Incendi Mecoris-Eureka, Medici di famiglia per l’ambiente: “Perseguire la salute, non attendere la malattia”

La guerra in prima linea contro le malattie da inquinamento: prove generali a Frosinone e punto di svolta a Piedimonte San Germano. “Eravamo già presenti sulla scena - evidenzia il dott. Martino - e abbiamo partecipato attivamente al percorso decisionale”

Il recente incendio presso l'Eureka di Piedimonte San Germano

“Nel giugno 2019 a Frosinone con l’incendio Mecoris ed in questi giorni a Piedimonte San Germano con l’incendio Eureka, è successo il contrario di sempre: i medici dell’associazione ‘Medici di famiglia per l’ambiente’ erano già presenti sulla scena ed hanno partecipato attivamente al percorso decisionale, affiancando i sindaci di Frosinone e Piedimonte”. A parlare di prove generali nel Capoluogo e di punto di svolta nella cittadina del Cassinate, nel quadro della guerra alle malattie da inquinamento che continuano a mietere vittime a non finire a livello territoriale, è il dott. Giovambattista Martino, coordinatore del noto sodalizio presieduto dalla dott.ssa Marzia Armida. L’obiettivo è chiaro: “Perseguire la salute, non attendere la malattia”. Spazio, dunque, alla prevenzione e alla precauzione.

Dal coordinatore dei “Medici per l’ambiente”

“Il muro si sgretola. Forse! I segnali si avvertono - così lo stesso Martino – La conoscenza per tutti è un fatto. Più arduo nascondere, insabbiare e svincolare. A Piedimonte parametri sovvertiti, questo è certo. I medici sono arriva prima, subito dopo l’incidente, questa è la rivoluzione, questo il ribaltamento. Da sempre, ad ogni latitudine, i medici rispetto agli orrori ambientali sono stati, a distanza di anni, i raccoglitori di cocci, i ragionieri delle malattie inspiegabili, i pallottolieri dei tumori rarissimi diventati frequenti e ripetitivi e spesso negati nella genesi ambientale. Giungere quando il dramma è divenuto incomprimibile e quando morti e malati sono diventati incontenibili. Far saltare un coperchio mantenuto chiuso per anni, o peggio per decenni. Raccontare la malattia e la morte quando tutto è irrimediabilmente consumato. Questa l'usuale sequenza: Seveso, Mantova, Brescia, Porto Marghera, Taranto, Casale Monferrato, Terra dei Fuochi, Valle del Sacco, Anagni e tanto altro ancora.  Diossina, Furani, VOC, Amianto, Particolato e tanto tanto altro ancora. Veleni in aria, in terra, in acqua. È la cronaca”.  

Sull’incendio Mecoris

“Grazie al monitoraggio continuo ed in diretta dei valori delle polveri sottili ed alla possibilità di rilevare in immediato i picchi di innalzamento delle concentrazioni delle PM, l'associazione Medici per l'Ambiente - spiega il suo coordinatore - ha fornito tutte le informazioni necessarie alle decisioni per la salvaguardia dell'incolumità dei cittadini nell’immediato e nel rispetto del diritto alla conoscenza del rischio salute in concomitanza dell’evento nefasto, senza i pericolosi ritardi dei giorni successivi. Mentre qualcuno tentava, da prassi, di minimizzare e di camuffare l’incendio attivo, sviluppatosi per cinque giorni di seguito, di un magazzino dove si stoccavano rifiuti di diverso genere, si chiudevano scuole, fabbriche, uffici, negozi e i cittadini rimanevano a casa, vista la puntuale informazione sulle reali condizioni dell'aria. Limitate così, al massimo, le esposizioni agli inquinanti. La salute più importante di una improbabile normalità funzionale ad altro”.

Sull’incendio Eureka

“Dopo i dati comunicati e le considerazioni espresse dai medici - dice il dott. Martino riguardo al rogo di Piedimonte San Germano - la zona di salvaguardia indicata dalla Asl in due km dal luogo dell'incendio, è stata estesa a 10 km nella programmazione delle rilevazioni. Finalmente un ribaltamento innovativo secondo la richiesta avanzata dall' Associazione Medici per l'Ambiente e fatta propria dal Sindaco di PSG e dal gruppo di esperti dell'Osservatorio “Teniamoci d’Occhio”: realizzare un piano di campionamento combinato, che impegni l'Associazione Medici Ambiente, l'amministrazione di PSG e  la Asl in un piano di monitoraggio per  la valutazione attuale ed immediata delle concentrazioni ematiche di diossina nei cittadini potenzialmente esposti, seguita da controlli seriati, ripetuti e accuratamente programmati nel tempo, con garanzia di controlli specifici, prescrizioni di stili di vita e precauzioni per le persone che risultassero positive alla contaminazione da diossina”.

Capitolo diossina

“C'è stata emissione di diossina, confermata dall'Arpa - attesta, infine, il dott. Giovambattista Martino - 2,3 pg/m3, da 8 a 20 volte superiori ai valori tollerati dall'OMS (Organizzazione mondiale della sanità, ndr): 0,1-0,3 pg/m3. Non poteva essere altrimenti con la combustione di pneumatici. Le diossine si accumulano nell'organismo, non vengono eliminate. Fondamentale ed imprescindibile il monitoraggio nel tempo dei livelli ematici del pericoloso interferente a partire da subito. Farsi carico fin dall'inizio della salvaguardia della salute. I cittadini al centro dell'attenzione monitorati nell’immediato. Bene le analisi del suolo, delle acque, dei prodotti zootecnici ed agricoli, ma il fruitore finale dell’alimento contenente diossina è l’uomo. Ed è proprio all’uomo, attraverso la ricerca nel sangue della diossina, che va data la priorità della prevenzione e della presa in cura in tempo utile, l’anticipazione e l’intercettazione dei problemi, la conoscenza per l’evitamento del danno. Questa l’azione proattiva e di salvaguardia che vogliono i medici. Non certo la presa d'atto del danno tra 15 o 20 anni, dopo decenni di improbabile normalità”.

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