Incendio Mecoris, la rabbia dei cittadini infiamma il Consiglio comunale

Si chiedono risposte certe sulla pericolosità delle sostanze sprigionate dal rogo. Il sindaco Ottaviani: "Dobbiamo attendere i risultati delle analisi", ma i residenti non ci stanno. La paura è troppa

Una seduta di Consiglio comunale accesa, infuocata, infiammata dalla rabbia dei cittadini che in tantissimi, ieri sera, hanno occupato la sala consiliare e la scalinata dell'ente di piazza VI dicembre. Si sono organizzati sui social per darsi appuntamento alle 19.00, presentandosi con tanto di mascherine sul volto, per dire, ma potremmo osare anche urlare, all'unisono al sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani "Vogliamo risposte certe su quanto sta accadendo". Una preoccupazione plausibile, si teme per la salute propria e dei loro cari. L'incendio della Mecoris fa paura, fanno paura le possibili ripercussioni, fa paura non sapere che tipo di sostanze sono state sprigionate nell'aria, nella terra, già martoriate da decenni dall'inquinamento.

Attendere gli esiti

I punti previsti all'ordine del giorno, tra cui il famoso project financing dei Piloni, sono passati in secondo piano. Gran parte della seduta è stata dedicata al botta e risposta tra sindaco e cittadini. Non sono mancati momenti di alta tensione, era prevedibile. Parole grosse, pesanti sono volate dalla platea agli scranni. Il primo cittadino ha ribadito la necessità di attendere i risultati delle analisi che attesterebbero la presenza o meno di Diossine e Furani (PCDD-PCDF), Policlorobifenili (PCB), idrocarburi policiclici aromatici (IPA), per poter prendere i dovuti provvedimenti e qualora fosse necessario, sgomberare l'area. Dovrebbero arrivare nel giro di 48 ore, per il momento si continua a raccomandare di tenere le finestre chiuse nelle prime ore del mattino, fascia oraria in cui si rilevano i picchi di PM10. Più di questo non si può fare. Ma i cittadini non ci stanno.

Il vero problema

Il problema sollevato non è circoscritto al solo incendio, si è estende e si espande, come gli odori nauseabondi che da tempo provengono dallo stabilimento che smaltisce rifiuti speciali costruito troppo vicino alle abitazioni, alcune a meno di 150 metri. Si chiedono risposte anche su chi in passato abbia rilasciato le autorizzazioni per la realizzazione della struttura in quel punto, permessi a quanto pare non siglati dal Comune perchè sono di tipo ambientali. La questione sta a monte, l'incendio è solo la scintilla che ha fatto scoppiare una bomba perchè ha reso visibile, con le fiamme ed il fumo, il problema vissuto dai residenti nel quotidiano. Si prosegue con la discussione in aula e con gli interventi dei consiglieri comunali, tra questi Igino Guglielmi e Fabrizio Cristofari. Negata la possibilità di prendere parola al consigliere Vincenzo Savo che decide di lasciare l'aula, altro momento di grande tensione. 

Gli interventi

Guglielmi e Cristofari, dicevamo, intervengono sul tema più ampio dell'inquinamento. Il primo ha sottolineato come in realtà i picchi di polveri sottili raggiunti in questi giorni sono addirittura inferiori a quelli che di media si registrano dai mesi di novembre a marzo, presentando poi la mozione per chiedere, tra le altre cose, un Consiglio comunale aperto straordinario e urgente con il quale invitare tutti i rappresentanti delle autorità competenti al fine di effettuare un censimento dei siti industriali insistenti sul territorio.

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La parola passa a Cristofari che per prima cosa esprime "una nota di appoggio assoluto al fatto di condividere con la cittadinanza una situazione che è oggettivamente difficile". Anche per lui il problema che pende sulla città riguarda i livelli di sforamento registrati nei mesi autunnali ed invernali. Cita provocatoriamente il mostro di via Le Lame, l'enorme discarica da 725.000 tonnellate di rifiuti, e ipotizza: "e se un elicottero ci cadesse sopra, quale disastro provocherebbe?". "Siamo circodati da siti di una pericolosità straordinaria. Al di là di chi li ha autorizzati - rivolgendosi al sindaco - dobbiamo pensarci noi a stimolare le autorità a far chiudere quelli che vanno chiusi, e a smaltire dove c'è la necessità di smaltire, sennò la situazione è evidente che peggiora". Poi conclude: "Qua non c'è la politica ed i cittadini, qui ci sono i cittadini che in questo momento sono rappresentati da altri cittadini". Applauso dalla platea.

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