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Sabato, 18 Maggio 2024
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Legambiente torna a parlare del parco fotovoltaico: "Decreto Ucraina bis rende ancor più appetibile il progetto al Moscardini"

Il circolo Il Cigno: "Rinnoviamo il nostro appello affinché le pressioni verso i vertici del Ministero della Difesa si intensifichino così da rendere concretamente realizzabile un progetto di valenza formidabile"

Il Circolo Legambiente "Il Cigno" torna a parlare del progetto del parco fotovoltaico a Frosinone. 

"Con il perdurare della crisi energetica e della guerra in Ucraina, si susseguono i provvedimenti legislativi diretti ad accelerare la transizione verso le fonti rinnovabili. Ulteriori misure finalizzate ad agevolare l’installazione di impianti fotovoltaici ed eolici sono contenute nel cd. Decreto “Ucraina bis” pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 17 maggio. Di particolare rilievo per la realizzazione del parco solare nell’area dell’aeroporto Moscardini di Frosinone proposta da Legambiente è l’art. 9 “Disposizioni in materia di comunità energetiche rinnovabili” (CER).

La norma modifica il 2° comma dell’art. 20 del precedente “decreto energia” relativo alle aree militari, disponendo una significativa deroga ai vincoli di legge per la realizzazione delle CER. È ora possibile per il Ministero della Difesa e i terzi concessionari di beni del demanio militare costituire CER con altre pubbliche
amministrazioni, anche locali, per impianti superiori a 1 MW per la condivisione di energia da parte di utenze anche non connesse alla stessa cabina primaria di distribuzione.

Si tratta con ogni evidenza di una disposizione di legge che rende ancora più appetibile l’idea del parco solare per la futura amministrazione comunale di Frosinone. Se nella prima versione della nostra proposta auspicavamo la creazione di una rete di comunità energetiche (in ragione dei limiti dimensionali delle CER stabiliti dal legislatore), è ora possibile pensare a una sola grande comunità energetica che copra una parte significativa della città, con ovvi vantaggi in termini di semplificazione amministrativa.

Lo scenario che si sta delineando con l’attuale assetto normativo - che conferisce di fatto una corsia preferenziale autorizzativa di ampia portata ai nuovi impianti a fonte rinnovabile in aree militari - rende l’opportunità che abbiamo prefigurato di straordinario interesse per tutti gli attori coinvolti, e in special modo per il Ministero della Difesa titolare dell’asset e per il Comune di Frosinone su cui ricade l’area interessata.

Entrambi questi soggetti potranno godere di benefici tangibili e sostanziosi a fronte di un investimento di decine di milioni di euro che sarà conteso dai numerosi soggetti privati che non aspettano altro che poter realizzare l’opera, eventualmente con la compartecipazione degli enti territoriali costituiti in consorzio.

Per il Comune capoluogo si può ragionevolmente immaginare che dalla trattativa fra le parti possa scaturire una compensazione dell’ordine del 5-10% dell’energia prodotta dall’impianto, stimata in 100 GWh/anno. Ipotizzando prudenzialmente una disponibilità di 5 GWh/anno sarà possibile costituire una grande comunità energetica in grado di coprire, a titolo di esempio, i fabbisogni di energia elettrica di circa 1400 famiglie.

Siamo sempre più convinti che la proposta che Legambiente ha messo a disposizione della città di Frosinone, da elaborare ulteriormente con l’apporto di tutti gli stakeholder del territorio, possa risultare un game changer in grado di rendere il capoluogo ciociaro un laboratorio di innovazione nel solco della transizione energetica, la cui imprescindibile necessità è oggi sotto gli occhi di tutti.

Ci rende non poco speranzosi il vasto consenso emerso nel convegno del 28 aprile scorso “Oggi militare, domani solare”, in special modo da parte del mondo industriale e della Diocesi di Frosinone oltre che dalla galassia ambientalista, così come ci carica di entusiasmo l’eco suscitata dalla proposta nei media nazionali, che tutto lascia pensare sia destinata ad avere un seguito.

Rinnoviamo dunque il nostro appello affinché le pressioni verso i vertici del Ministero della Difesa si intensifichino così da rendere concretamente realizzabile un progetto di valenza formidabile per un nuovo sviluppo del tessuto socioeconomico locale fondato su fonti di energia pulita e accessibile".

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