Frosinone, l'aria della Valle del Sacco è la peggiore del Lazio

Questo è quanto emerge dai dati pubblicati dall'Arpa. Le criticità riguardano i livelli di PM10, ozono e biossido di azoto

Anche per il 2018, l’Arpa (Agenzia Regionale per Ambiente), certifica che la qualità dell’aria, nella zona della Valle del Sacco, è la peggiore del Lazio. E questa circostanza non può non indurre a profonde riflessioni. Lo si evince chiaramente, dal “Monitoraggio della qualità dell’aria Valutazione Preliminare Anno 2018”, pubblicato dall’Agenzia sul proprio sito, proprio in queste ore.

La certificazione dell'Arpa

Il documento costituisce la valutazione preliminare della qualità dell’aria relativa all’anno 2018. Vengono presentati i risultati ottenuti dalla rete automatica di monitoraggio della qualità dell’aria del Lazio dal 01/01/2018 al 31/12/2018, con riferimento alla verifica del rispetto dei limiti di legge previsti dal D.Lgs. n. 155/2010.  Facendo riferimento all’anno 2018, la rete di monitoraggio della qualità dell’aria in gestione all’ARPA Lazio è costituita da 52 postazioni chimiche di misura nella Regione. La zona codificata  “Valle del Sacco” con la presenza delle centraline dell’Arpa comprende i territori di Alatri-Anagni – Cassino –Ceccano- Colleferro - Ferentino- Frosinone- Fontechiari.

Aria più inquinata che a Roma

A tal fine, a pag 8 del rapporto, l’Arpa scrive che “Gli unici superamenti dei valori limite per il 2018 sono per il PM10 nella zona Valle del Sacco”, con ben 340 superamenti totali di 50 µg/m3 su tutto il territorio della provincia di Frosinone. L'Arpa conferma “Per ciò che attiene al PM10, la situazione peggiore si presenta nella zona Valle del Sacco. Nell’Agglomerato di Roma si registrano valori più elevati, sia per le medie annue che per il numero di superamenti del limite giornaliero di PM10, rispetto alle zone Appenninica e Litoranea, ma in nessuna delle tre zone si ha un superamento dei limiti normativi”. Come valore di riferimento è utile rilevare che, su tutto il territorio codificato come “agglomerato di Roma”, quindi per estensione notevolmente superiore a quello della Valle del Sacco, e con un traffico veicolare infinitamente più grande, i  superamenti di 50 µg/m3 per PM10 sono stati solo 137 .  Nella Valle del Sacco, quindi, si registra nel 2018 un numero totale di superamenti di quasi 3 volte rispetto a Roma. 

Il biossido di azoto

Non va meglio in provincia di Frosinone per il biossido di azoto, laddove il rapporto evidenzia che “Le criticità rilevate per il biossido di azoto riguardano il valore medio annuale e sono maggiori nell’Agglomerato di Roma, ma presenti anche in zona Valle del Sacco”. Stesso discorso per la presenza di ozono, infatti a pag 13 del rapporto si rileva che “Il valore obiettivo per la salute umana, media dei superamenti della massima media mobile sulle 8 ore per gli anni 2016-2018 inferiore a 25, non è rispettato in due stazioni della rete di misura, “Allumiere”, in zona litoranea, e “Fontechiari”, in Valle del Sacco”. Ed anche nelle conclusioni l’Arpa stabilisce che : “le criticità sul territorio regionale sono costituite dall’NO2 nell’Agglomerato di Roma e nella Valle del Sacco, dal PM10 nella Valle del Sacco e dall’O3 in Valle del Sacco e Zona Appenninica” Quindi la zona della Valle del Sacco nel 2018 ha evidenziato forti criticità per PM10, ozono e biossido di azoto.

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Un problema mai affrontato

Da questi dati, così recenti e provenienti da un Ente certamente attendibile e qualificato come l’Arpa, è di cristallina evidenza, da un lato, che il problema ambientale della Valle del Sacco e quindi della salubrità dell’aria e per la salute delle persone, è lontanissimo dall’essere stato affrontato e risolto. Circostanza acclarata dalla perdurante costanza, negli anni, di dati negativi rilevati dall’Arpa.  Dall’altro, che è diventato indispensabile un vero piano Marshall, da parte del Governo centrale e del Ministero dell’Ambiente, con risorse finanziarie e interventi straordinari, per approcciare in modo diverso, rispetto a quanto fatto fino ad ora,  il problema ambientale della Valle del Sacco, che pesa come un macigno sulla vita dei cittadini.

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