Il Prefetto Portelli adotta la prima interdittiva antimafia in provincia di Frosinone

Il provvedimento, preso contro una società di Ferentino attiva nel commercio di carburante, "mira - scrivono dalla Prefettura - a contrastare l'infiltrazione mafiosa nelle imprese e i tentativi per condizionare le scelte e gli indirizzi delle PA"

Il Prefetto di Frosinone Ignazio Portelli

Quella di oggi, martedì 16 giugno, è una data estremamente significativa in relazione all'operato dell'Ufficio territoriale di Governo. Il Prefetto, Sua Eccellenza Ignazio Portelli, ha difatti adottato la prima interdittiva antimafia in provincia di Frosinone, nello specifico nei confronti di una società di Ferentino attiva nel commercio di carburante, a seguito di una lunga attività investigativa del gruppo interforze della stessa Prefettura ciociara. Si tratta di un provvedimento di natura preventiva volto a garantire l'ordine pubblico, la libera concorrenza tra imprese e il buon andamento della Pubblica Amministrazione. Un'informativa che è basata su indizi gravi e concordanti e punta a non consentire alle mafie e alla criminalità organizzata di infiltrarsi all'interno dell'economia.  

Dalla Prefettura di Frosinone

"L'interdittiva antimafia - spiegano ai cittadini dall'Ufficio territoriale del Governo - è il provvedimento amministrativo al quale viene riconosciuta natura cautelare e preventiva, nel bilanciamento tra la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e la libertà di iniziativa economica, garantita dalla Costituzione. Il provvedimento, infatti, mira a contrastare l’infiltrazione mafiosa nelle imprese e i tentativi per condizionare le scelte e gli indirizzi delle pubbliche Amministrazioni. Dunque l’obiettivo è la tutela dei principi di legalità, imparzialità e buon andamento e dello svolgimento leale e corretto della concorrenza tra le stesse imprese nel mercato, e, infine, il corretto utilizzo delle risorse pubbliche".

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Infiltrazioni mafiose dirette e indirette

"La permeabilità mafiosa di una impresa - evidenziano, infine, dalla Prefettura di Frosinone - può manifestarsi non soltanto direttamente per il tramite del soggetto che esercita poteri di amministrazione, rappresentanza o direzione, ma anche indirettamente per il tramite di coloro che, familiari e non, con questo intrattengono rapporti; ciò in ragione del criterio ispiratore della disciplina antimafia tendente a focalizzare l’attenzione più sulla appartenenza all'alveo malavitoso della zona grigia, sui rapporti e sulle influenze di fatto che non sugli aspetti formali della titolarità delle imprese. Anche i contesti sociali in cui attecchisce il fenomeno mafioso possono costituire valido indice di rilevamento della permeabilità mafiosa dell’impresa".

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