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Le piscine al chiuso riapriranno da luglio, soddisfazione a metà: “Siamo l’ultimo sport che ripartirà”

L’hastag #salviamolepiscine ha coinvolto tutti i personaggi noti del mondo natatorio. Il Park Club di Alatri: “Speravamo ci equiparassero alle palestre”

“È una giornata fondamentale per far sentire la nostra voce in favore di un settore dimenticato che ha urgente bisogno di tornare a riaprire le proprie porte, continuare a vedere gli impianti in questo stato (foto in copertina) è un colpo al cuore. Ci uniamo all’appello di migliaia di gestori: il nuoto è parte fondamentale della vita e della salute di tantissime persone che, come noi, sono in difficoltà. Serve riaprire in sicurezza entro i primi di giugno”, questo è stato l’appello pubblicato ieri dal famoso impianto sportivo Park Club Acquapark di Alatri, a pochi passi dal capoluogo ciociaro.

Proprio dopo pochi minuti dalla pubblicazione di questo post, il Governo ha preso la decisione di riaprire le piscine al chiuso a partire da luglio. Una decisione che fa felici a metà i professionisti del settore.

"Speravamo ci equiparassero alle palestre"

 “Siamo chiusi dal 26 ottobre. Noi abbiamo avuto il centro aperto solo per il tennis. In ogni caso sono stati mesi duri soprattutto per l’impossibilità di programmare. Poi da aprile sono iniziate a circolare voci di riaperture quindi la nostra clientela veniva a chiedere, ma noi dovevamo sempre rispondere negativamente perché non avevamo nessuna informazione. Ieri c’è stata una manifestazione digitale a cui hanno partecipato tutti gli attori del settore natatorio – ci fanno sapere dal centro sportivo di Alatri - in ogni caso non siamo pienamente soddisfatti. Speravamo ci equiparassero alle palestre soprattutto alla luce dei recenti studi che hanno dimostrato che il rischio nelle piscine è molto basso,  però così non è stato purtroppo”.

Sulla riapertura: “La notizia della riapertura a luglio ci sta apparendo davvero assurda  visto e considerando che praticamente riaprirà tutto, anche sport di contatto estremo. Certo avremmo potuto riaprire per gli agonisti ma gli impianti senza i corsi per bambini, adulti e nuoto libero di base, economicamente non sono sostenibili. I costi fissi sono alti. In ogni caso – conclude il Park -  Noi supereremo questo periodo, probabilmente, tuttavia sono state messe a rischio fallimento migliaia di realtà senza che nessuno di fatto facesse niente. Questo è davvero frustrante”.

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