 posti autorizzati e una percentuale del 27.8 per posti autorizzati per 100 bambini dai 0 ai 2 anni.  Rieti, invece ha una percentuale del 25.1, con 6 servizi attivi e 222 posti autorizzati.  

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