Ripresa scuole, Ottaviani contro la Azzolina e le regole assurde

“Non possono pretendere di ricevere il doppio delle prestazioni dai docenti e dal personale non docente, con gli stipendi che rimangono immutati, senza contare il fatto che la riduzione dell’orario, da 60 a 50 minuti, continui, per il Governo, a rimanere un incomprensibile tabù”

Si è svolto nelle ore scorse, presso il Comune di Frosinone, il vertice organizzato dal sindaco, Nicola Ottaviani, con i dirigenti scolastici degli istituti comprensivi presenti sul capoluogo, i professori Lorenzo De Simone, Mara Bufalini, Monica Fontana e Giovanni Guglielmi.

Il sindaco Ottaviani ha parlato di linee guida che arrivano dal Governo centrale del tutto inadeguate soprattutto per il personale docente ma che comporteranno problemi organizzativi quotidiani per i ragazzi e per i genitori.

Alla riunione, hanno preso parte anche gli assessori Fabio Tagliaferri e Valentina Sementilli, rispettivamente per i lavori pubblici (edilizia scolastica) e la pubblica istruzione, unitamente ai dirigenti Antonio Loreto e Giuseppe Sorrentino, rappresentando come l’Ente di piazza VI dicembre abbia previsto uno stanziamento di circa 60.000 euro per ogni istituto comprensivo, allo scopo di procedere agli adeguamenti tecnici e strutturali, per garantire il distanziamento sociale degli alunni. I lavori dovranno essere effettuati a partire dai prossimi giorni, oltre che nel mese di agosto, pur con le difficoltà connesse al periodo feriale delle aziende.

“La soluzione più semplice – ha dichiarato il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani – sarebbe stata quella di ridurre da 60 a 50 minuti l’orario delle singole lezioni, per la prima metà della classe, arrivando a completare le sei ore al mattino entro le 13.30 e riprendendo, attraverso una turnazione settimanale, il turno pomeridiano dalle 14 alle 19, per l’altra metà della classe garantendo, in tal modo, il pieno distanziamento e il recupero della coesione sociale degli studenti. Purtroppo, però, la semplicità e l’efficacia di alcune soluzioni si scontrano con lo scarso pragmatismo del ministro Azzolina e di altre autorità centrali, che non possono pretendere di ricevere il doppio delle prestazioni dai docenti e dal personale non docente, con gli stipendi che rimangono immutati, senza contare il fatto che la riduzione dell’orario, da 60 a 50 minuti, continui, per il Governo, a rimanere un incomprensibile tabù. Queste inerzie e pastoie burocratiche non fermeranno, comunque, l’attività dei Comuni, dei dirigenti scolastici e di tutti gli operatori del settore scolastico, per cercare di normalizzare la vita di relazione dei nostri ragazzi negli istituti del capoluogo e dell’intera penisola, come già avvenuto in piena emergenza Covid, allorquando è stata sostenuta la didattica e la crescita culturale degli studenti con ogni mezzo e con i sacrifici di tutti, comprese le famiglie”.

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