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Giro di vite contro evasione fiscale e riciclaggio: siglato un protocollo d'intesa

Il neo procuratore capo di Frosinone, Antonio Guerriero ha chiesto ed ottenuto la stretta collaborazione della Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Entrate

Pugno duro contro evasione fiscale e riciclaggio. Per arginare questo tipo di reato danno per l'economia provinciale e per i tessuti soclali, è stato siglato un accordo di collaborazione tra la Procura della Repubblica, la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate, volto a coordinare in maniera sinergica l'attività di indagine relativa alla repressione degli illeciti di natura tributaria e finanziaria. Il protocollo, voluto su iniziativa del nuovo Procuratore della Repubblica di Frosinone Antonio Guerriero, ha come fine prioritario rendere più snelli e quindi celeri gli accertamenti fiscali e condividere le informazioni tra le tre istituzioni, che a tal fine, metteranno in campo le reciproche competenze e professionalità per arginare in maniera decisa il dannoso malcostume dell’evasione fiscale. Grazie all’intesa raggiunta tra la Procura della Repubblica, le Fiamme Gialle rappresentate dal colonnello Alessandro Gallozzi e l’Agenzia delle Entrate rappresentata dalla dottoressa Carla Gentilini, si è dato vita ad un canale diretto attraverso il quale veicolare continui scambi di informazioni.

La sottoscrizione di tale accordo rappresenta un chiaro segnale circa la reale e fattiva collaborazione per evitare sovrapposizioni/duplicazione di indagine al fine di ottimizzare al meglio le risorse disponibili nell’ambito dei propri Uffici. Nello specifico, la Procura della Repubblica di Frosinone, allo scopo di fornire una risposta organizzata e coordinata ad una materia che richiede particolari tecniche d'indagine, metterà in campo un gruppo di Sostituti Procuratori ai quali è riservata la trattazione dei reati finanziari, societari e fallimentari.

Un pool che in stretta collaborazione con la Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Entrate, in presenza di determinate condotte delittuose, può intervenire per bloccare eventuali ricchezze di provenienza illecita e quindi recuperare le imposte evase, nell'ambito di procedimenti penali instaurati a seguito di denunce o notizie di reato non provenienti da Uffici dell'Agenzia delle Entrate, o i proventi derivanti da fatti, atti o attività qualificabili come illecito civile, penale o amministrativo se non già sottoposti a sequestro o confisca. In sintesi, il protocollo prevede di "creare una rete di referenti, composta da delegati del Procuratore della Repubblica, da rappresentanti dell'Agenzia delle Entrate e da rappresentanti della Guardia di Finanza, al fine di favorire una costante e riservata comunicazione di notizie e documenti di reciproco interesse. I referenti dell'Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza saranno destinatari delle comunicazioni e, ognuno per la parte di propria competenza, potrà fornire all'Autorità Giudiziaria ogni utile supporto all'esatta cognizione delle fattispecie segnalate nei casi in cui le stesse presentino profili tecnici particolarmente complessi. Nelle situazioni caratterizzate da fondati sospetti in merito alla rilevanza penale, le informazioni potranno essere fornite direttamente al Procuratore della Repubblica, ovvero ad un suo delegato".

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