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Il monito del prefetto Portelli: facciamo attenzione che il 'Coviddi' non si arrende

La massima autorità di governo in provincia di Frosinone scrive ai cittadini e ricorda: "Abbiamo conosciuto tante storie prima di spavalderia o di incoscienza trasformarsi in dolore, ansia e angoscia"

Il prefetto Portelli

Che il prefetto di Frosinone, Ignazio Portelli, sia un uomo di grande umanità oramai è chiaro a tutti ma la lettera aperta inviata ai cittadini, dopo il ritorno in zona 'gialla', conferma ancor di più quanto gli uomini dello Stato possano avere un'importante ruolo nella lotta al Coronavirus.

Con l'ironia tutta palermitana che abbiamo imparato a conoscere, Sua Eccellenza, ha preso carta e penna e seppur in maniera elegante ha 'tirato le orecchie' a tutti coloro che prima negavano fermamente la pericolosità del Covid e poi una volta contratto il virus, hanno pregato medici, infermieri e Dio per la salvezza.

La spavalderia che scompare

"Noi non ci arrendiamo, ma anche il coviddi non si arrende, E’ iniziata una nuova stagione alla lotta alla pandemia. Il Governo confida nella ragionevolezza di tutti noi e nell’attenzione di ciascuno al rispetto delle regole contro la pandemia (mascherina, distanza e igiene). Quando ci si ammala purtroppo poi spariscono la “voglia di libertà”, l’insofferenza e la necessità di far fatturato.

E drammaticamente prendono piede le preoccupazioni e alcune volte anche il terrore. In Prefettura in questi mesi abbiamo conosciuto tante storie prima di spavalderia o di incoscienza trasformarsi in dolore, ansia e angoscia".

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