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No al razzismo, ieri il Flash mob davanti al Palazzo Iacobucci

Tutti in ginocchio per George Floyd, anche Frosinone ha aderito alla manifestazione pacifica contro le discriminazioni razziali

8 minuti e 46 secondi in silenzio, con un ginocchio a terra, per dire No al razzismo. Ieri anche la Ciociaria ha manifestato in modo pacifico e rispettando le regole previste per l'emergenza Covid. Un flash mob davanti al Palazzo Iacobucci, un luogo che rappresenta tutta la provincia di Frosinone. L'idea è partita dall'associazione di Ceccano IndieGesta ed ha coinvolto altre associazioni attive sul territorio come Collettivo Ugualmente, la Rete degli Studenti Medi, Possibile LGBTI+ e non solo. Alla manifestazione hanno partecipato ragazzi e ragazze per gridare silenziosamente il loro No alle discriminazioni razziali. Tra i presenti anche il vicepresidente della Provincia di Frosinone, Luigi Vacana: "Ho aderito con entusiasmo al flash mob per ribadire il No al razzismo. Una manifestazione composta, tenutasi davanti al Palazzo della Provincia, in piena sintonia con il movimento 'Black Lives Matter', in corso in tutte le città del mondo". 

Il messaggio di Alessandro Ciotoli dell'associazione IndieGesta

Al presidente dell'associazione IndieGesta, Alessandro Ciotoli, lasciamo il 'compito' di spiegare l'importanza di aver organizzato l'iniziativa anche nella provincia di Frosinone. "8 minuti e 46 secondi. Tanto restò George Floyd sotto il ginocchio di Derek Michael Chauvin, agente di polizia di Minneapolis, fino a perdere la vita. Da quel 25 maggio però, molte cose sono cambiate. Il movimento Black Lives Matter ha agitato le piazze e le città americane, fino a scuotere le coscienze in tante altre nazioni sparse per il mondo. Ieri sera, in piazza Gramsci, un luogo rappresentativo dell'intera provincia di Frosinone, decine di uomini, di donne, di bambini, si sono radunati per mostrare solidarietà a George Floyd e a tutte le vittime di ingiustizia e repressione a scopo razziale.

Lo abbiamo fatto di impulso, organizzando tutto in un paio di giorni, di corsa, con un Flash Mob semplice, pubblicizzato solo col passaparola, rispettando tutte le regole prescritte dalla legge. Il ritorno in una piazza, per strada, dopo mesi di quarantena, è stato come una ventata di aria fresca. La necessità di esserci, di dire la nostra in un Paese che non è esente da colpe quando si parla di razzismo, con migliaia di migranti lasciati morire in mare, continui episodi di intolleranza spesso spinti da politici abbietti, e troppo poco contrastati da politici che preferiscono solo apparire, quando invece potrebbero agire, cambiare le cose davvero.

La manifestazione di ieri non cambierà le cose, ma servirà a ribadire un concetto: questa terra non è diversa dalle altre, non è inferiore, non è degradata o morente. Questa terra è viva, sa emergere, sa lottare per i propri diritti e per il proprio futuro, sa essere solidale con gli altri, sa amare. Questa non è ancora la terra che vorremmo lasciare ai nostri figli, ma lotteremo ogni santo giorno per fare in modo di riuscire a trasformarla".
 

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