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Legambiente, edizione speciale "Mal'aria": Frosinone si becca un 3 in pagella (foto dei dati)

A Frosinone c’è stata una leggera diminuzione dei valori dal 2016 a questa parte. Con il Pm 10 che è sceso da 35 a 32 e Pm 2,5 da 19 a 17. Stabile ancora il No2 che rimane a 34

Alla vigilia dell’entrata in vigore delle misure antismog, Legambiente presenta Mal’aria edizione speciale. Ecco le pagelle sulla qualità dell’aria di 97 città italiane.

Confrontate le concentrazioni medie annue delle polveri sottili (Pm10 e Pm2,5) e del biossido di azoto (NO2) negli ultimi cinque anni (2014-2018) con i rispettivi limiti suggeriti dall’OMS. Solo il 15% delle città ha raggiunto nei 5 anni un voto sufficiente: Sassari (voto 9), Macerata (voto 8), Enna, Campobasso, Catanzaro, Grosseto, Nuoro, Verbania e Viterbo (voto 7), L’Aquila, Aosta, Belluno, Bolzano, Gorizia e Trapani (voto 6). L’85% è invece sotto la sufficienza: fanalini di coda Torino, Roma, Palermo, Milano e Como (voto 0). Legambiente: “Il governo italiano grazie al Recovery Fund ha un’occasione irripetibile per modernizzare davvero il Paese partendo dalle città con interventi strutturali che mettano al centro la mobilità sostenibile, elettrica, condivisa, ciclopedonale e multimodale”.

I voti dei capoluoghi del Lazio sono: Viterbo 7, Rieti 5, Frosinone e Latina 3, Roma 0. Roma è in basso soprattutto a causa del No2, che ha superato i limiti di legge per tutti i 5 anni presi in considerazione. A Frosinone, come si può notare dai dati nella foto in basso, c’è stata una leggera diminuzione  (ma ancora valori troppo alti) dei valori dal 2016 a questa parte. Con il Pm 10 che è sceso da 35 a 32 e Pm 2,5 da 19 a 17. Stabile ancora il No2 che rimane a 34.

“Per tutelare la salute delle persone – dichiara il Direttore Generale di Legambiente Giorgio Zampetti– bisogna avere coraggio e coerenza definendo le priorità da affrontare e finanziare. Le città sono al centro di questa sfida, servono interventi infrastrutturali da mettere in campo per aumentare la qualità della vita di milioni di pendolari e migliorare la qualità dell’aria, puntando sempre di più su una mobilità sostenibile e dando un’alternativa al trasporto privato. Inoltre serve una politica diversa che non pensi solo ai blocchi del traffico e alle deboli e sporadiche misure anti-smog che sono solo interventi palliativi. Il governo italiano, grazie al Recovery Fund, ha un’occasione irripetibile per modernizzare davvero il Paese, scegliendo la strada della lotta alla crisi climatica e della riconversione ecologica dell’economia italiana. Non perda questa importante occasione e riparta dalle città incentivando l’utilizzo dei mezzi pubblici, potenziando la rete dello sharing mobility e raddoppiando le piste ciclopedonali. Siamo convinti, infatti, che la mobilità elettrica, condivisa, ciclopedonale e multimodale sia l’unica vera e concreta possibilità per tornare a muoverci più liberi e sicuri dopo la crisi Covid-19, senza trascurare il rilancio economico del Paese”.

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