Saf e Saxa Gres, storico accordo per la produzione di un nuovo rifiuto industriale

Nasceranno impianti per trattare la frazione umida prodotta in provincia di Frosinone, ottenendo biometano per alimentare mezzi di trasporto e ammendante per fertilizzare i terreni sui quali potranno essere avviate coltivazioni di canapa industriale

Foto di archivio

Una partnership strategica per completare il passaggio della provincia di Frosinone all’economia circolare del rifiuto. Dalla collaborazione tra Saf SpA e Saxa Gres SpA nasce una new company. Farà sistema nel campo del trattamento e del recupero della frazione umida – quella costituita dagli scarti alimentari e da altri rifiuti organici facilmente biodegradabili.

Attualmente questa tipologia di rifiuto, una volta raccolta, viene inviata dai comuni della Ciociaria in impianti del nord Italia, a costi importanti per i cittadini ciociari, dove viene trattata e lavorata per generare energia elettrica, biometano e per produrre infine compost – fertilizzante molto richiesto per la concimazione dei terreni agricoli. I presidenti di Saf SpA e di Saxa Gres SpA, Lucio Migliorelli e Francesco Borgomeo, hanno delineato le tappe di un percorso che da qui a breve porterà alla costituzione di una nuova società, condivisa dai due soggetti, la cui missione sarà costruire e gestire, in Ciociaria, due impianti per trattare tutta la frazione umida prodotta in provincia di Frosinone, ottenendo biometano per alimentare mezzi di trasporto e ammendante per fertilizzare i terreni sui quali potranno essere avviate coltivazioni di canapa industriale.

La canapa industriale

Canapa che, sottoposta a un innovativo processo industriale, diventerà materiale da imballaggio per sostituire la plastica oggi utilizzata per confezionare e spedire nel mondo i prodotti della Saxa Gres SpA – sanpietrini, spessorati, gres da esterno, piatti doccia, nell’innovativo materiale grestone, pietra - ceramica ecologica e più resistente della pietra tradizionale. A gestire il dispiegamento della innovativa road map imprenditoriale/industriale tracciata congiuntamente da Lucio Migliorelli e Francesco Borgomeo sarà un tavolo operativo condiviso tra i tecnici delle due società.

“La newco alla quale daremo vita posizionerà la nostra provincia all’avanguardia europea nella chiusura del ciclo dei rifiuti, con la creazione di un distretto industriale ecosostenibile che alimenterà la propria produzione grazie al recupero dell’organico prodotto sul nostro territorio. Sarà questo il secondo tassello – spiega Migliorelli – della nostra politica dell’end of waste, cioè del ciclo integrato alla fine del quale anche la frazione umida smette di essere rifiuto e diventa materia per nuove produzioni. Un tassello che affiancherà la trasformazione dell’impianto Saf di Colfelice in Fabbrica delle Materie. Infatti, grazie a una prima, recente autorizzazione regionale sono iniziati i lavori per introdurre le tecnologie per aumentare le performance ambientali dello stabilimento Saf e recuperare, a regime, carta, cartoni, plastiche, ferro, alluminio. In discarica e termovalorizzatore andrà solo una parte minima rispetto ai quantitativi attuali”. 

I nuovi impianti per produrre biometano e compost saranno concepiti per soddisfare il fabbisogno provinciale prodotto di organico e sfalci vegetali.

“Impianti di dimensioni ridotte – conclude il presidente della Saf – con impatto ed emissioni zero sull’ecosistema. Non saremo più costretti a spedire al nord i nostri rifiuti ma saranno lavorati e trasformati qui con benefici sia in termini economici che ambientali per i cittadini della nostra provincia. Saremo noi a sfruttarli per produrre nuova economia e nuove opportunità di lavoro, con investimenti di svariati milioni di euro, nell’ottica della green economy e della compiuta circolarità del processo produttivo del rifiuto”.

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Il presidente Francesco Borgomeo guarda all’emergenza determinata in questi giorni dalla diffusione del Coronavirus. E sottolinea: “Non possiamo permetterci che situazioni come quella che stiamo vivendo possano bloccare il sistema industriale. Dobbiamo essere autonomi. E ricordarci che tutto è interconnesso. Un banale blocco dei camion rischierebbe di farci trovare sommersi dai rifiuti ed esposti ad un maggiore rischio di malattie”. Il gruppo Saxa (Saxa Gres di Anagni, Grestone di Roccasecca, Tagina di Gualdo Tadino, Centro Impasti Ceramici a Spilamberto) crede molto in questa new company che nascerà con Saf. “La newco ci consentirà di fare sistema - evidenzia il presidente Borgomeo - mettere insieme le rispettive competenze ed eccellenze, archiviando per sempre il vecchio modo di considerare i rifiuti. Nei prossimi anni nulla dovrà finire nella terra ma tutto dovrà essere recuperato: i rifiuti sono materie prime dalle quali ottenere nuovi materiali. E per quell’epoca, molto vicina, noi dovremo essere pronti”.

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